Dimissioni Apm: è scontro aperto
tra Daniela Meschini e Pensare Macerata

Chiamato in causa, interviene anche l'ex vice presidente Paolo Micozzi
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Daniela Meschini

Dopo le dimissioni del presidente Angeletti e del Cda (leggi l’articolo) ancora non si è chiuso il caso Apm legato all’ormai nota consulenza affidata alla Focus Gestioni. La riunione di domani (lunedì) del Consiglio comunale sarà preceduta (ore 15,30) dalla trattazione dell’interrogazione riguardante la questione APM relativa al protocollo d’intesa per l’aggregazione delle società a totale partecipazione pubblica e il conferimento dell’incarico di consulenza.

Intanto arriva un duro attacco dalla consigliera Daniela Meschini:

Ho rimesso nelle mani del Sindaco la mia carica di consigliere di amministrazione dell’APM; ora lo faccio pubblicamente con la chiarezza e la limpidezza che mi contraddistinguono. In questi mesi ho dato il mio contributo onesto e disinteressato al servizio dei una società così importante per la città in termini sia di servizi che occupazionali. L’APM è gestita da un manager di indubbia qualità come il Dott. Stefano Cudini che parimenti aveva, nel suo presidente, il Dott. Rolando Angeletti, una persona di alta competenza e professionalità, che ha operato senza asservire nessuna logica di partito. Ma in questa mia amata città, le persone limpide e di specchiata onestà non prevalgono, prevale la logica di chi batte più forte i pugni sul tavolo; lo ricordo nella passata amministrazione quando a forza si volle la vice presidenza dell’APM. Credo stia accadendo qualcosa di simile anche oggi. Rimetto il mio mandato con una profonda amarezza conscia però di aver operato bene. Chiedo ora ai consiglieri Lattanzi e Bianchini, che tanto hanno voluto le dimissioni di questo Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente, perché non hanno usato la medesima solerzia da assessori per andare a vedere le consulenze affidate all’epoca al Vice Presidente dell’APM; chiedo anche perché i consiglieri Lattanzi e Bianchini, all’epoca assessori, abbiano lasciato i loro rispettivi assessorati con le casse vuote. Prendo l’occasione per chiedere scusa alle tante persone che ho coinvolto nel cammino della lista civica Pensare Macerata e in modo particolare a quelle alle quali, con una lettera, ho chiesto il voto per altri. Di poltrona io ne ho già da tempo una: è quella della mia cattedra; non ho mai avuto bisogno della politica per vivere, ho vinto anni fa un regolare concorso e ho cercato, pur con i dovuti ed umani errori, di svolgere il mio compito educativo nel migliore dei modi possibili. Rispetto ai miei alunni, a cui voglio bene, e ai miei figli, ho il dovere morale ed etico di spiegare loro che l’onestà, la limpidezza, la competenza e il merito non pagano, ma che a loro è affidata questa grande rivoluzione. Credendo ancora che la verità rende liberi, questo dovevo a me stessa, alla mia famiglia e ai tanti che mi sono stati vicini e mi hanno dimostrato stima e affetto”.

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Massimiliano Bianchini

 

 

 

 

Non si è fatta attendere la risposta di Pensare Macerata:

“L’Associazione Pensare Macerata è rimasta esterrefatta per le dichiarazioni di Daniela Meschini che coinvolgono la lista in questa discussione così difficile e complicata inerente la vicenda APM. La lista Pensare Macerata ha scelto deliberatamente di non intervenire pubblicamente sulla vicenda APM , né tramite consiglieri, né tramite l’assessore di riferimento, né tramite esponenti. Questo per una politica garantista da cui Pensare Macerata è collegialmente caratterizzata, inoltre per mantenere toni e comportamenti sobri in questa difficile congiuntura politica. Abbiamo semplicemente partecipato e condiviso con la coalizione di centro sinistra un metodo di discussione che ha portato a una valutazione complessiva:  la richiesta di dimissioni dell’intero C.d.a. dell’APM. Nessuno di Pensare Macerata ha mai obiettato la legittimità della delibera in questione, ma abbiamo sempre ragionato sulla opportunità politica. Siamo dunque costretti a prendere le distanze anche dai toni oltre che dai contenuti delle dichiarazioni dell’ex consigliera, tanto più sconcertanti quanto fanno seguito ad un suo scarso dialogo riguardante il lavoro nel cda dell’APM  e la politica attiva della lista Pensare Macerata. Prendiamo atto con dispiacere che si conclude così il rapporto di fiducia, ci teniamo comunque a ringraziare Daniela per il lavoro fin qui svolto all’interno del C.d.a. Per quanto concerne le accuse e le illazioni personali e di carattere non politico, le tratteremo nei luoghi e nelle sedi opportune, non di certo sui giornali”.

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Interviene anche l’ex vice presidente dell’Apm, l’avvocato Paolo Micozzi:

Resto basito dalle affermazioni fatte dall’ex Consigliera Daniela Meschini che in un tratto della “rabbiosa” reazione alle proprie dimissioni sembra chiamare in causa il sottoscritto poiché richiama “le consulenze affidate all’epoca al vicepresidente di Apm”. E’ chiaro ed evidente il riferimento alla mia persona perché, se non erro, il primo vicepresidente di APM sono stato io in quanto in precedenza non era stato attivato tale profilo. Posto ciò e precisato che non amo la politica urlata che invece sembra appassionare tanto altri soggetti vorrei poter dire la mia su questa vicenda:

1) Non mi sono mai state affidate consulenze da parte di APM; o meglio richiestomi – per la mia competenza professionale – di esprimere un parere in ordine ad una fideiussione inerente una operazione immobiliare che coinvolgeva APM ed il Comune di Macerata, ho fornito il mio contributo senza onere alcuno per le casse della società, cioè l’ho fatto gratis;

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Paolo Micozzi

2) Ho svolto, sempre nell’interesse della APM SpA, altra attività giudiziaria consistente nel redigere e depositare atto di querela nei confronti di un utente che aveva utilizzato nei confronti dell’azienda espressioni ingiuriose. Ho seguito l’iter procedurale della vicenda fino alla remissione della querela a seguito di scuse ufficiali verso l’azienda da parte del richiamato utente. Anche questa attività è stata svolta esclusivamente nell’interesse della società e senza remunerazione alcuna, cioè gratis;

3) Nel gennaio del 2008 il CdA di APM SpA deliberò di delegarmi alla acquisizione di tutti gli atti dell’indagine svolta dall’Autorità Giudiziaria in ordine al crollo della Galleria sottostante il Campo da baseball avvenuto la notte del 24 gennaio 2006. Ho provveduto ad estrarre copia di tutta la documentazione previa richiesta al GIP di poter accedere alla stessa posto che APM non figurava come parte offesa. Anche questa attività, che pure ha comportato impegno e professionalità, è stata svolta gratis. Soltanto alla fine del mese di novembre 2009 il Consiglio, dopo aver appreso dalla stampa che il Comune di Macerata si era costituito parte civile nel procedimento penale a carico dei progettisti della richiamata Galleria, ha ritenuto doveroso, sempre nell’interesse della società, costituirsi parte civile e, considerata la precedente attività propedeutica svolta, ha deliberato di affidarmi l’incarico per il compenso di € 6.000,00 comprensivi di CAP (4%) ed IVA (20%) come per legge.

E’ superfluo precisare che il rapporto che lega professionista e società è di natura esclusivamente fiduciaria ed inoltre anche tale attività in ipotesi di condanna degli imputati anche al risarcimento dei danni arrecati alle parti civili si tradurrebbe in un incarico a costo zero per la società.

Da ultimo e non certo in ordine di importanza questo incarico è stato confermato dal nuovo CdA di APM SpA, del quale la stessa Meschini era Consigliere! Quindi ritengo che sarebbe molto utile leggere bene le carte prima di parlare.

Da ultimo una mia riflessione sull’intera vicenda APM. Ricordo che il 5 luglio 2010 si tenne l’Assemblea dei Soci per il rinnovo del CdA e del Collegio Sindacale. Ebbene in quella occasione, senza nessuna preventiva comunicazione, mi fu chiesto dal Sindaco di Macerata di assumere la Presidenza di APM SpA per un breve periodo, comunque non superiore ad un esercizio, ed io accettai nell’interesse esclusivo della società, anche perché quello era l’ultimo giorno utile per poter deliberare onde evitare l’attivazione della procedura di messa in liquidazione.

Dopo neanche un mese, e senza permettermi neppure di svolgere la minima attività amministrativa, il Sindaco mi chiese di dimettermi. Cosa che feci, sempre nell’interesse dell’APM, che di certo non meritava ripercussioni negative per la professionalità e competenza di tutti i suoi dipendenti, dal Direttore Generale a tutti gli altri. Ho fatto un passo indietro senza neppure comprenderne le ragioni, che ad oggi nessuno mi ha mai spiegato, nell’interesse superiore di un obiettivo da perseguire che nel caso di specie riguarda l’Azienda partecipata più importante della città, e soprattutto senza coinvolgere nessuno in un pericoloso gioco al ribasso che non condivido e credo neppure la città apprezzi”.

 



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