Musicultura: prima serata allo Sferisterio
Si parte con Branduardi e Ruggeri
La Controra continua a offrire appuntamenti da non perdere che si sommano domani, venerdì 17, con l’apertura delle serate finali allo sferisterio. Una lunga maratona musicale e letteraria dalle 18.00 a oltre la mezzanotte. Si parte a Palazzo Conventati, con una celebrazione molto particolare. Cade quest’anno, in concomitanza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il centenario di Pellegrino Artusi, critico letterario, scrittore e gastronomo italiano che ha contribuito all’Unità del Paese traghettando l’arte regionale verso una riconoscenza nazionale. A celebrare l’artista di Forlimpopoli i fratelli Avati, Pupi e Antonio, con Paolo Piaggesi, chef d’eccellenza, docente di cucina e grande conoscitore dell’arte di Pellegrino Artusi. Con loro un ospite a sorpresa e il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Alle 18.30, a pochi passi, nel cortile del Palazzo Municipale, Enrico Ruggeri prima del set preparato per la prima delle serate finali allo Sferisterio parlerà con i due conduttori di Radio 1 Rai Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi del suo primo romanzo, Che giorno sarà (edito da Kowalski, 2011) nel quale racconta quella che lui stesso definisce, la storia di un insuccesso: Francesco Ronchi, il protagonista, spera di diventare un cantante famoso, ma il destino gli ha preconizzato un futuro diverso. “Oggi più che mai la storia di Francesco risulta emblematica”, afferma il cantautore milanese, “se è vero che i talent show sono una grande vetrina, è anche vero che possono essere delle vere e proprie fabbriche di illusioni”.
Nel frattempo in piazza Cesare Battisti si prepara The Quartetto Euphoria, in programma per le 18.45 con i Giochi d’archi in concerto. Michela Munari (violoncello), Marna Fumarola e Suvi Valjus (violini), Hildegard Kuen (viola), dal 1999 Quartetto Euphoria, “si esibiscono in una cornice che solo inizialmente è quella seriosa dei concerti classici. Nulla all’inizio lascia presagire il caos sonoro che scuoterà musiciste e partiture. Bastano pochi minuti e la confusione si sostituisce alla logica. Massimo stupore, quindi, se il quartetto si trasforma sotto i vostri occhi”. E’ questo il biglietto da visita scritto per loro dalla Banda Osiris, che ha avuto il Quartetto al fianco nella fortunata tournée di Roll Over Beethoven del 2000. Da lì gli Euphoria sono stati spesso ospiti di trasmissioni televisive della Rai, alternando impegno teatrale, esilaranti performance e un’intensa attività concertistica con repertorio classico. Numerose le collaborazioni artistiche del quartetto, da Stefano Bollani, a Skin, passando per il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Ron e l’Orchestra di Piazza Vittorio.
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Fabrizio Frizzi apre alle 21,15 la XXII edizione di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore, che vedrà sfilare sul prestigioso palco dello Sferisterio di Macerata, oltre cinquanta ospiti straordinari accanto agli otto vincitori. Canzoni e storie si intrecceranno fino a domenica notte per tre serate, alternando debutti, prestigiosi set pensati proprio per Musicultura e grandi ritorni. Rentrée in grande stile per Enrico Ruggeri, di nuovo al festival dopo essere stato nel 1990 tra i primi ospiti. Ha scritto capolavori senza tempo, non ha mai violentato la propria vena creativa, ama e coltiva il fascino obliquo della forma canzone. Sul palco avrà carta bianca. Debutta invece allo Sferisterio Angelo Branduardi, il menestrello della canzone popolare, che delizierà gli spettatori con le sua ballate popolari proposte con un set di grandi musicisti e una regia personalizzata e studiata dallo stesso artista. Prima volta anche per Davide Van de Sfroos, il cantastorie con le sue canzoni scritte e cantata in dialetto tremezzino, o laghée, definitivamente sdoganato dall’ultima edizione del Festival di Sanremo. Ma il suo percorso parte da lontano, e allo Sferisterio ne riproporrà un assaggio con il suo stile inconfondibile. Un sottile diaframma separa queste canzoni dalla poesia.
Saranno Arnoldo Foà ed Orsetta Foà, padre e figlia, a infrangerlo proponendo una struggente interpretazione delle poesie di Alda Merini, la pazza della porta accanto, la coscienza sporca della cultura italiana, la poetessa dei navigli che nel lucido candore dei suoi versi ha rivelato la potenza della vita. La poetessa fu amica e più volte ospite di Musicultura, facendo parte anche del comitato artistico di garanzia. Codici espressivi diversi si stratificano sul palco dello Sferisterio. Pupi Avati, grande regista e affabulatore, a Musicultura porta la testimonianza di come la musica e la canzone possano rappresentare un crocevia tra linguaggi espressivi diversi ma non distanti, perché interconnessi. Accanto agli ospiti i vincitori della XXII edizione. Domani sera toccherà ai Babalù da Potenza, con “Mio fratello è Pakistano”, al cesenate Andrea Cola con “Se io tra voi”, poi Momo con “La canzone che si capisce” e Vanni Pinzauti con “Battitura”. Proveranno a bissare il successo dei molti predecessori che hanno solcato il palco di Musicultura, alcuni dei quali con percorsi musicali che al “tutto e subito, purché sia” antepongono il rigore e la dignità artistica. Tra questi Pilar, vincitrice assoluta dell’edizione 2007 di Musicultura, che il prossimo autunno pubblicherà un lavoro discografico di respiro europeo. Sullo Sferisterio stasera ne proporne un assaggio in anteprima.

