Voto garantito in ospedale
grazie alla potenza di Facebook
di Paolo Ortolani
Facebook, altro che gioco da ragazzi! Camerino, elezioni provinciali, ballottaggio. Il seggio speciale addetto alla raccolta del voto presso il luogo di cura, l’ospedale S. Maria della Pietà di Camerino, ha svolto il suo compito. Garantito il diritto di voto dei degenti, esso raccoglie le schede votate, compila i verbali e, come da regolamento, riconsegna il materiale (schede votate, verbali, timbro e matite copiative), al seggio fisso n. 3 al quale fa riferimento.
Ma l’imprevisto è in agguato. Un elettore, nel frattempo al pronto soccorso per un malore improvviso è ancora in attesa della diagnosi. Per quando viene effettuata la diagnosi e compilato il foglio di ricovero per il traferimento in reparto, le operazioni elettorali sono già chiuse e il seggio già rientrato alla base.
Pur nella condizione improvvisa del malore, il degente insiste per poter esercitare con determinazione il suo diritto di voto. Viene allertato l’ufficio elettorale del comune che rintraccia il presidente telefonicamente presentando il caso. Il presidente ovviamente dà la propria disponibilità affinché il desiderio dell’elettore possa essere esaudito. Però il seggio si è già sciolto: il problema è rintracciare i due scrutatori, componenti del “seggio volante”.
Nel terzo millennio, niente di più facile: c’è il social network. Via internet, il presidente accede a Facebook attraverso il quale riesce a contattare i due scrutatori così da ricomporre il seggio elettorale e recarsi in tempo utile ospedale per raccogliere il voto dell’elettore prima della chiusura delle urne.

Possibile che il Presidente del seggio non avesse i cellulari degli scrutatori volanti????
Oggi il cellulare lo hanno (purtroppo) anche i bambini dell’asilo…
attenzione a dare troppa importanza ai social network come facebook. E’ un simpatico ritrovo ludico e niente più. Possiamo trovare, fortunatamente unico exploit, addirittura un’amministrazione su facebook che annovera pateticamente sul profilo comunicazioni istituzionali miste a quiz per adolescenti.
Facebook, mi ripeto, è un gioco divertente.
Un seggio dovrebbe avere un organizzazione tecnica “adulta”, professionale e professionista che permetta di vedere reperibili i chiamati fino al termine delle elezioni e non costringa un presidente ad assentarsi dalle operazioni elettorali per recarsi in un social network per cercare il personale.
Ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione
Adesso non esageriamo con sentenze da inquisizione. A me pare evidente che l’articolista, nel raccontare un fatto, abbia volutamente mettere in particolare risalto l’uso di facebook anche a fini utili e non solo ludici. Certo, il titolo è troppo roboante: mi pare fin troppo evidente che la garanzia del voto non poteva (nè doveva) essere garantito solo dall’uso esclusivo di facebook. Scherziamo? Non sta scritto in nessun posto (e me ne guarderei bene dall’affermarlo) della mancanza di serietà delle persone coinvolte. Mi pare di capire che tutto si è svolto regolarmente e con tempestività, probabilmente anche con l’ausilio dei tanto decantati cellulari. Però faceva più “scena” coinvolgere il social network. E allora qual’è il problema? E’ un semplice “fattarello” di colore, a lato del contendere elettorale.
Per ultimo: io penso che una cosa di per sé non è buona o cattiva. E’ l’uso che ciascuno di noi ne può fare a renderla buona o cattiva.