Sgolastra e quella bocciatura alla Recanatese
Oggi sogna la maglia azzurra del calcio a 5

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Nico-Sgolastra

Nico Sgolastra

 

di Mauro Nardi

 

Il sogno nel cassetto è quello di giocare nella nazionale italiana di calcio a 5. Nico Sgolastra ha un futuro roseo davanti a se e nessun rimpianto per aver lasciato il calcio a undici, dopo l’intera trafila trascorsa nelle giovanili della Recanatese. A soli ventitre anni può già vantare un buon curriculum e soprattutto una valanga di gol. Prima con l’Helvia Recina Recanati, successivamente con l’ASD Civitanova con la quale due settimane fa ha festeggiato la promozione diretta nel campionato di serie A2.

Nico Sgolastra, si ritorna in A2. Tanta soddisfazione?

“Senza ombra di dubbio. Questo campionato l’ho conosciuto l’anno scorso e mi ha lasciato sensazioni bellissime, ad iniziare dalle lunghe ma emozionanti trasferte. Ricordo ad esempio quelle di Cagliari e Asti. Sono pronto per questa nuova avventura, con un anno di esperienza in piu’ sulle spalle e tanti mesi di sacrifici e duro lavoro”.

Quindi sa già che resterà a Civitanova?

“Non ho ancora parlato con il presidente, ma credo che ci sono tutte le basi per prolungare questo matrimonio a cui tengo tantissimo. Anche per l’affetto che i tifosi mi hanno dimostrato in queste due stagioni. Mi considerano uno di loro e questo non può che far piacere”.

Quest’anno ha giocato con regolarità, una pedina quasi inamovibile…

“Sono contento di aver dato il mio contributo per la vittoria del campionato che è arrivata con una giornata di anticipo. Ho maturato un discreto minutaggio e non era facile in quanto in squadra ci sono giocatori veramente bravi come il cannoniere e capitano Cleverson Favetti”.

Nonostante tutto 24 gol. Può essere soddisfatto…

“Piu che soddisfatto, visto che sono il vice cannoniere della squadra e il secondo degli italiani nella classifica dei marcatori del campionato”.

Tanti gol in carriera, i primi con l’Helvia Recina Recanati in C2. Una squadra che porta ancora nel cuore?

“Sicuramente non dimenticherò mai gli amici dell’Helvia Recina. E’ stata la mia prima squadra di calcetto dopo le giovanili trascorse alla Recanatese. La passione per questo sport è nata con la squadra del presidente Graziano Bravi e quando posso vado ad assistere alle loro partite”.

Prima dell’Helvia Recina era alla Recanatese, cosa l’ha spinto a lasciare il calcio a 11?

“La delusione di essere stato tagliato fuori pochi giorni prima della preparazione atletica. Era il 2007 e per me doveva essere l’anno del passaggio in prima squadra, la Recanatese aveva vinto il campionato di Eccellenza con Roberto Mobili. In estate cambiò allenatore e non venni confermato per scelta tecnica, ma questa decisione arrivò ad agosto inoltrato”.

Poi cos’è successo?

“In un primo momento ho pensato addirittura di abbandonare lo sport, tanta era la delusione. Poi è arrivata l’Helvia Recina ed ho scoperto il calcio a 5. In principio è stato quasi un ripiego, ora invece è la mia vita”.

Richiede molti sacrifici il calcio a 5?

“Tantissimi, soprattutto in serie A. Siamo dilettanti solo sulla carta in quanto l’impegno è quello di un professionista. Gli allenamenti sono giornalieri, a volte con doppia seduta. Questo ovviamente lascia molto poco spazio ad altre attività”.

Ha modo di seguire la Recanatese?

“Quando posso vado sempre allo stadio a tifare per i giallo – rossi degli amici Patrizi, Moretti e Zannini. Con loro ho vinto il campionato juniores con in panchina Roberto Mobili. Sono ricordi che resteranno sempre nel cuore come la Recanatese”.

Se non andiamo errati nella juniores gioca anche suo cugino, come sta andando?

“Massimiliano Accattoli è un giovane molto interessante. Ultimamente lo hanno convocato anche in prima squadra per qualche gara di campionato. Non ha ancora esordito ma ha tutte le qualità per farlo presto”.

Sempre che non segua le sue orme...

“Non si può mai sapere come vanno certe cose. Di certo c’è che il sogno per ogni calciatore delle giovanili è quello di arrivare in prima squadra, difendere i colori della propria città e dare il massimo per la maglia che si indossa. A me questo è stato negato, ma spero che altri abbiano maggiore fortuna”.

Il sogno nel cassetto?

“Quando ho iniziato a giocare al calcio il sogno era quello di indossare la maglia azzurra. Spero un giorno di poter rappresentare l’Italia indossando quella della nazionale di calcio a 5”.



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