Il Ministero dice sì
al cavalcavia
La rabbia dei manifestanti

Civitanova

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di Laura Boccanera

Ci sarebbero due modi per raccontare la storia di questo pomeriggio romano davanti al Ministero per le infrastrutture: da un lato il punto di vista dell’amministrazione che dal 4° piano di Via Nomentana riceve conferma di quanto portato avanti dal sindaco e dall’assessore Perugini in questi anni avendo la Conferenza dei servizi approvato il progetto del cavalcavia. Poi c’è il racconto dei manifestanti, la fatica, la trasferta, l’amarezza e la delusione per non essere riusciti in questa fase a fermare il cavalcavia, ma che sulla strada del ritorno promettono che non è ancora finita.

“Davanti a Porta Pia diciamo no al cavalcavia”. Questo il nuovo slogan coniato dall’associazione in occasione della trasferta romana. Un incontro atteso e che ha lasciato però l’amaro in bocca ai circa 20 partecipanti dell’associazione No al cavalcavia che hanno raggiunto la Capitale per capire come si svilupperà il futuro della città. Amaro in bocca perché a causa delle norme previste dal Regolamento la Conferenza dei servizi era chiusa agli uditori e quindi ombrelli e striscioni la delegazione è dovuta rimanere fuori. Davanti la sede del Ministero hanno cercato fino all’ultimo di entrare, ma invano. <<Siamo venuti qui con le nostre auto, a spese proprie e non possiamo ascoltare – commenta uno dei partecipanti – ma la cosa che ci dispiace di più è l’indifferenza del sindaco che prima di entrare neanche si è fermato a parlare con noi>>. Il secondo rammarico, forse quello più difficile da digerire, è che il Ministero ha recepito invece la proposta di un cavalcavia a 2 corsie che sarà oggetto di verifiche, progettazione e studi da sottoporre nuovamente all’attenzione del Governo il prossimo 6 gennaio, scadenza del prossimo step.

Soddisfatto invece il sindaco Massimo Mobili per il via libera del Ministero, che non solo ha recepito le richieste, ma che si è impegnato, con le parti in causa della Quadrilatero, a realizzare due “fiocchi” di raccordo all’uscita della SS77, tra la statale adriatica e la ferrovia che colleghino la nuova arteria con un maxi parcheggio cui si arriverà tramite due rampe. Accolte anche le richieste relative allo studio sui flussi di traffico e su ipotesi estetiche del cavalcavia. Sembra infatti che una delle istanze inoltrate da Mobili fosse sull’aspetto estetico dell’opera: <<sarà un cavalcavia bello, un progetto di alta valenza architettonica>>. Costerà circa 20 milioni di euro e per ora a realizzarla sarà la Quadrilatero spa, ma l’assessore all’urbanistica Alfredo Perugini non esclude che possano entrare anche i “general contractors”. Al termine della Conferenza i manifestanti, scortati da Berdini del Pd si sono recati presso la sede nazionale del partito dove hanno incontrato i senatori Roberto della Seta e Francesco Ferrante, spiegando loro le ragioni del no e i senatori del Pd hanno dichiarato di voler sottoporre la questione in Parlamento. Cristiana Cecchetti, portavoce dell’associazione torna a chiedere l’intervento della Regione Marche: << Noi siamo invece del parere che la Regione Marche può e deve riparare ad un clamoroso errore dell’Amministrazione. I nostri associati giudicano gravissima l’inamovibilità dell’amministrazione che bolla come ‘chiacchiere’ le molte proposte alternative giunte dai fronti politici e ambientalisti. Certo è che, se ogni altra soluzione viene scartata con superficiale autoritarismo resta solo il ‘loro mostro’.>>


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