Valerio Calzolaio
racconta
gli “Ecoprofughi”

IL LIBRO

- caricamento letture
calzolaio2-300x225

Valerio Calzolaio, Marco Ricci e i rappresentanti de La fabbrica di Nichi Angelo Piepoli e Marilisa Cannarsa

di Alessandra Pierini

Ogni anno milioni di persone sono costrette ad abbandonare le proprie case e i propri territori di origine a causa dei cambiamenti climatici e tutto lascia pensare che il fenomeno crescerà vertiginosamente nei prossimi anni. E’ questo fenomeno ad aver dato origine alla lunga riflessione di Valerio Calzolaio e alla recente pubblicazione del suo nuovo libro “Ecoprofughi” per l’appunto, presentato ieri sera, su iniziativa de “La fabbrica di Nichi” alla Bottega del Libro di Macerata.
Valerio Calzolaio, parlamentare, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, consulente del segretario della Convenzione ONU per la lotta alla siccità e alla desertificazione (UNCCD), è stato intervistato da Marco Ricci, autore anche lui, sul tema “Migrazioni forzate di ieri, di oggi e di domani”.
Ricci ha introdotto il testo: «Nel libro sono rintracciabili 3 periodi, il primo agricolo in cui la migrazione era diffusa, il secondo, durante il quale nascono gli stati e in cui si diffonde la dicotomia tra libertà di movimento e coercizione e il terzo rappresentato dalla società industriale in cui le migrazioni sono forzate. Quello che Calzolaio ha fatto è un lavoro scientifico per ricostruire la storia.»

calzolaio1-225x300

Un momento della presentazione

Valerio Calzolaio ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinto a scrivere “Ecoprofughi”: «Negli ultimi anni si è parlato di milioni di profughi, costretti a migrare dalla siccità e dai cambiamenti climatici. Ero dubbioso e ho cominciato ad indagare scoprendo che le migrazioni ci sono sempre state ma anche i cambiamenti climatici, la differenza è che oggi il nostro modo di vivere sta producendo profughi in altre zone del mondo. Ad esempio l’ultimo disastro riguarda il Pakistan, anche se le televisioni non ne parlano più, lì ci sono 5 milioni di persone che non hanno più una casa, ora cercano la sopravvivenza ma prima o poi cercheranno un posto dove vivere meglio ed è probabile che, almeno alcuni, verranno in Europa. »
Calzolaio ha anche sottolineato i problemi legislativi e politici legati allo status di ecoprofugo: «L’unica istituzione che tratta il problema della fuga è l’Alto Commissariato dei diritti europei che prevede però solo le migrazioni causate da violenza e non contempla ad esempio le inondazioni, eppure nel 1994 si registravano 25 milioni di profughi climatici e si prevede che arriveranno a quota 200 milioni entro pochi anni. Le Nazioni Unite sono un’istituzione valida ed importante che però ha dei limiti. Nel libro esalto la politica positiva ma è anche vero che i tempi della politica non sono quelli dei cambiamenti climatici e chi fa politica dovrebbe sforzarsi di lasciare traccia di sé negli anni abituando anche gli elettori a votarlo in base a risultati più lontani nel tempo.»
Per gli eco profughi non c’è allora soluzione? «Solo nel Mediterraneo muoiono centinaia di persone ogni anno. Non riusciamo a dargli un nome, una provenienza, di loro non sappiamo niente proprio perché sono costretti alla clandestinità. Dobbiamo capire il problema e trovare una sede internazionale dove ragionare insieme per risolverlo.»


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X