Controlla i canili
Due bombe molotov
per intimidirla

Civitanova

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Daniela Corsi

di Laura Boccanera

Due bombe molotov lanciate contro un’abitazione di via Centofiorini 8. E’ successo ieri sera attorno alle 22.30 a Civitanova Alta. Il destinatario dell’intimidazione è una anestesista attiva nel settore della tutela degli animali e delegata al controllo di alcuni canili che ha alcuni processi in corso a causa della sua attività di animalista (tra cui uno per minacce di morte). Ieri sera Daniela Corsi si trovava a cena fuori, a casa era rimasto il marito con i due anziani suoceri, quando l’uomo ricorda di aver sentito un motorino con la marmitta molto rumorosa passare per tre volte di fronte alla casa: la zona è poco trafficata e qualsiasi mezzo non passa inosservato. Poco dopo le fiamme divampano nel giardino. I vicini preoccupati chiamano i vigili del fuoco e la vicina segnalando l’episodio. Il marito della donna, avvisato, fa in tempo a prendere la canna dell’acqua prima che l’incendio coinvolga il folto giardino che si trova oltre il muretto di recinzione. Poco dopo arriva anche la polizia e la scientifica che ritrova le due bottiglie di birra utilizzate per attivare le molotov. Sembra che tra le motivazioni del gesto intimidatorio ci sia l’attività della Corsi, responsabile del Villaggio del Cane di Montegranaro e membro dell’associazione nazionale tutela animali. Nel 2007 la donna riceve dal procuratore di Fermo l’incarico di controllare alcuni canili della provincia. Un’indagine che a causa delle condizioni malsane in cui versavano gli animali (a contatto con grossi ratti, in pozzanghere malsane e cibati con croccantini di seconda scelta che procuravano diversi problemi ai cani) ha costretto l’ispettore a far chiudere il centro.

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<<Ci sono moltissimi interessi dietro i canili – commenta Daniela Corsi – al Villaggio del Cane di Montegranaro spendiamo 7.800 euro per la cooperativa che gestisce solo per la regolarizzazione dei collaboratori, oltre 6000 euro di croccantini, più c’è il conteggio di farmaci e veterinari; le strutture che avevo segnalato presentavano situazioni al limite della vivibilità. Credo quindi che il gesto sia riconducibile a questa mia attività che ovviamente ha fatto perdere diversi interessi ai gestori. Ma non mi fermo, non ho paura per me, quanto per la mia famiglia e per i  miei genitori, ho dovuto cambiare numero, mi arrivavano telefonate anonime, minacce, non è la prima volta, ma mai erano arrivati a tanto>>. Sul caso indaga la Polizia.

Un episodio che arriva a pochi giorni di distanza dal lancio delle molotov sulla banchina del porto: in quel caso oggetto dell’avvertimento erano alcuni pescatori baresi che si trovavano al molo con le loro imbarcazioni.


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