Tagli di personale Ata nelle scuole
I Sindacati protestano

Nel Maceratese in 93 si troveranno senza lavoro

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Enrico

Giovanni Bonvecchi (Snals), Giampaolo Cingolani (Flc), Anna Maria Chiurchiù (Cisl),Enrico Paolucci(Fidal).

di Alessandra Pierini

Saranno ben 93 le unità del personale Ata che  faranno le spese dei nuovi tagli nelle scuole della provincia di Macerata.
Tagli che metteranno in discussione l’erogazione dell’offerta formativa e alcuni servizi, specie nei piccoli centri dell’entroterra secondo le segreterie Provinciali FLC CGIL ,CISL scuola , UIL e SNALS scuola che hanno convocato questo pomeriggio una conferenza stampa.
Unanime la preoccupazione dei rappresentanti sindacali riguardo la minore funzionalità che i tagli procureranno alle scuole maceratesi. “E’ già stato fatto un primo lavoro di riorganizzazione- fa presente Anna Maria Chiurchiù della Cisl –  ma se andiamo avanti in questa direzione presto non avremo chi risponde al telefono nè chi apre la scuola. In particolare nell’ultima finanziaria è stato tagliato il fondo per le cooperative che si occupano di pulizia e le scuole non hanno personale che possa occuparsene.”
Sulla stessa linea Giovanni Bonvecchi dello Snals: “Quando parliamo di bidelli non dobbiamo pensare solo all’apertura e chiusura delle scuole e alle pulizie. Il collaboratore scolastico ha funzioni di sorveglianza, vicinanza e assistenza. Il Ministero taglia il personale, intanto la Cassazione con la sentenza 9906 del 2010 ha dato torto ad una maestra che ha lasciato un bambino da solo in bagno e si è fatto male.” Di standard qualitativo invece si preoccupa Enrico Paolucci del Fidal Scuola: Oggi a scuola si fanno molte attività ma abbiamo una media di 1,2 persone impiegate per plesso. Con una disponibilità così bassa non riusciamo ad assicurare lo standard qualitativo richiesto dai genitori.” I tagli interessano anche il personale docente: “Nella scuola secondaria di secondo grado – prosegue Giampaolo Cingolani del Flc- le cattedre sono state ridotte di almeno 70 unità, ciò vuol dire che i precari non ci saranno più. Dovremo realizzare la stessa offerta formativa ma con meno risorse umane.”
Intanto organizzazioni sindacali, associazioni di genitori e famiglie hanno presentato un ricorso al Tar Lazio sui tagli nelle scuole secondarie di secondo grado per i tagli ai docenti.


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