Dossier della Giorgini
ai consiglieri comunali
Il titolare spiega le sue ragioni
di Matteo Zallocco
“Io Giorgini Claudio ho il piacere di inviarvi una documentazone tecnica riguardo la mia Procedura di Suap per una serena valutazione dell’intera pratica” .
Inizia così il dossier arrivato oggi a tutti i consiglieri comunali di Macerata, al sindaco e agli assessori e che alcuni considerano una forma di condizionamento, soprattutto per essere stato inviato direttamente nelle abitazioni anzichè attraverso il Comune. Il titolare della Giorgini, l’azienda chimica classificata insalubre che ha richiesto l’insediamento a Valleverde, ha fatto recapitare per posta quattro fascicoli (e due articoli con dichiarazioni favorevoli dell’ex sindaco Meschini e dell’ex assessore Di Pietro) con una lunga cronologia degli eventi, tutta la documentazione relativa all’approvazione del servizio ambiente e territorio del Comune, la delibera di approvazione della Conferenza dei servizi e il ricorso al Tar vinto dall’Euroinga, industria insalubre di prima classe come la Giorgini, la cui variante fu bocciata dal Consiglio comunale di Morrovalle.
Di questa sentenza abbiamo già parlato diffusamente in un altro articolo: https://www.cronachemaceratesi.it/?p=33242.
L’insediamento prevede otto capannoni di 71 mila metri quadri, per un volume di oltre 110mila metri cubi senza parlare però di alcun aumento occupazionale (interesse pubblico) rispetto ai 24 dipendenti (19 operai e 5 impiegati) dell’attuale stabilimento di Montecosaro, di 5.000 metri quadri.
“La Giorgini Claudio e C. – si legge nel primo fascicolo – è una ditta che lavora materie plastiche (polipropilene e in misura residuale polietilene) per la produzione di. materiale per l’edilizia e per l’impiantistica elettrica. Attualmente l’azienda è localizzata nel comune di Montecosaro ma l’assetto prevalentemente verticale degli attuali locali risulta non funzionale al tipo di attività svolta dalla ditta. Per tale ragione la Giorgini ha presentato il 28 dicembre 2007 al Comune di Macerata un progetto per la realizzazione di un nuovo complesso produttivo-commerciale, con relativi uffici, su un terreno ubicato in contrada Valleverde. Il progetto prevede la costruzione di un complesso con differenti destinazioni: edifici adibiti alla produzione (corpi A, B e C); edifici destinati ad uffici tecnici (corpo D); edifici destinati alla commercializzazione, esposizione dei materiali e direzione (corpi E, F, G e H).
E ancora: “L’area individuata, sebbene qualificata dal vigente PRG come zona agricola normale attraversata da una fascia di zona agricola di salvaguardia, è adiacente alla lottizazione Valleverde, nella quale sarà realizzato un Piano per gli Insediamenti produttivi (PIP) e quindi una nuova zona industriale di cui la Giorgini potrà sfruttare le strutture e i servizi”.
L’iter, così come spiegato nel fascicolo, parte in salita: il 12 marzo 2008 il Comune di Macerata dà parere negativo e il 9 aprile respinge la domanda. Dal mese di agosto, però, la Conferenza dei servizi inizia a dare pareri favorevoli. Il 9 luglio 2009 la Conferenza chiede adeguamenti al progetto acettando le richieste del Comitato di tutela di San Claudio e del coordinamento per la tutela del paesaggio (rigettate invece le richieste di Legambiente) sullo svolgersi dell’attività insalubre in un solo edificio, la sola concessione d’uso industriale e l’impegno per 10 anni dalla stipula della convenzione a non cedere a terzi l’area e i fabbricati e, in caso di cessazione di attività, di concedere diritto di prelazione al Comune.
Il 6 agosto viene chiesto il parere della Sovraintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio delle Marche che 15 giorni dopo si esprime favorevolemente: “Considerata l’ubicazione a bassa quota delle aree su cui dovrà sorgere l’impianto, le stesse risultano poco visibili da punti di vista paesaggistico e panoramico”.
Facendo seguito alle riflessioni del Comitato di difesa di San Claudio che individua due emergenze culturali quali l’abazzia di San Claudio e la chiesa della Madonna delle Vergini la Sovraintendenza dichiara che “in fase di sopralluogo si è potuto verificare che le interferenze visive con l’area oggetto dell’insediamento risultano di scarso valore reale in quanto poste a distanza notevole e/o in quanto schermare dalla vegetazione di alto fusto presente sul territorio”.
Quindi arrivano i pareri favorevoli dell’Asur, dell’Apm e della RFI, Rete Ferroviaria Italiana e il 4 dicembre 2009 quello definitivo della Conferenza dei Servizi: “l’intervento richiesto appare conforme alla normativa vigente in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro.; il PRG non individua altra zona del territorio comunale dove, per adeguata estensione, risultati possibile l’insediamento del complesso”.
Conclude Gorgini: “I pareri favorevoli della Conferenza dei servizi costituiscono proposta di variante urbanistica sulla quale il consiglio comunale deve pronunciarsi definitivamente entro 60 giorni”.


La cosa più triste è che di quell’area, tutti ormai conosciamo per filo e per segno la storia della Giorgini, ma quanti dell’Abbazia di San di Claudio? A differenza dei tanti dubbi che persistono se questa sia o no Aquisgrana ( parrebbe di sì, stante la notizia riportata in altro articolo in home) con tutte le carte prodotte per quest’impresa, di certo i nostri successori fra 1000 anni, non avranno gli stessi tarli sulle origini di quell’impianto industriale i cui resti gli saranno accanto, e se passerà sapranno , beati loro, anche con chi prendersela.
Spero che al danno non si aggiunga la beffa e finirà anche nei testi di storia come esempio della nostra civiltà, ben assiepata accanto all’altro fenomeno dei nostri tempi che è il Berlusconismo, come proposto – e dunque fatto per via della politica del fare – dalla nostra Ministra Gelmini e a tante altre perle ancora, di civismo del 2000.
Insomma, manco Carlo Magno li ferma !
Visto che la richiesta è stata fatta da due ditte: “GIORGINI CLAUDIO & C. SNC” e “INDUSTRIE GIORGINI Srl” – visto che la srl con sede a Macerata ha un socio di maggioranza che non è il sig. Giorgini, sarebbe interessante conoscere anche l’opinione di questo portatore di interessi.
Quanto affermato da Claudio Giorgini in merito alle nostre Osservazioni non corrisponde a verità: Le nostre osservazioni, evidenziando numerose carenze nella procedura e contestando nel merito il progetto, chiedono il rigetto della proposta di variante al PRG: non ci risulta che questa richiesta sia stata accolta dagli uffici.
Sono stati presi in considerazione due frasi che estrapolate dal contesto non hanno alcun significato (in relazione ai nostri argomenti).
In particolare NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO che abbiamo chiesto NOI di circoscrivere ad un solo edificio l’industria insalubre, la dicitura esatta nel testo che abbiamo prodotto è:
…”Non è indicato nella norma che si tratta di insediamento di attività industriale insalubre di 1° classe; dagli allegati e dagli atti non è chiaro se sia l’intera area ad avere tale destinazione o una sua parte o un singolo edificio”…
Invece sarebbe ben più interessante che il Sig. Claudio Giorgini spiegasse la sua affermazione pubblicata sul Resto del Carlino del 24 Giugno 2010: “…Ho anche comprato dei macchinari perchè mi fu promesso che in sei mesi tutto si sarebbe risolto…”. Chi le ha fatto questa promessa Sig. Giorgini?
Una cosa ancora triste ogni altra tristezza che sappiamo, è che di quell’area tutti ormai conosciamo per filo e per segno la storia della Giorgini, ma quanti dell’Abbazia di San di Claudio? A differenza dei tanti dubbi che persistono se questa sia o no Aquisgrana ( parrebbe di sì, stante la notizia riportata in altro articolo in home) con tutte le carte prodotte per quest’impresa, di certo i nostri successori fra 1000 anni, non avranno gli stessi tarli sulle origini di quell’impianto industriale i cui resti gli saranno accanto, e se passerà sapranno , beati loro, anche con chi prendersela.
Spero che al danno non si aggiunga la beffa e finirà anche nei testi di storia come esempio della nostra civiltà, ben assiepata accanto all’altro fenomeno dei nostri tempi che è il Berlusconismo, come proposto – e dunque fatto per via della politica del fare – dalla nostra Ministra Gelmini e a tante altre perle ancora, di civismo del 2000.
Insomma, manco Carlo Magno li ferma !
“…Ho anche comprato dei macchinari perchè mi fu promesso che in sei mesi tutto si sarebbe risolto…”. Chi le ha fatto questa promessa Sig. Giorgini?….”
In Italia si dice il peccato, mica il peccatore….
Riferendomi al commento di Cerasi c’è da ricordare anche il famoso detto “comperare la frusta prima di aver comprato il cavallo”.