Troppi dubbi sul Suap Giorgini:
“Questa è speculazione edilizia”

Associazioni in piazza. Pigliapoco: "I termini della convenzione sono scaduti"
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di Matteo Zallocco

“In questa storia ci sono situazioni poco chiare”. Associazioni e Comitati questa mattina si sono riuniti in piazza Battisti e attraverso una conferenza stampa pubblica hanno illustrato le motivazioni del “No” all’insediamento dell’industria chimica Giorgini in contrada Valleverde, al confine con San Claudio.
<<Non siamo ambientalisti disinteressati allo sviluppo della città – ha detto Stefano Quarchioni del Comitato tutela San Claudio -, quello che chiediamo è una corretta pianificazione urbanistica, un senso di responsabilità nei confronti della collettività. Poco chiaro è inanzitutto il passaggio dagli attuali 5000 metri quadri dello stabilimento di Montecosaro  della Giorgini ai 70.000 previsti nel progetto di Valleverde  con un aumento di soli 5 dipendenti. La Giorgini ha richiesto un’area di 10000 metri cubi che il Comune di Montecosaro ha rifiutato per l’intenzione di renderla residenziale, e da quei 10.000 si è improvvisamente passati ai 70.000 mq di Valleverde?>

Aggiunge l’avvocato Gianfranco Borgani (Legambiente): <<Poco chiara è la richiesta di tre destinazioni diverse: industriale, commerciale e direzionale. Fino a quando non si farà chiarezza siamo legittimati a parlare di speculazione edilizia, cè il sospetto che si stia pensando di realizzare in futuro uffici e centri commerciali. Siamo stanchi di vedere che in questa città si faccia carne di porco della programmazione urbanistica e che il territorio sia facile preda di sciacalli.  A San Claudio dobbiamo mettere le basi per realizzare un polo che abbia le stesse caratteristiche dell’Abbadia di Fiastra>>.

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Ha sorpreso tutti l’intervento dell’ex presidente della Provincia, Sauro Pigliapoco: <<Dovrebbe essere tutto bloccato perché i termini nei quali era stata approvata la convenzione della lottizzazione Valleverde si sono modificati nell’arco del tempo, sono venute meno le condizioni che erano state dettate>>. All’epoca Pigliapoco era presidente della Provincia e fu lui a dettare le condizioni che ora sembrano decadute.

Altri interrogativi. <<Solo l’edificio B è dedicato ad un’industria insalubre, perché c’è bisogno di sette edifici a destinazione diversa?>> si chiede Riccardo Picciafuoco del Coordinamento Marche per la tutela dell’ambiente. <<Tutte le Amministrazioni dovrebbero essere consapevoli che non si può massacrare il paesaggio, noi non abbiamo nessun atteggiamento demagogico o ideologioco, lo facciamo per i nostri figli e per i nostri nipoti>>.

L’architetto Marta Massetani ha ricordato che <<Valleverde è stata già sacrifcata con l’insediamento di altre attività produttive ma era stato garantito che sarebbe stata salvata la strada storica che porta a San Claudio e con essa tutta la zona nord dove è invece previsto l’insediamento Giorgini. Era stato lo stesso avvocato Graziano Pambianchi, presidente del Consorzio Valleverde, a proporre, nel 2005, la pedonalizzazione della strada>>.

Umberto Morresi della neonata associazione Studi storici San Claudio e Chienti ha sottolineato l’importanza del patrimonio storico e culturale dell’area e l’obbligo di agire in coerenza con la Convenzione Europea del paesaggio: <<Non si capisce poi come siano potuti esser stati dati dei permessi in una zona in cui ancora non esiste l’identificazione di un piano archeologico>>.

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Poco chiara è anche la situazione politica, come ricorda Paolo Ranzuglia: <<Noi di Maceratiamo durante la campagna elettorale abbiamo espresso una forte contrarietà al Suap Giorgini, così come hanno fatto gli altri candidati sindaci ma qualcuno oggi sembra avere dimenticato quelle promesse”. Il riferimento è al candidato del centrodestra Fabio Pistarelli ed a Anna Menghi mentre Giorgio Ballesi e il neo sindaco Romano Carancini hanno ribadito la loro contrarietà all’insediamento dell’industria insalubre.
“La nuova storia – ha aggiunto Ranzuglia – deve iniziare con una gestione del territorio completamente diversa da quella degli ultimi anni. A Macerata ci sono decine di capannoni con i cartelli “vendesi” o “affittasi” e nonostante questo si continua ad edificare>>.

Ma se il sindaco ha espresso con decisione la sua contrarietà, all’interno del suo partito, il Pd, regna ancora l’incertezza. Giovedì sera si riunirà il direttivo comunale e all’interno sono rappresentate due fazioni, quella del sindaco e quella di chi dietro le quinte si è mosso da tempo per convincere gli altri consiglieri ad esprimere un voto favorevole all’insediamento Giorgini.

Lina Caraceni di Sinistra per Macerata non usa mezzi termini: “Serpeggia l’idea che il Consiglio comunale non possa che approvare la variante Giorgini perché c’è già stato un percorso degli uffici tecnici, invece il consiglio è tenuto ad assumersi la responsabilità politica, è l’organo deputato a rappresentare il territorio e puo’ opporsi alla decisione degli uffici. In campagna elettorale tutti i candidati e con essi tutti i partiti e le liste avevano espresso la loro contrarietà alla Giorgini e se ora i consigieri non si prendono questa responsabilità politica significa che non sono in grado di gestire la Cosa Pubblica. Diciamo basta alla cementificazione del territorio”.

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Ma se il fronte dell’incertezza è trasversale (Pd e Pdl) lo è anche quello del No come dimostra la forte presa di posizione di “Macerata è nel cuore”, lista che ha appoggiato la candidatura a sindaco di Pistarelli. “L’ambiente non ha un colore politico – ha detto Nicola Prenna – e per questo non va aggredito come successo a Macerata negli ultimi anni”. Ha aggiunto Fabrizio Nascimbeni, consigliere comunale: “Non bisogna fermarsi alla Giorgini, dovremo dire no a questa politica edilizia che ha devastato Macerata e doremo proporre un nuovo modello di sviluppo”.
Presenti anche tanti cittadini e esponenti politici che hanno già espresso la loro contrarietà come l’ex assessore comunale Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) e l’ assessore provinciale uscente Andrea Blarasin (Pdl).

L’ultimo interrogativo lo pone Paolo Ranzuglia: “Visto che questa zona prima era appetibile ad altri c’è anche il dubbio che la Giorgini possa essere solo un’azienda di facciata”.

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