Primavera, Sbaffo lancia il Chievo:
“Sogno una finale con il Palermo”

L'attaccante portorecanatese è pronto per le finali del campionato
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Sbaffo

di Gaia Tiranti

Alessandro Sbaffo aveva 15 anni quando, tra tanti ragazzi della rappresentativa Marche, fu scelto dal direttore sportivo del settore giovanile del Chievo. Nato a Porto Recanati il 28 agosto 1990, Alessandro (nella foto) si trasferì a Verona, con in valigia un obiettivo: non lascarsi sfuggire la grande occasione che si era presentata. Oggi Alessandro ha quasi 20 anni e in quattro stagioni è diventato una delle punte (o meglio dei centrocampisti) di diamante della Primavera del Chievo.

Alessandro, cosa hai provato quando il Chievo ti ha comunicato che saresti stato uno dei suoi?
“Grande soddisfazione. Finalmente si stava realizzando il sogno che avevo da bambino. All’inizio non è stato facile, trasferirsi in un’altra città, vivere lontano dalla famiglia, ma tutti i sacrifici ne sono valsi la pena”.

Dopo tre stagioni alla Primavera quest’anno anche l’esordio in A con la prima squadra…
“Era il 28 marzo 2010, Chievo-Parma. In quella partita ho giocato poco, ecco perché il vero esordio per me è arrivato 3 o 4 settimana dopo: il Chievo giocava contro il Palermo, la partita era combattuta ed era ancora aperta, allo stadio c’erano più di 27.000 spettatori, l’ambiente era caldo ed io ho giocato per 20 minuti”.

E come hai giocato per te?
“Abbastanza bene, ho fatto 3 belle azioni. Ero emozionato, ma mi sono anche divertito”.

Oggi senti la serie A vicina?
“Io ci spero tanto. L’ho assaporata e so che è bellissima”.

Cosa serve per farcela?
“Oltre alla tecnica, la mentalità. Quella mentalità che si respira negli spogliatoi della prima squadra. Ricordo una partita in cui il Chievo era salvo ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno giocato come se fosse la partita della vita. Non bisogna mollare mai, crederci sempre, senza mai pensare di essere arrivati”.

La fase finale del Campionato si gioca nella tua provincia di origine, che sensazione è?
“Stupenda. Per me saranno partite speciali, giocate davanti alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei compaesani. Non vedo l’ora. E poi sento la squadra davvero carica”.

Talmente carica che, immaginiamo, il Chievo arriva in finale, entra allo stadio Helvia Recina di Macerata e si trova contro…
“Il Milan. La partita è combattuta, bella, entusiasmante e finisce 2-0, doppietta di Sbaffo”.

Ma questo rimarrà solo un sogno, perché in base al tabellone dei quarti Chievo e Milan non potranno mai scontrarsi in finale…
“Allora la finale è Chievo-Palermo, così ci rifacciamo dell’anno prima quando il Palermo ci ha buttati fuori in semifinale. Ma l’esito rimane lo stesso, 2 a 0, doppietta di Sbaffo”.



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