“Non dimentichiamo Sergio Isidori
e le altre persone scomparse”

Presentata l'Associazione Penelope Marche Onlus

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di Alessandra Pierini

“Le vite sospese”: così l’onorevole Elisa Pozza Tasca ha definito le persone scomparse, protagoniste oggi pomeriggio presso il cineteatro “Camillo Ferri” di Montecassiano, in occasione della presentazione di Penelope Marche Onlus, sede regionale dell’associazione nazionale che raccoglie le famiglie e gli amici delle persone scomparse. Presidente regionale sarà Giorgia Isidori, sorella di Sergio Isidori scomparso esattamente 31 anni fa, il 23 aprile 1979 a Villa Potenza, sconvolgendo l’intera comunità.
Dopo i saluti del Sindaco Mario Capparucci, il presidente nazionale Elisa Pozza Tasca ha presentato Penelope e i suoi obiettivi: “Chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo. Noi vogliamo essere vicini alle famiglie degli scomparsi e chiediamo ai Comuni in cui scompare una persona di esporre una sua foto perchè nessuno dimentichi. Devo ringraziare Eraldo Isidori, l’ho conosciuto in Campidoglio dove ha portato la sua testimonianza e dove ha ringraziato tutti anche chi non lo meritava. La famiglia Isidori può testimoniare 30 anni di grande solitudine che colpisce tutte le famiglie degli scomparsi. Alcuni di loro hanno visibilità in televisione dalla quale però è venuto solo un piccolo conforto e non mobilitazione da parte delle istituzioni. Quando una persona scompare è un po’ come se non fosse mai esistita, noi non ci rassegnamo e chiediamo allo Stato di intervenire e ai Comuni e ai Sindaci di segnalarci i casi di persone scomparse. Attraverso Penelope riusciremo ad aiutare le famiglie e a mettere i casi in rete.”

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I numeri di casi di persone scomparse sono significativi e non possono che far riflettere: “Dal 1974 ad oggi sono ben 25.871 le persone scomparse – va avanti l’onorevole –  aumentano in media di mille all’anno, il che vuol dire 3 persone al giorno. Nelle Marche gli scomparsi sono 335 e in tre anni sono aumentati di 122 unità. Ci sono anche 15 corpi non riconosciuti. Per tutti loro è necessaria Penelope, un alobby della solidarietà, un’associazione con attesa di giustizia.”
E’ toccato a Domenico Mazza, relatore del caso di Sergio Isidori il compito di ripercorrere questi anni di ricerca e sofferenza, criticando anche le istituzioni, carenti nel loro ruolo: “Sergio Isidori aveva 5 anni e si è trovato nel posto sbagliato, davanti casa sua, al momento sbagliato. Era quel 23 aprile un giorno di lutto per la morte di Don Ennio Salvadei, parroco molto apprezzato. Alle 17,23 le tracce di Sergio si perdono, al passaggio del feretro non c’è più. Da quel momento iniziano le ricerche nel canale senza esito. Da quel momento la famiglia Isidori è stata contattata da beceri personaggi, maghi e indovini, che parlavano di sequestro di persona, intanto le indagini sono state ristrette ad un limitato campo di ricerca, Eraldo Isidori ha girato da solo tutta Italia, avvicinandosi ai campi rom, alla ricerca di una traccia. Gli inquirenti locali gli hanno detto di mettersi l’anima in pace, il figlio sarà finito nel canale e ‘vallo a ritrovare’. Un evento che fa capire come il sistema non funzioni e non ci sia raccordo tra le varie componenti è quello accaduto nel 1991 quando i Carabinieri si sono presentati a casa Isisdori per consegnare a Sergio la chiamata alle armi. Questa è stata la vicinanza delle istituzioni. Neanche i Servizi Sociali del Comune all’epoca già esistenti hanno mai contattato la famiglia, intanto Sandro Pertini e Giovanni Paolo II lanciavano i loro appelli per ritrovare il piccolo.”

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Filippo Saltamartini, senatore e sindaco del Comune di Cingoli, è il relatore del testo unico “Disposizioni per favorire la ricerca delle persone scomparse” in attesa dell’approvazione della Commissione Bilancio del Senato. Il suo approccio alla questione è non solo tecnico ma soprattutto umano: “Mio padre era camionista,conosceva bene Eraldo Isidori che contattava più persone possibili per avere delle notizie, quindi conoscevo molto bene la storia della scomparsa del bambino. Io ero allora  funzionario di pubblica sicurezza, oggi da parlamentare mi ritrovo a dover spingere un testo unico che richiama alla mia memoria tutti quei fatti. Non è stato facile compilare un testo adeguato ma ho avuto l’appoggio all’unanimità di tutti. Qualunque persona scomparsa deve essere ricercata immediatamente, chiunque sia e chiunque ne dia notizia, con l’appoggio di tutti i corpi e avvalendosi di qualsiasi risorsa. Non è solo lo stato, però, ad avere il compito del controllo sociale che tocca ad ognuno di noi. Dobbiamo tornare a vigilare sul nostro territorio. Non può essere ‘Chi l’ha visto?’ a svolgere la più importante attività di ricerca perchè è la ricerca collettiva che può fare il risultato.”

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Il Prefetto Penta, commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, sottolinea l’importanza del suo ruolo di coordinamento: “La figura del Commissario è stata istituita solo nel 2007 e c’è ancora molto da fare per capire questo fenomeno. Comunque esiste visto che dal 1974 sono scomparse 100.000 persone di cui 70.000 ritrovate. Noi ci stiamo muovendo in molti modi, tra questi anche il sistema Risc che mette in rete le schede dettagliate degli scomparsi e coordinando il lavoro di tutti.”
Babbo Eraldo e mamma Silvia ascoltano commossi dalla platea, nessuno può sentire il loro dolore ma si percepisce il loro grido silenzioso.


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