Paola Giorgi (Idv): “Proveremo
a far chiudere il camino del Cosmari”
Da Paola Giorgi, candidata al Consiglio regionale dell’Italia dei Valori:
“Presenterò, con la nuova legislatura, un disegno di legge per spegnere definitivamente il camino del Cosmari”. Parole di Paola Giorgi, candidata Idv al Consiglio della Regione Marche durante l’incontro con i cittadini di Sforzacosta. “Il piano regionale dei rifiuti – spiega la Giorgi – dice no a nuovi inceneritori (anche se il piano industriale proposto dall’attuale gestione del Cosmari e condiviso dal Presidente della Provincia Capponi, tenta di superare questa normativa di fatto non rispettandola). Noi vogliamo fare di più, proveremo a spegnere una volta per tutte il “camino” anti-economico ed anti-ecologico che brucia i soldi dei cittadini. Il problema rifiuti va affrontato e risolto investendo in una raccolta differenziata spinta che porta ad un riciclo dei rifiuti sempre più alto con un residuo finale minore che va comunque abbancato in una discarica da individuare anche in concertazione con la provincia di Ancona. L’Idv presenterà questa proposta e vedremo quali forze politiche, che sempre più spesso si fanno forti con temi ambientalisti, avrà il coraggio di portare avanti con noi questa battaglia. Noi possiamo farlo perché siamo scevri da qualsiasi tipo di implicazione nelle passate gestioni. Tutti i programmi parlano del valore del nostro territorio: percorrendo la superstrada verso Civitanova ad un certo punto si vede il Castello dell’Arancia. Pochi chilometri più avanti il camino del Cosmari: c’è qualcosa che non va…”.

chi l’ha vista?
Il problema dei rifiuti non può essere limitato alla chiusura di un piccolo inceneritore (la richiesta fa chic!), o alla sola raccolta differenziata.
1) Molti rifiuti, anche se in minima quantità,devono essere smaltiti con l’inceneritore..altrimenti si ammucchiano e inquinano.
2) La raccolta differenziata va benissimo, ma deve essere ben regolamentata.
3) LA COSA RPINCIPALE E’ INTERVENIRE AL FINE DI PRODURRE MENO RIFIUTI! ES:
A)ABBATTERE I COSTI DI ALCUNI PRODOTTI, PERTANTO DIVIENE CONVENIENTE AGGIUSTARE UN PRODOTTO ROTTO INVECE CHE COMPRARLO NUOVO..E BUTTARE VIA IL VECCHIO(COSI’ PARZIALMENTE SI SVILUPPA ANCHE IL LAVORO..CHI AGGIUSTA).
B) IMPORRE DEGLI IMBALLAGGI MENO INGOMBRANTI E COSTOSI…SE COMPRI UNA PICCOLA COSA DI 2 CM CUBI ..TI TROVI A GETTARE NEI RIFIUTI PLASTICHE,POLISTIROLO E CARTACCIA PER 10 CM CUBI!
Arancia??? ma è stato costruito un nuovo castello???????ma la Giorgi da dove viene???chi è??con quali cittadini di Sforzacosta ha parlato??…io conosco il Castello della Rancia, è “lui”??…..proprio quel castello che si trova nel territorio di Tolentino…come il Consmari (??o Cosmari), che è più distante e abbastanza lontano dal centro abitato, così il comune di Tolentino incassa tanti euro per “ospitare” l’inceneritore, senza subire più di tanto gli effetti collaterali, MOLTO NEGATIVI! ma gli amministratori di Tolentino non sapevano che Castello e inceneritore erano a poca distanza e vicino la superstrada??forse gli euro sono così tanti che conviene fare come le “3 scimmie”??..la Giorgi, invece di raccontarci altre favole, potrebbe impegnarsi per fare un nuovo tratto di superstrada per evitare di far vedere il camino dell’inceneritore, visto che non lo chiuderanno MAI!! Se mi sbaglio e la Giorgi riesce a far chiudere l’inceneritore, voto IDV a vita! AH AH AH
Caro Rossano, sicuramente la Giorgi, pur avendo commesso un errore grossolano, ha scritto in maniera involontaria una denominazione esatta. Infatti gran parte dell’impianto attuale del castello si può far risalire al 1352 quando Rodolfo II da Varano incaricò Andrea Beltrami, un mastro fornaciaro comacino, di edificargli: “Palatium Aranciae in loco castellaris Butinae versus Chiento, longitudinem 130 pedes, amplitudinem 30 pedes, pro pretio duorum florenorum pro qualibet canna ad mensuram communis montismilonis…” Sicchè si tratta di una nuova destinazioone d’uso: la vecchia fattoria benedettina (1141 ca.) dipendente dall’abbazia di Fiastra, veniva trasformata. Aranciae e non granciae come da sempre sostenuto dagli storici locali. Dimora signorile quindi fondata con riferimento all’arancio, probabilmente come elemento spettacolare del pomerio (frutteto), una parte dell’hortus conclusus o giardino segreto, molto in voga nel Medioevo. Palazzo inteso come dimora del signore con tanto di giardino degli aranci: piante d’arancio in vaso che, nei mesi estivi venivano disposte all’aperto, mentre d’inverno venivano conservate nell’aranciera.
wow!! ignoravo tutto ciò!..ma non credo di essere l’unico! se possibile, posso sapere perché sia il castello sia tutta la zona circostante hanno la denominazione attuale?? grazie per le informazioni.
Caro Rossano,
trovare il significato dei toponimi e le relative mutazione è una questione di lana caprina. Tuttavia è accertato che ogni periodo storico cerca di cancellare quello precedente. Ad esempio la fraz. Villa Sant’Antonio di Visso almeno fino al 1978 (Elenco telefonico) era denominata Borgo Sant’Antonioe Passo Ripe San Ginesio si chiamava Borgo Osteria. Fino al 1986 Treia era una cittadina senza iato in quanto si chiamava Treja. Così va il mondo anche perché non c’è dato sapere a chi venne l’idea di dare più importanza alla stagione lirica definendo lo Sferisterio: Arena Sferisterio.
Ritornando al Castello della Rancia va ricordato che è stato teatro di diverse vicende storiche, mutazioni d’uso e passaggi di proprietà. Ma questa sarà un’altra storia.
Non c’entra con il tema dell’articolo, ma vorrei ringraziare il signor Bonifazi perché praticamente ad ogni intervento dei suoi su Macerata, la sua storia e quella della provincia in generale c’è sempre da imparare
Carissimi Rossano e Filippo,
visto che siete interessati alla storia del castello ecco una schedina cronologica:
1377: Giovanni Acuto occupa iol c. dopo aver sconfitto, insieme a Lucio Lando, Rodolfo II da Varano;
1384: con la morte di Rodolfo II la Rancia passà al fratello Giovanni, che muore l’anno dopo, lasciando il c. all’ultimo fratello vivente Gentile III (+ 1399)a quest’ultimo successe Rodolfo III;
1422 Braccio da Montone diretto verso L’Aquila (dove troverà la morte)distrugge l’Abbazia di Fiastra e il castello di Villa Magna e soggiorna al c. della Rancia;
1442: Niccolò Piccinino vi tratta la tregua con Bianca Maria Sforza;
1443: il c. è occupato da Macerata;
1447: Nicolo V concede la Rancia a Tolentino;
1464: visita e sosta di PIO II (Picolomini);
1480: vi troviamo Federico da Montefeltro;
1483: ritorna in possesso dei da Varano (Giulio Cesare);
1495: è sotto Montemilone;
1503: ritorna in possesso dei da Varano che, dopo la parentesi borgesca, vi combattono i tolentinati;
1545: dopo la morte di Giovanni Maria da Varano, il primo ed ultimo duca di Camerino, viene incamerato dalla S. Sede;
1581: Gregorio XIII (Boncompagni) lo dona al Collegio Romano dei Gesuiti, che vi edificano la chiesa;
1773: la grancia, poi osteria, poi taverna, passa al marchese Caucci di Macerata che, oberato di debiti, la deve cedere al marchese Alessandro Bandini;
1782: PIO II (Braschi) è ospitato al castello e il marchese Bandini fa erigere in suo onore due effimeri archi trionfali: uno a Le Grazie e l’altro dianzi alla Rancia. Quest’ultimo fu utilizzato come luogo per un banchetto da catering;
1815 (2-3 maggio): battaglia della Rancia tra Austriaci del ge. Bianchi e Napoletani comandati da Gioacchino Murat;
1833: il marchese Carlo Bandini acquista definitivamente il castello che la famiglia teneva in enfiteusi dopo la soppressione dei Gesuiti;
1973: il comune di Tolentino acquista iol castello della Rancia dalla principessa Maria Sofia Gravina Giustiniani Bandini per 25 milioni.
Il resto è storia recente.
Per l’attuale nome io sapevo che derivava da “Grancia” cioè “granaio fortificato” perchè questo era..o era diventato. Non sapevo della denominazione “Arancia”…cercherò tra i miei libri…non metto in dubbio l’arch. Bonifazi (sicuramente più informato di me sul tema) ma mi sembra strano perchè nelle nostre zone le arancie sono state e sono coltivate poco!
Forse la Giorgi credeva che il Castello della Rancia era scritto in dialetto o un errore di stampa!!!!!!!!!!
Strano di solito i politici dell’ Italia dei VALORI A COMINCIARE DAL CAPO , PARLANO SEMPRE PERFETTAMENTE L’ ITALIANO…………………..
provo sempre piu’ amarezza con questi politici che fine faremo?????
grazie ancora caro Gabor! visto che sono qui, mi permetti qualche domanda al “volo”? nel 1422 il castello di Villa Magna si trovava nella zona in cui recentemente sono iniziati gli scavi o ancora è tutto ancora da verificare?? la battaglia del 1815 si è svolta per lo più nella zona di Cantagallo, quindi Pollenza, e ha “coinvolto” marginalmente il castello o sbaglio??? lo sò, sono un rompi ma tutto ciò ha un fascino senza paragoni!
Caro Rossano,
se vuoi approfondire le vicende relative al castello ti consiglio il seguente libro:
P. MANZI, “Il Castello della Rancia”, Roma, 1973.
La Giorgi non ha fatto altro che dimostrare di essere un gran politico… vuole governare bene un territorio che non conosce… come il 90% di tutti i politici che abbiamo avuto fino ad ora!!
Vogliono spacciare la chiusura del Consmari come un interesse per la salute dei cittadini… in realtà sotto ci sono ben altri interessi!!
siate più onesti cari politici… la storia del consmari va già avanti dalle scorse elezioni provinciali… se la sinistra lo ha sempre voluto chiudere… mi viene da chiedere perché allora Silenzi e Spacca… visto che avevano entrambi la stessa idea ed entrambi avevano a cuore la salute dei cittadini… non lo hanno chiuso quando erano entrambi governatori?? forse perché all’epoca non c’era dietro la proposta dell’Ema (cooperativa rossa romagnola) invece adesso si (come hanno riportato vari giorni fa alcuni giornali poi messo a tacere)??