A Civitanova rivive
la figura di Sibilla Aleramo

- caricamento letture

sibilla-Aleramo

In occasione del 50° anniversario della morte di Sibilla Aleramo (1960-2010), il Sindaco Massimo Mobili, l’Assessore alla Cultura Erminio Marinelli ed il Presidente della Biblioteca Zavatti Marco Pipponzi organizzano l’evento “SIBILLA ALERAMO RIVIVE A CIVITANOVA MARCHE” il giorno 28 marzo 2010, alle 17.30, presso il Teatro Annibal Caro.

Il progetto nasce dal desiderio di Carla Fracci, attuale Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, di unire per l’occasione i Comuni di Marradi, dove nacque Dino Campana nel 1885, di Alessandria, città natale di Sibilla Aleramo e di Civitanova Marche, dove quest’ultima visse dal 1888 al 1902. Prima tappa di questa ‘maratona’ letteraria è proprio Civitanova Marche.

Durante la manifestazione sarà presentato il libro “Amo, dunque sono” della scrittrice Monika Antes, tradotto in lingua italiana da Riccardo Nanini per Mauro Pagliai Editore e pubblicato lo scorso gennaio.

Monika Antes, valente conoscitrice della nostra letteratura tra Otto e Novecento, è conosciuta in Germania per gli studi di italianistica e dove ha esemplarmente presentato la figura del poeta Dino Campana e più recentemente vita e opere di Sibilla Aleramo.

“Libera e forte”, nota la Antes, “Sibilla ha fatto dell’amore il nucleo rovente della propria esistenza e della propria opera, in un percorso di liberazione per molti aspetti emblematici. Col suo vissuto e col suo talento, ha dato espressione umana e letteraria ai desideri di molte donne, realizzandoli nella propria vita, al di là di quanto consentiva la moralità del luogo e del tempo”.

Se “Amo, dunque sono” ha una caratteristica, essa non è nel considerare la Aleramo la pioniera del femminismo in Italia per il trasgressivo accento della sua esistenza (molti amori, l’abbandono del marito e del figlio o la sua combattiva contrapposizione a quanto fosse lecito alla moralità dei tempi e dei luoghi), ma piuttosto per la sua letteratura ‘di confessione’, all’epoca piuttosto rara e per una donna scrittrice quasi unica.

La scrittrice verrà intervistata dal prof. Pier Luigi Cavalieri, noto studioso della vita e delle opere di Sibilla Aleramo, il quale ha recentemente pubblicato un saggio sull’opera principale Una donna.

Seguirà  la performance teatrale Dino Campana e Sibilla Aleramo, durante il quale Claudio Ascoli, Chiara Macinai e Sissi Abbondanza della Compagnia “Chille de la balanza” di Firenze, proporranno alcune lettere tratte dall’epistolario intercorso tra i due poeti.

“Tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili” scrive Campana nell’agosto del 1916, quando ha da poco conosciuto Sibilla; “Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili” scrive  l’11 aprile del 1930 a Binazzi, quando incomincia a maturare l’idea di non voler lasciare più il manicomio di Castelpulci dove morirà il 1° marzo 1932.

Passioni e sentimenti, paure, tenerezze, invocazioni, tradimenti, ricongiungimenti, botte e minacce, miseria e malattia: tutto sotto “un cielo fatto solo d’amore”. E’ l’incontro di Dino Campana con Sibilla Aleramo, un incontro straordinario, come le lettere che i due amanti si scrissero. Fin dalle prime lettere, Sibilla sembra consapevole del miracolo offerto dal loro incontro e incoraggia se stessa e Campana nel necessario sforzo della lotta per mantenersi nella vita, nella difesa di un dono, sorretta dalla fede che il loro amore li guiderà lontano: “Ti amo, soffro, sentimi. Se saprò che sei costì, forte, sarò brava anch’io, te lo giuro sul nostro amore, Dino, saprò aspettare, ho tanta fede, tutto è bello, sì, tutto è stato necessario, la vita sarà per noi, amor mio”

Una credenza questa, che cercherà di far condividere anche agli amici, per non sentirsi sola, abbandonata, nei molti momenti di forte disagio e crisi del Poeta: “Campana è malato profondamente, neurastenia con mania continua di fuga, di annientamento. È atroce quel che la vita può su un uomo. I primi giorni qui, per lo sbalzo della montagna, sono stati terribili. Ora ritorna un po’ di calma e un po’ di speranza: bisogna che senta altri cuori oltre al mio, che lo voglion vivo. So che avete per lui, oltre all’ammirazione, una vera simpatia. Aiutiamoci.”

Il 17 gennaio, proprio al primo piano del padiglione che ospita da alcuni anni i Chille de la balanza nel manicomio fiorentino di San Salvi, Campana scrive un biglietto indirizzato a Sibilla Aleramo presso l’Istituto Francese: “Cara, se credi che abbia sofferto abbastanza, sono pronto a darti quello che mi resta della mia vita. Vieni a vedermi, ti prego. tuo Dino.” Sibilla Aleramo non risponde e quest’ultimo, definitivo rifiuto fa precipitare Campana in un assoluto silenzio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X