La gente affolla il Consiglio comunale:
inquinamento, eco zona e parcheggi
scaldano gli animi dei civitanovesi
Era dagli anni '70 che non si vedeva un incontro così partecipato
di Laura Boccanera
Eco zona si, eco zona no. Tutto e il suo contrario. Comune fra l’incudine e il martello. Consiglio comunale sulla Ceccotti(?). Molti potrebbero essere i titoli per riassumere il consiglio comunale aperto di ieri sera, durato 4 ore e atteso da Novembre. In tanti si aspettavano la folla agitata sventolare le proprie ragioni in un confronto dialettico acceso, ma costruttivo, un dibattito in grado alla fine di giungere ad una soluzione più o meno condivisa. Invece no. O meglio c’era sì la folla (circa 150 persone fra commercianti e residenti) ma a stringere, nessuna soluzione. Un consiglio comunale atteso da 4 mesi e convocato per il problema delle polveri sottili che alla fine, all’una di notte ha deciso di non decidere.
Ma andiamo per gradi: dopo l’apertura con il discorso del sindaco che ha sottoscritto verbalmente un protocollo d’intesa sull’ambiente firmato da un gruppo di sindaci del nord e che prevede misure comuni per l’abbattimento del particolato, è stata la volta della relazione del dirigente del settore ambiente della provincia. Assente Arpam e Regione. E’ stato visionato uno spezzone di una puntata della trasmissione Report sul tema delle polveri sottili e poi si è aperto il dibattito con l’intervento di Francesco Micucci.
<<Questo consiglio è stato chiesto quando ancora non si parlava di eco zona – commenta – e in questi anni l’amministrazione è vissuta nell’inerzia. Le associazioni sono state convocate solo ora e alla fine si deciderà di rinviare tutto a dopo le elezioni>> (Commento preventivo quanto profetico). Polemica l’opposizione anche in merito alle modalità con le quali è stata comunicata l’eco zona. C’è infatti già una delibera per l’acquisto della segnaletica orizzontale e verticale per un ammontare di 20mila euro, in una conferenza stampa sono stati illustrati orari, limitazioni, regole e sanzioni per l’ecozona <<e adesso il Comune ci dice che è ancora tutto da valutare con i commercianti e residenti – continua Micucci – e che la storia è una costruzione mediatica?>>.
Al di là della politica però l’apporto costruttivo è stato portato dalla voce delle associazioni (placata in parte quella dei commercianti perchè già nel pomeriggio circolava la voce che tutto sarebbe stato rimandato, e poco combattiva Legambiente, non spalleggiata da Cittàverde che per protesta ha deciso di non essere presente al consiglio convocato fuori tempo massimo). 5 in tutto le associazioni che hanno discusso sul tema: Associazione commercianti civitanovesi con Manola Gironacci, Confcommercio, Legambiente, Associazione Consumatori Utenti e Il Trabaccolo. Opinioni discordanti ma non in tutto: per esempio pare ormai chiaro che l’eco zona così com’è non piace: dalla platea è arrivata la disponibilità a concedere qualcosa alla limitazione di ingresso in centro, ma solo a patto di avere servizi che sopperiscano al mancato ingresso in città.
Ed ecco tornare le annose questioni che affliggono Civitanova da un ventennio: Parcheggi nell’area Ceccotti e variante alla strada statale 16. Ma non si risolve tutto eliminando il traffico: insorgono i cittadini: <<perchè ai residenti del Centro le pm10 fanno male e a quelli di san Marone no? Chiudiamo San Marone>> e ancora << il traffico è solo il 30% della produzione di polveri sottili, per il riscaldamento e i pochissimi controlli del Comune alle caldaie di 17mila utenze che si fa?>> Boh, la risposta non c’è stata, tutto è rimandato. Il sindaco in chiusura dice che sposterà la discussione su di un tavolo tecnico valutando le modifiche da fare e come potenziare autobus e mezzi pubblici (che per inciso sono stati anche loro oggetto del dibattito: pare infatti che su di un parco mezzi di 38 veicoli solo 5 siano a metano). <<Il problema dei parcheggi riguarda inoltre solo un giorno della settimana – afferma Mobili – per il resto non si crea nessun problema>>. Attorno al 1° del prossimo mese poi dovrebbero essere resi noti i provvedimenti che verranno adottati…sempre che non sia un pesce d’aprile.
(Foto di Roberto Vives)


