Una campagna di effetti speciali
Inizia il conto alla rovescia

Elezioni provinciali - di Maurizio Verdenelli -
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di Maurizio Verdenelli

Siamo al rush finale. O meglio venerdì sapremo se l’aspirante candidato presidente Gentilucci ce l’avrà fatta e la sua lista non sarà stata solo un Lam(po) nel buio di queste elezioni che stando ai rumores postCasta non si sarebbero dovute più tenere. Se Gentilucci, dunque, potrà finalmente mettersi sulla linea di partenza, non saremo più al rush finale di cui sopra. Perché, per legge, sarà dato più tempo all’apertura delle urne per consentire alla Lam di partecipare con qualche risorsa in più a questo voto arroventatissimo, e non solo per il caldo smodato di questo maggio.

Da anni, infatti, non si assisteva ad una campagna tanto tirata con Silenzi in full immersion che più totale non si sarebbe immaginato. Di notte (rotatoria) e di giorno (ai supermercati). Un presidente operaio (rotatoria, come sopra), gentlemen (“permette, signora?” alle massaie che escono con la borsa della spesa) e pure  “bagnino”. Domenica sarebbe stato avvistato in spiaggia mentre gli altri candidati di questa election day erano sparsi un po’ dappertutto, dietro a sagre, fiere e festival come Luca Marconi a Gualdo apprezzatore dei grandi formaggi italiani da …esportare in Europa.

Un Silenzi a tutto campo: non potevano aspettarci nulla di diverso da quest’uomo che dall’età di 23 anni (adesso ne ha 57) non ha perduto mai un’elezione! Dall’altra parte, Capponi, anch’egli grande combattente del voto, che però un’elezione l’ha persa: quella di 5 anni fa. Contro lo stesso Silenzi. Seppure al ballottaggio e dunque … ai punti. Ecco spiegate le suggestioni di questa “bella”: un po’  come quella fra Joe Frazier e Mohammed Alì, più che come quella tra Nino Benvenuti ed Emile Griffith che disputarono un terzo match. Tertium non datur ,invece, tra Franco e Giulio.

Un’altra domanda è pure questa: postulando il fatto che Franco resterebbe pur sempre, in caso di sconfitta, consigliere regionale, cosa farà Giulio, se non venisse riconfermato? Resterà nella politica attiva, oppure dopo 34 anni, il tesoro delle sua grande esperienza anche come sindaco ed assessore regionale, lo riserverà alla “società reale” e dunque ad altri campi eccellenti d’impegno?

Nell’atteso di questo eventuale mistero, Silenzi ci sta riservando una campagna da grandi effetti speciali: ne eravamo certi conoscendolo sin dagli anni 80, quand’era sindaco di Monte San Giusto, roccaforte strappata alla Dc e divenuta con lui una piccola vandea rossa raccogliendo cultura e progresso industriale. Indimenticabile quel cartellone turistico della città: “Un capolavoro del Lotto nel cuore della zona calzaturiera” (che pensavate, eh?!). Quel messaggio voleva dire, anche agli americani: venite a comprare le scarpe da noi, senza dimenticare le bellezze del centro storico. Di quel cartellone ora non c’è più traccia anche perché nel frattempo è nato e cresce il popolo degli outlet che potrebbe scambiare il grande Lorenzo per un …gratta e vinci.

Di fronte, Silenzi ha un ex collega seppure in anni diversi: anch’egli con un successo amministrativo alle spalle, Treia. Un modello che mi pare esportabile, come apprezzabile fu quello sangiustese negli anni di Giulio. Pensare di schiacciare Capponi sotto la sua “treiesità”, mi sembra generoso ed ingiusto come pensare si voler schiacciare il fermano Giulio sotto la sua originaria “sangiustesità”. Assurdo: il provincialismo del provincialismo. Entrambi sono amministratori che hanno fatto bene, che non sono mai stati coinvolti in “scandali”, né deturpati da macchie o sospetti. Ci sembra bello ed opportuno che siano loro due a disputarsi l’ultima poltrona della Provincia. Silenzi, nel nome dello straordinario, chiede il voto solo per la sua persona sulla scorta di un sondaggio che lo premierebbe obliterando partiti e partitini che hanno rinunciato così all’apparire perché la loro presenza sarebbe imbarazzante e dunque perdente stando al sondaggio che, da quel che si è compreso, ha disegnato la strategia della comunicazione del Centrosinistra. Capponi da parte sua chiede il voto nel nome dell’est modus in rebus, e del  in medio stat virtus (cioè di tutto ciò che è contrario allo straordinario) mettendo bene in mostra a mò di medagliere i partiti che lo sostengono, evidenziando tra questi il simbolo di chi all’identità non rinuncerebbe, ringhiando, mai.

Distinto da tutti ci sarà Tonino Quattrini, un’ardente Fiamma Tricolore. Ardente di identità. Tutti schierati alla partenza, in attesa dei …Giganti della Montagna, della Lam, dico: ma Gentilucci spera che stavolta Luigi Pirandello non debba entrarci per nulla.



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