Silenzi fa il Berlusconi
E Capponi aspetta l’arrivo di Silvio

Il punto - di Maurizio Verdenelli -

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di Maurizio Verdenelli

Pronti, partenza, via! E’ iniziata la grande corsa. Il marcamento è strettissimo: se sabato scorso, a metà mattinata Giulio ha presentato la sua candidatura alla Filarmonica in pieno centro storico, Franco ha controreplicato nel pomeriggio inaugurando la sede elettorale nella frazione valliva di Piediripa. Quasi un “passaggio” figurato, un affresco cinquecentesco: se infatti tutti gli uomini del Presidente presidiano la rocca, le truppe dell’esercito assediante (il Pdl) hanno stabilito il proprio campo ai piedi del Colle fatale. Sì, in fondo Macerata un po’ fatale lo è sedando e “digerendo” regolarmente dal regno papalino ad oggi, ogni traccia di novità e cambiamento. Anche se, con Tommasi di Lampedusa, gattopardescanemente concede cambiamenti perché tutto in fondo resti com’è: queta non movere.

Confesso: non sono andato alla Filarmonica. Premettendo che tutti hanno concordato sul sold out, sul successo di simpatia e di marketing della manifestazione, sulla standing ovation tributata al Candidato, ho chiesto ad un cronista di cui mi fido (un collega ormai molto esperto di “cose maceratesi”) di sintetizzare in un solo termine la sensazione che ne aveva avuto. “Berlusconiana”. Ohibo!? Per un candidato del Pd? In realtà Silenzi, anche fidando sui vaticinii di alcuni sondaggi, punta tutto (o quasi) sul carisma, sul suo volto notissimo, rimbalzato migliaia di volte in cinque anni d’amministrazione su giornali e mass media. Quindi via il simbolo dell’appartenenza politica, la coalizione, spazio a quel volto che tutti hanno imparato a conoscere: one man band …”Contano solo i fatti” e, aggiungiamo la faccia “or not?”. Anche se Oscar Wilde sentenziava: “L’unica cosa che la gente non ti perdona è la buona reputazione”. Tuttavia l’aforisma in politica non conta, seppure Wilde adorasse “i partiti politici perché sono gli unici posti dove non si parla di politica”.

Così Silenzi –conosca o meno la battuta del grande scrittore inglese- preferisce petrarchescamente “ir tra la gente” annunciando “missione compiuta”. E dopo la Filarmonica, l’intera provincia è ora attesa ad una serie di eventi pieni di gaiezza. Giulio –così testualmente si è firmato- ha inviato infatti oggi “ai suoi amici di Facebook” il seguente invito: “Venerdì 24 cm ti aspetto al castello della Rancia a Tolentino per la festa di presentazione della mia candidatura a Presidente della Provincia dalle ore 18 fino a mezzanotte. Spettacoli, animazione, testimonianze. Dobbiamo essere in tanti, passaparola, confido nella Tua presenza! Grazie”.

Per restare in ambiente, e cioè ai Castelli (Capponi reagirà con un controinvito a quello di Caldarola?) e soprattutto all’Inglese, si potrebbe definire “low profile” lo stile con cui il candidato del Pdl ha inaugurato lo stanzone che fungerà da suo quartier generale. A pochi passi da quello di 5 anni fa. Un “passo in avanti”, però, si è notato: l’ubicazione della segreteria del Pdl, rispetto a quella del 2004, è al di qua del fiume Chienti, in direzione di Macerata…

Alla contenuta cerimonia notate due assenze: quella, per “motivi di famiglia” del segretario regionale dell’Udc Pettinari (c’era però Ciampechini) e l’assenza di un simbolo di partito in uno dei cerchi del medagliere bene esposto sotto la faccia dell’uomo del Centrodestra che conta a differenza del suo competitor sulla forza dei partiti che lo sostengono. Si attende La Destra che fosse per Mauro Nocelli verrebbe di corsa: tuttavia il pass lo deve concedere proprio il “durissimo” Tonino. Il quale teme una “campagna” del Pd tesa proprio ad attaccare il suo schieramento in quella “costola”. Certo riferirsi allo stesso Nocelli, al sindaco Simone Livi, alla gentile Anna Rombini, all’editore Walter Stafoggia, al comandante di lungo corso Massimo Trevisani come fossero ultras neri, pare davvero esagerato a tutti, ma in politica non si bada a certe sottigliezze. E Pettinari lo sa, lui che si è ormai rovinato…gli occhi sul manuale Cencelli (il quale fu sindaco per un anno nel ’70 di Caldarola, prima di declinare la gentile offerta marchigiana che aveva messo a durissima prova anche lui, il celebrato sofista di ogni sofisma democristiano!). “Del 4% de La Destra cosa rimarrà, e il nostro 7% che fine farà …?” s’interroga Pettinari temendo il napalm critico di Mario Cavallaro e nello stesso tempo paventando

di perdere per lo 0,50!

Intanto – questo sì in perfetto stile berlusconiano- Capponi che dice di temere per le popolazioni del Maceratese l’emergenza rifiuti tra due mesi, ha promesso 4 punti da fare nei suoi eventuali primi 100 giorni di governo sottolineando l’autoriduzione dell’indennità del presidente e degli assessori. Sarà come prima di Silenzi?

Suggeriamo un quinto punto: lo sbarramento mensile di 1 (una) foto del presidente e/o degli assessori da passare ai giornali et similia. Insomma un contingentamento robusto del “culto della personalità” dell’amministratore. Sperando che su questo sia d’accordo Berlusconi il cui arrivo salvifico, da maggioranza assoluta, è atteso messianamente dalle truppe assedianti di Piediripa.

In ogni caso sabato scorso, è stata una buona giornata per la politica maceratese. Il sole, declinando, sembrava sorridere sui tavoli imbanditi all’aperto per gli ospiti del Pdl, sui quali occhieggiava sornione pure… Silenzi da una delle bacheche della vicina sede della Proloco di Piediripa che da febbraio tiene esposte le foto del suo Carnevale maceratese che ha avuto appunto il presidente della Provincia e Natalia Bush come attrattive. Il prossimo evento del sodalizio presieduto da Pio Tacconi sarà la tradizionale rievocazione storica della Mietitura che portò bene a superGiulio in visita la sera finale a villa Lucangeli. Già, ma stavolta ci sono maggiori dubbi sul nome del Mietitore finale del grano da portare in giugno a Palazzo.


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