I proverbi di gennaio
di Fabio Macedoni
Seconda puntata della rubrica Dialettandoci.
Annu nou, frusta nòa.
(Per l’anno nuovo anche la frusta bisogna rinnovare)
Annu nô, ‘gni trista gajina sa fa’ l’ô.
(Ad anno nuovo ogni gallina deporrà l’uovo: se non lo facesse allora potrebbe rischiare un’altra destinazione …)
Pasquetta-Befanìa tutte le feste se porta via,
Venerà Samminidittu ne porterà ‘n sacchittu.
(L’Epifania tutte le feste porta via, ma verrà S. Benedetto che ne porterà un sacchetto …)
Dopo Natà è sempre Carnuà.
(Dopo Natale è gia tempo di Carnevale, già si pensa al Carnevale)
Anno nôvo, ‘n salto de bôvo.
(Anno nuovo, le giornate si allungano di un passo di bue)
Ann nòv, bon tèmp si ‘n piov.
(Anno nuovo, buon tempo se non piove)
Gennaro, moje mia te tengo a caro.
(A gennaio fa freddo ed allora … il tepore della moglie … è quanto mai gradito!)
Se gennaro non genneggia, febbrà mal fa e mal penza.
(Se gennaio non si comporta da gennaio, non fa freddo cioè, febbraio si comporta male)
Dio ce ne guardi da un bon gennaro.
(Dio ci guardi da un buon gennaio, dal tempo buono di gennaio)
Se sse sfoca jennà co’ murda nê, nu riccu ‘state preparà te dé.
(Se gennaio si sfoga con molta neve, devi prepararti ad una ricca estate)
Gennaro siccu, villano riccu.
(Gennaio secco, senza pioggia, villano ricco, cioè raccolto abbondante)
Secca de gennaro, chiudi il tinèllo e rràpri el granaro.
(Gennaio senza pioggia: chiudi il tino – poco vino si produrrà – e apri il granaio – molto grano si raccoglierà -)
Gennaro polveroso, agosto fangoso, el povero non ha riposo.
(Gennaio senza pioggia, agosto piovoso, il povero non ha riposo)
Gennaro, pochi polli rèsta al pollaro.
(Gennaio, pochi polli restano nel pollaio, perché ammazzati durante le feste natalizie)