Dal presidente della Provincia, Franco Capponi:
A quanti a Camerino stanno ponendosi contro l’Accordo di programma per le Università ribadisco che esso va nella direzione di rafforzare l’offerta formativa, la funzionalità e la corretta gestione nel rapporto tra spesa primaria (destinata alla formazione) e secondaria (relativa all’organizzazione del sistema universitario d’ateneo). Da parte della Provincia non c’è alcuna intenzione di tarpare le ali a nessuno e tanto meno di minare una facoltà piuttosto che l’altra.
La Provincia si occupa legittimamente dello sviluppo socio economico dell’intero suo territorio, della difesa e della valorizzazione del suo patrimonio storico, culturale, ambientale, oltre che delle “eccellenze” di cui va fiera, come appunto le sue due Università. E’ in questo quadro d’azione che la Provincia che ha promosso, favorito e portato a realizzazione un accordo tra i due Atenei ed il Ministero dell’Università e della Ricerca.
Precorrendo i tempi delle riforma Gelmini, ormai prossima all’approvazione definitiva in Parlamento, si è cercato di porre al riparo secoli di storia universitaria maceratese e camerte dalle conseguenze di una “concorrenza” tra Atenei che porterebbe le grandi Università a distruggere nel tempo le più piccole. La dissoluzione dell’università camerte non la perseguono, pertanto, la Provincia e , penso, l’attuale gestione dell’Ateneo, bensì proprio coloro che si pongono contro gli obiettivi dell’Accordo di programma.
La vera difesa dell’Università di Camerino oggi la fa chi ha voluto, sostenuto, contribuito a dar vita all’Accordo di programma. L’Università di Camerino non è solo di Camerino, bensì di tutta la comunità provinciale, ed anche oltre. Sarà quindi il territorio tutto e chi lo rappresenta a farsi carico del suo futuro.



non si capisce a che titolo il Sommo Pontefice Capponi (nel senso che su tutto e tutti pontifica!) si esprime: le università non sono (ancora) di competenza delle provincie. La ex sinergia (diventata poi razionalizzazione), invocata nell’accordo è il primo caso nel globo terracqueo di applicazione di un disegno di legge e non di una legge. Quanto al merito anche i più speranzosi e ottimisti si sono ricreduti e, ahimè, amaramente pentiti di aver seguito le indicazioni del Sommo Pontefice.
Illuminante la chiusura del comunicato: a chi l’Università di camerino? A NOI! ( con voce alta e braccio destro teso in avanti…)