
Adrano Fabris e Lucrezia Ercoli
Il giorno della memoria celebrato ieri nel rinnovato auditorium Svoboda dell’Accademia di Belle Arti di Macerata (leggi l’articolo) si è concluso in serata con il filosofo Adriano Fabris in dialogo con Lucrezia Ercoli in “Gam, Gam”, uno spettacolo in collaborazione tra Popsophia e Accademia. Dopo Aushwitz che fine fanno Dio e la filosofia? Che cosa resta all’uomo occidentale dopo l’Olocausto? Queste le grandi domande affrontate ieri sera sul palco dell’Auditorium. “Il problema vero è che noi esseri umani siamo duplici, radicalmente ambigui. Orientati alla violenza ma anche all’amore. E’ questo ciò che dobbiamo ricordare: scordare vuol dire dimenticare una parte di noi stessi” ha affermato il protagonista della serata Adriano Fabris. Si è parlato di ricordo non solo come storia, ma anche come parodia e reinterpretazione. “La risata non solo libera nei confronti di un’aderenza troppo forte, ma ci permette di non avere paura.” Commenta Fabris mentre le parodie di Hitler e del Nazismo scorrono sullo schermo alle sue spalle “Anche oggi il terrorismo ci propone immagini terribili per indurci ad avere paura, a provare terrore. Per questo chi fa la parodia di certi gesti, chi vuole ridere e far ridere di questo è proprio il nemico mortale di queste persone.”

Popsound e Chiara Pietroni
In chiusura, dopo l’emozionante performance della band Popsound di Blowin’ in The Wind una battuta su una delle questioni più attuali e scottanti del panorama culturale internazionale: la pubblicazione dei Quaderni Neri di Heidegger. “Forse è il caso di prendere la giusta distanza e di capire perché un filosofo che guarda così lontano non sia mai stato capace di assumersi la responsabilità e di chiedere perdono per essere stato così miope. Cosa resta dunque? Resta la nostra responsabilità: la capacità di rispondere – questo dice la parola – a quello che dal passato e dal presente ci chiama oggi a un’azione giusta e buona. Recita un racconto chassidico: quando incontri un essere umano che fa del male, domandagli perché lo fa ma prima ancora domandati qual è la tua responsabilità. Devi fare questo perché siamo tutti parte di una unica umanità e ne condividiamo la medesima responsabilità. Credo che sia questo ciò che dobbiamo ricordare nel giorno della memoria.”






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