Auto contro ambulanza:
non ce l’ha fatta Alberto Santoni
di Laura Boccanera
E’ morto questa mattina all’ospedale regionale di Torrette Alberto Santoni, l’uomo di 74 anni di Civitanova rimasto vittima ieri di un tremendo incidente stradale. Troppo gravi i traumi riportati nello scontro: malgrado i disperati tentativi dei sanitari dorici di strapparlo alla morte, Santoni non ce l’ha fatta probabilmente per via delle tremende lesioni interne patite a causa dell’urto. L’uomo aveva infatti riportato gravissime lesioni interne, trauma cranico e frattura del bacino. L’incidente si è verificato intorno alle 13.30 in via D’Annunzio, all’altezza del quartiere delle casermette fra la Fiat Regata condotta da Santoni e un’ambulanza della Croce Verde che stava rientrando in sede senza alcun paziente a bordo. La fiancata della Regata si è accartocciata e sbandando è finita contro una Opel Astra parcheggiata ai bordi della strada. Santoni è stato subito condotto all’ospedale di Civitanova e poi trasportato in eliambulanza al Torrette di Ancona dove stamattina è spirato. Una vita difficile quella del Santoni, segnata da diverse tragedie professionali e umane che lo avevano portato a fare la scelta di vivere da solo in una roulotte in contrada San Domenico dove, presumibilmente, stava rientrando ieri prima dell’incidente. Comprensibilmente sotto choc Andrea Ottavianelli, 35 anni, da tempo autista della Croce Verde, molto conosciuto e descritto da tutti come una persona sensibile e scrupolosa, e la barelliera volontaria Elisa Perini, che si trovavano all’interno dell’ambulanza coinvolta nello scontro. Sotto accusa la pericolosità di quel tratto di strada, tanto che Oscar Monina, milite della Croce Verde, chiede un immediato monitoraggio sulle problematiche della viabilità. “Aldilà del terribile incidente e delle cause che hanno portato allo scontro – sostiene Monina – ci sono situazioni che vanno riviste. In quella zona per esempio andrebbe invertito il senso di marcia di via Mercantini, quella strada termina su via D’annunzio in discesa e le auto che si fermano allo stop spesso sono costrette a venire in avanti per via della semicurva, costringendo chi proviene dalla strada principale a spostarsi in mezzo alla strada per evitare uno scontro, servirebbe un monitoraggio di tutte le situazioni a rischio”.
(redazione Cm)
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