Il ministro Terzi: “Noi in Cina
con lo stesso spirito di Matteo Ricci”
«Conoscersi e capirsi sono due valori, due esigenze fondamentali nella costruzione di un rapporto solido e sostenibile di lungo periodo con la Cina» . E l’ Italia intende strutturare un dialogo di ampio respiro con Pechino, nostro partner indispensabile, anche sulla base di quell’ approccio costruttivo che ci ha insegnato Matteo Ricci» . Così ieri al Palazzo delle Esposizioni di Roma, il ministro degli Esteri Giulio Terzi si è soffermato sulle relazioni tra Italia e Cina intervenendo alla presentazione del documentario “Matteo Ricci, nel cuore della Cina” di Duilio Giammaria prodotto dalla Rai in collaborazione con Regione Marche, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dello Sviluppo Economico – che ripercorre, tra presente e passato, le tappe del viaggio del padre marchigiano in Cina . «Siamo convinti che la chiave del nostro successo in Cina debba risiedere nella capacità di comprendere i nostri interlocutori, di mettere a disposizione le nostre migliori tecnologie e anche nella volontà di radicamento delle nostre imprese, dei nostri operatori culturali, delle espressioni più rappresentative della nostra realtà produttiva», ha spiegato Terzi sottolineando come «la diplomazia italiana sia al servizio di un processo che intende valorizzare soprattutto la complementarietà tra i due Paesi. Vediamo che anche a Pechino l’ Italia è rispettata e ascoltata e i nostri operatori sono inseriti in un mercato dove sono apprezzati non solo per il design ma anche per la capacità di essere flessibili e rispettosi della realtà locale. Proprio come insegna l’ esperienza di padre Matteo Ricci, che nel Cinquecento, riuscì ad evitare errori di superficialita’ e paternalismo che possono essere fatali quando ci si accosta alla Cina, alla sua cultura e alla sua economia» ha concluso il titolare della Farnesina. Moltissimi gli intervenuti che hanno gremito le due sale riservate all’evento. Non è passata invece inosservata l’assenza di un rappresentante del Comune di Macerata.
«Matteo Ricci – ha ricordato l’ ambasciatore cinese a Roma Ding We- è uno dei due stranieri, insieme a Marco Polo, rappresentato nel monumento di Pechino dedicato agli eroi del secondo millennio . Segno di come il missionario del Cinquecento sia un esempio del grande aiuto fornito dall’ Italia allo sviluppo della Cina, un ponte tra queste due culture».
Il documentario ” Matteo Ricci . Nel cuore della Cina” firmato dall’ inviato del Tg1, Duilio Giammaria, andrà in onda’ il 13 agosto in seconda serata” (e poi in autunno su Rai Storia e sulla Cctv, la tv pubblica cinese), in un’ estate per la Prima Rete particolarmente attenta alla Cina. Il documentario, 60 minuti tutti full hd, girati tra Macerata, Roma e la Cina, racconta l’ amministratore delegato di Rai World, Claudio Cappon, ” e’ il primo frutto di un accordo con la Cctv, che vedrà la produzione di altri documentari . L’ Italia – ha spiegato – non ha una tradizione di presenza internazionale come l’ Inghilterra, ma la comunicazione televisiva del nostro paese all’estero non potrà non costituire un nodo centrale nell’ inevitabile ridefinizione del ruolo della Tv pubblica” .
Così, dalla Macerata del ’500, il viaggio di Duilio Giammaria oggi attraversa la Roma del Bernini e punta dritto alla Cina dei Ming, ripercorrendo tra passato e presente le orme di Padre Ricci, da Macao oggi metropoli segnata dallo skyline dei grattacieli . Da lì, sulle parole del presidente Napolitano in visita in Cina nel 2010 e tra testimonianze di studiosi, ripercorriamo il viaggio lungo 18 anni di Ricci, risalendo il fiume delle Perle, Canton, Shangai, Xian la città dell’ esercito di terracotta, Nanjing. Ricci fu il primo occidentale a poter compiere un viaggio del genere (Marco Polo 200 anni prima aveva incontrato ”solo” la Cina dei Kublai Khan, ovvero gli invasori mongoli) e non solo ottenne il permesso di entrare in Cina dall’ imperatore, ma introdusse nella loro cultura i primi elementi di geometria euclidea, nozioni di geografia e astronomia . Ancora oggi studiato dai bambini cinesi, è il primo straniero non diplomatico sepolto in Cina, esempio di un’ integrazione possibile ammirata in tutto il mondo e studiata anche da Henry Kissinger nel 1972 in vista della visita di Nixon in Oriente, ma non altrettanto noto in Italia . «Forse perchè è una figura complessa da capire – ipotizza Giammaria – Ricci è espressione di un’ Italia che guarda lontano, è uno di quei gioielli che abbiamo in tasca e non conosciamo . Questo documentario e’ un invito a tirarli fuori . Ora mi piacerebbe proseguire sul tema degli italiani nel mondo, magari con qualche storia in Afghanistan dei nostri archeologi e antropologi che hanno lavorato lì meglio di qualsiasi altro al mondo . Anche questo è un modo per interpretare le guerre . Se spolveri gli scaffali della storia qui in Italia vengono giù storie che Hollywood se le può sognare».
(Foto di Guido Picchio)
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Ma fatemi il piacere,tutti i viaggi che state facendo in Cina quanto ci costa,si può sapere,grazie.