Il “Mondo” arriva a Camerino
“Un certo mondo nelle fotografie di Paolo di Paolo” viene promossa dal Centro Studi e Ricerche sulla cultura visuale e sui linguaggi della comunicazione
Sarebbe da dire «Il Mondo a Camerino» riprendendo l’affermazione del vice sindaco Gianluca Pasqui nella conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio, per presentare la mostra fotografica “Un certo mondo nelle fotografie di Paolo Di Paolo” che sarà inaugurata domenica 20 maggio, promossa dal Centro Studi e Ricerche sulla cultura visuale e sui linguaggi della comunicazione. È Paolo di Paolo in persona, il fotografo numero uno del “Mondo”, la famosa rivista nata alla metà degli anni 50 diretta da Mario Pannunzio che fu definita «la rivista degli intellettuali» a presentare la sua stessa opera. Una fotografia che deve informare, in cui forma e contenuto si mescolano fino a diventare imprescindibili l’uno dall’altro. È la fotografia comunicativa, quella che non ha bisogno di parole, ma che è essa stessa narrazione. «Il nostro punto forte fu nell’essere stati dei dilettanti» afferma Di Paolo, considerato tra i maestri della fotografia, «non avevamo mestiere, improvvisavamo». Un’affermazione che risulta quasi bizzarra se pronunciata da colui che è riuscito a immortalare da Oriana Fallaci alla principessa Grace Kelly, che ha collaborato con Pier Paolo Pasolini, con Il Tempo è fu inviato in Giappone negli anni 60; che fu invitato dallo Scià di Persia ed è stato l’unico fotografo a cui si permise di fotografare la duchessa Camilla Pallavicini.
La mostra sarà possibile grazie al professor Piero Angeli, addetto alla cultura, e riaprirà le attività del Circolo Universitario Ricreativo Camerte che quest’anno festeggia i suoi 25 anni, nonostante abbia avuto un periodo di stop da dopo il terremoto, e che dimostra una «grande collaborazione tra Università e Comune» come ha voluto sottolineare il professor Mario Tesauri, presidente del circolo.
Nell’occasione sarà premiato anche il vincitore del concorso “La fotografia racconta il mondo” (info csr1g@libero.it) «importante – come ha concluso Paolo di Paolo – per far sì che le nuove generazioni facciano rivivere la tendenza di dedicarsi alla fotografia».
