Seduta record a Civitanova,
Consiglio comunale fino alle 5 del mattino:
rinnovata la fiducia al presidente Borroni

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Pierpaolo Borroni

Pierpaolo Borroni

di Laura Boccanera

Era ora della brioche e del cappuccino questa mattina, quando di fronte all’albeggiare che rischiarava il mare e iniziava a svegliare una sonnacchiosa Civitanova, il consiglio comunale si scioglieva dopo ben 8 ore di discussione. Un’assise record, terminata alle 5 del mattino alla Ternana e abbastanza travagliata fin dall’inizio, quando l’opposizione chiede di anticipare all’inizio i punti riguardanti la sfiducia al presidente Pierpaolo Borroni, accusato dal Pd di fare interessi personalistici e di tenere una condotta non adeguata. Proposta bocciata: si comincia con il bilancio. Una discussione fiume, un bilancio che ha incontrato in questi mesi numerosi detrattori, fra cui lo stesso dirigente che in una lettera metteva in luce molti punti ancora poco chiari. Ci sono poi quei 700mila euro di entrate previste da sanzioni amministrative che il Comune conta di riscuotere da autovelox e multe; nelle restanti 7 ore i consiglieri hanno discusso il bilancio di previsione 2010 e pluriennale 2011 – 2012. Il documento finanziario è stato approvato con 19 voti a favore e un astenuto, mentre l’opposizione ha deciso di abbandonare la seduta. E’ stato l’assessore Claudio Morresi ad illustrare i dati tecnici, tramite slide. A seguire, l’intervento del consigliere Giorgio Palombini, durato più di due ore e quello di numerosi altri esponenti del Consiglio.

“Questo bilancio è arrivato tardi – ha detto Morresi – me ne assumo le responsabilità, ma abbiamo rispettato le norme ed anche il patto di stabilità, una prerogativa che non tutti i Comuni sono riusciti a mantenere e che per noi deve essere comunque un vanto. Da sottolineare, inoltre, che il parere negativo del dirigente non riguarda l’intero documento, ma tre punti specifici. Aggiustamenti saranno comunque possibili a settembre, nel momento del riequilibrio di bilancio”.

Ma il punto che forse attirava maggiormente l’attenzione era proprio la sfiducia: un tam tam continuo da circa un mese a questa parte dall’opposizione chiedeva, documenti alla mano, di nominare una figura istituzionale più etica e rispettosa del consiglio e delle sue leggi. Ma alla richiesta di ritirare il punto per trattarlo nella prossima convocazione, essendo ormai già mattina e avendo perso per strada sopraffatti dal sonno alcuni membri del consiglio, il presidente ha espresso il suo diniego: si va avanti. L’opposizione in massa lascia l’aula, la maggioranza verificato il numero legale garantito da 15 consiglieri ha votato a scrutinio segreto, ripetuto per due volte come previsto dal regolamento e con 14  contrari alla mozione e un astenuto la fiducia al presidente è stata rinnovata.


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