Addio a Sergio Giampieri,
anima della storica Cantina di via Crispi
MACERATA - Aveva 63 anni, è morto questa mattina in ospedale. Dopo la scomparsa di Giuseppe Pieroni portava avanti la gestione dell'associazione "Cento garibaldini maceratesi" insieme al presidente Lorenzo Longhi. Il funerale domani alle 15,30 nella chiesa di Santa Maria della Pace

Sergio Giampieri
di Francesca Marsili
La storica Cantina di via Crispi perde una delle sue colonne portanti. Sergio Giampieri, 63 anni, è morto questa mattina dopo una breve malattia all’ospedale di Macerata, dove era ricoverato nel reparto di Medicina. Dopo la scomparsa di Giuseppe Pieroni, lo scorso giugno, era lui a portare avanti insieme al presidente Lorenzo Longhi la gestione del circolo e dell’associazione “Cento garibaldini maceratesi”, cuore di uno dei luoghi di ritrovo più autentici del centro storico di Macerata.

Da alcuni anni non lavorava più, ma per tutta la vita era stato un muratore della vecchia scuola. Era uno di quelli che il mestiere lo imparavano in cantiere, guardando lavorare i più anziani, e che giudicavano un lavoro dalla solidità di un muro e dalla precisione di un intonaco steso a mano. Il suo era un lavoro fatto di fatica e pazienza, di calce e mattoni, portato avanti con una cura artigiana che oggi si incontra sempre più di rado.
Quella stessa attitudine a tenere insieme le cose l’aveva portata alla Cantina di via Crispi, dove era un vero pilastro. Nata nel 1922, è l’ultima cantina rimasta in città e una delle più antiche d’Italia. È anche un circolo ricreativo per pensionati, ma soprattutto un luogo dove giovani e anziani si ritrovano per un bicchiere di vino, una partita a carte e due chiacchiere.

Da sinistra: Giuseppe Pieroni, Andrea Cappelloni, Lorenzo Longhi e Sergio Giampieri
Dopo la morte di Giuseppe Pieroni, Sergio si era fatto carico della gestione dell’associazione insieme al presidente Lorenzo Longhi, perché quel luogo di ritrovo continuasse a vivere. In cantina era sempre possibile trovarlo. Era la persona con cui scambiare due parole, quella a cui chiedere una mano, sapendo che non si sarebbe tirato indietro.

Fuori da lì, la sua grande passione era la pesca, che coltivava con la stessa pazienza che aveva messo nel suo mestiere.
Lascia il figlio Christian, il fratello Fabio, la cognata Maria Adele e il nipote Michael. La camera ardente è allestita all’obitorio dell’ospedale di Macerata. Il funerale si terrà domani, giovedì 5 novembre, alle 15,30 nella chiesa di Santa Maria della Pace.
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