Carta “Dedicata a te”, niente avvisi
e i beneficiari non ottengono il contributo:
il Comune avvia un’azione legale
MACERATA - La società affidataria del servizio postale non ha recapitato agli interessati la comunicazione necessaria. Coinvolti 119 nuclei familiari. La compagnia assicurativa ha contestato la copertura di circa 60mila euro. L'assessore Francesca D'Alessandro: «Siamo vicini alle famiglie. Anche l'Ente è parte lesa»

Francesca D’Alessandro, vice sindaco e assessore alle Politiche sociali
Carta “Dedicata a te”, il Comune avvia un’azione legale per tutelare 119 famiglie. L’amministrazione comunale di Macerata ha affrontato la vicenda della Carta che ha coinvolto 119 famiglie rimaste senza il contributo a causa di gravi inadempimenti contestati alla società One Click Srl, affidataria del servizio postale, che non ha recapitato agli interessati la comunicazione per attivare la Carta “Dedicata a te”. O meglio, la comunicazione era arrivata ma quando non era più possibile accedere al contributo ministeriale.
Il Comune si è attivato fin da subito, scegliendo di non fermarsi alle verifiche amministrative, ma di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per tutelare gli interessi del Comune e dei cittadini coinvolti. Dopo aver attivato le procedure contrattuali e assicurative previste, la compagnia assicurativa ha riconosciuto le penali contrattuali, contestando la copertura dei 59.500 euro relativi ai contributi non percepiti dalle famiglie. Di fronte a questa posizione, l’amministrazione ha deciso di procedere per vie legali, conferendo tempestivamente un incarico a un legale e promuovendo un’azione giudiziaria nei confronti della società, per accertarne le responsabilità e ottenere il risarcimento dei danni conseguenti.
La causa è stata iscritta al tribunale di Macerata e sarà ora il giudice a valutare le responsabilità e le eventuali somme dovute. L’amministrazione comunale continuerà a seguire il procedimento giudiziario, con l’obiettivo di tutelare gli interessi pubblici e ottenere il riconoscimento dei danni conseguenti alla vicenda.
«Come Comune siamo al fianco delle famiglie – ha detto la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro -. Quando un sostegno destinato a chi ne ha diritto viene meno a causa di un disservizio, il nostro compito è fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare i cittadini. Per questo il Comune, pure parte lesa, non è rimasto fermo. Si è attivato e ha intrapreso un’azione legale concreta e continueremo a seguire la vicenda con attenzione e determinazione. Continueremo a lavorare, con serietà, responsabilità e rispetto per tutti i cittadini coinvolti».
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Il comune parte lesa. Le famiglie sono in parte scornate e in parte prese per i fondelli. Adesso devono aspettare il prossimo anno se va tutto bene per la rata che dovrebbe, credo essere già fissata, e per questa saltata, aspettare qualche anno per aggiustare il problema in aula. Nel frattempo non c’è un signore o signora al Comune di Macerata che in un impeto di signorilità paga la rata sfuggente? Portate il problema al prossimo consiglio dove se ho capito bene diversi di voi a cui non manca niente sente il bisogno di avere uno stipendio da consigliere?
Per affermare che il Comune è parte lesa sarebbe da valutare se abbia o meno subito un danno. Dall’articolo sembrerebbe di no in quanto la polizza (forse una fidejussione) avrebbe riconosciuto “le penali” ovvero il mancato “fare”.
Chi ha subito, per certo, un danno sono le 119 famiglie rimaste senza contributo (contributo che non riceveranno più).
Sorge una domanda: perché affidare un servizio di spedizione (la carta si ritira alle Poste dopo aver ricevuto l’avviso) a una Società neonata, partecipata al 66% da una Società di Singapore che fa commercio con l’altro socio che vende tabacco ed abbigliamento?
Chi ha posto in essere un affido di così scarsa qualità?
Quali sono state le verifiche preventive in capo all’assegnazione del servizio?
L’affido è stato deciso solo in ragione della spesa ridotta del servizio?
Queste sarebbero le domande a cui rispondere senza nascondere la mano che ha lanciato il sasso.