«Vitelli appena nati uccisi dai lupi,
ma per loro nessun risarcimento»

CAMERINO - In quattro sbranati nell'ultimo mese. Coldiretti lancia l'allarme: «Nelle Marche, fino a un mese di età sono esclusi dai rimborsi regionali, quando vengono uccisi dai predatori»

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Foto d’archivio

Quattro vitelli predati, tre solo nell’ultimo mese, e torna a montare l’esasperazione degli allevatori. La denuncia, raccolta da Coldiretti, arriva stavolta da Camerino, dove un allevatore la settimana scorsa si è ritrovato a fare i conti con tre incursioni tra pascolo e azienda.

Tutti vitelli appena nati e, in questo caso, al danno si aggiunge anche la beffa dei mancati indennizzi. «Già perché nelle Marche, vitelli, agnelli e puledri fino a un mese di età sono esclusi dai rimborsi regionali, quando vengono uccisi dai predatori – denuncia Coldiretti -. Una lacuna che penalizza soprattutto gli allevamenti allo stato brado o semibrado che, per migliorare il benessere animale e contenere le spese di stalle al chiuso e fieno, possono contare sui pascoli e sugli spazi naturali che la regione offre».

Secondo l’associazione «è necessaria una revisione dei criteri di risarcimento – denuncia David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata – la questione degli attacchi dei lupi riguarda soprattutto le aziende che praticano il pascolo, dove le nascite avvengono anche all’aperto e i neonati rappresentano le prede più vulnerabili. Per gli allevatori, perdere un vitello significa non soltanto perdere il valore dell’animale, ma anche compromettere il lavoro riproduttivo e il reddito futuro dell’azienda».

donninelli nasini

David Donninelli

Gli attacchi dei lupi continuano a mettere in difficoltà gli allevamenti marchigiani. Nel pascolo vicino a quello colpito, negli stessi giorni, i lupi sono stati messi in fuga dai cani da guardia. Tra pastori si sono poi passati voce della presenza del branco ma non sempre si riesce a difendere i propri animali. Lo scorso anno la Regione ha riconosciuto agli allevatori oltre 103mila euro di risarcimenti per 193 animali predati (123 tra capre e pecore, 32 bovini e 36 equini) in 90 attacchi. Il 42% degli attacchi è stato registrato proprio nella provincia di Macerata. San Severino (7), Pieve Torina (5) sono i Comuni che hanno avuto più aggressioni da lupo.

Ad oggi, per ottenere il rimborso, occorre ritrovare la carcassa e il marchio auricolare dell’animale. «Condizioni difficili da soddisfare quando l’attacco riguarda un neonato o quando il predatore non lascia resti identificabili. Senza considerare paletti nel tempo divenuti insostenibili per il settore – evidenzia Coldiretti – oltre all’indennizzo che copre a malapena i costi di smaltimento delle carcasse, agli allevatori viene riconosciuto il danno solo se vengono ritrovati i resti dell’animale ucciso».


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