Indicato come molestatore di una 14enne,
ma le indagini lo scagionano:
l’uomo in monopattino non era lui

SEFRO - La vicenda era all'origine di un arresto per detenzione di armi, un arsenale quello che venne trovato a casa dell'uomo (condannato a 8 mesi solo per sette armi), minacce e ricettazione (per questi reati il processo è pendente). Le indagini dei carabinieri indicano che non è stato lui a infastidire la minore

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Le armi che vennero sequestrate

di Gianluca Ginella

Sospettato di aver molestato una 14enne, ma dalle indagini è emerso che non era stato lui. Lo dice il giudice Marika Vecchiarino nella sentenza in cui Simone Tomassini, 39enne di Fermo, viene condannato in primo grado con rito abbreviato a 8 mesi e 20 giorni per detenzione abusiva di armi. Nella sentenza si richiama quanto, dopo una serie di ricorsi, il tribunale di Ancona aveva chiesto per un nuovo giudizio proprio sottolineando che era caduta l’ipotesi delle molestie.

I fatti erano avvenuti a Sefro nella notte tra il 3 e 4 agosto del 2025. A monte di tutta la vicenda che ha portato all’arresto di Simone Tomassini per detenzione abusiva di armi, minacce e ricettazione, c’era proprio il sospetto che avesse molestato una 14enne. La ragazzina aveva raccontato al padre i fatti e questo era risalito al presunto molestatore ed era andato a casa del 39enne insieme al figlio, di notte. Intorno all’abitazione si erano radunate oltre venti persone.

Foto Avv. Stefano Nascimbeni

L’avvocato Stefano Nascimbeni

Tomassini a quella visita notturna, in cui dai due veniva accusato delle molestie, alla fine avrebbe reagito imbracciando una carabina «con cui gli contestano di aver minacciato, non la folla di persone, ma il padre e il fratello della ragazza – dice l’avvocato Stefano Nascimbeni, che assiste il 39enne -. Tra l’altro non è chiaro se fosse o meno un’arma vera».

Tomassini venne arrestato ed andò in carcere per circa un mese, poi venne scarcerato ai primi di settembre del 2025 dal tribunale del Riesame. L’arresto era legato al rinvenimento nella sua abitazione di 39 armi, alla minaccia con la carabina al padre e al fratello della minore e alla ricettazione di un fucile.

Il procedimento giudiziario ha poi preso due strade. Per una, quella della detenzione di armi, c’è stata la sentenza (che risale al 10 luglio scorso) del giudice Marika Vecchiarino del tribunale di Macerata in cui l’uomo, a conclusione della direttissima, è stato condannato a 8 mesi e 20 giorni con rito abbreviato: vengono riconosciute solo 7 armi come detenute irregolarmente rispetto alle 39 iniziali. Per le minacce e la ricettazione il processo si è aperto e a febbraio proseguirà con i primi testimoni. Per le molestie invece i carabinieri nel corso delle indagini non hanno trovato prove che fosse stato il 38enne. Anzi, hanno escluso che fosse lui. Tant’è che lo stesso giudice nella sentenza per la direttissima sottolinea che è «caduta l’ipotesi delle molestie». Il giudice richiama quanto scrivevano i giudici del tribunale di Ancona dove il procedimento era arrivato al termine di una serie di ricorsi.

Trovato con un arsenale in casa, 38enne scarcerato

In casa gli trovano un arsenale, arrestato un 38enne. Aveva cercato di fermare una 14enne


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