Electrolux, diffida all’azienda:
«No al trasferimento
delle fasi di produzioni in Polonia»

CERRETO D’ESI – Così ha deciso l’assemblea dei lavoratori che ha dato mandato alle segreteria nazionali di Fim, Fiom, Uilm di proseguire la trattativa per trovare le condizioni per un possibile accordo che scongiuri la dismissione produttiva dello stabilimento

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Un momento dell’assemblea dei lavoratori dello stbilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, svoltasi questa mattina

E’ stata inviata una diffida formale all’Electrolux e per conoscenza al Mimit, siglata unitariamente da Fim, Fiom e Uilm, per sollecitare la multinazionale svedese a non delocalizzare le produzioni fuori dall’Italia. Così hanno deciso questa mattina durante l’assemblea i lavoratori dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Si è parlato del nuovo piano industriale e delle risultanze dell’ultimo incontro svolto al ministero, dell’ipotesi della reindustrializzazione e di riqualificazione dei dipendenti con possibile cessione del sito cerretese. Passaggi che la multinazionale ha proposto al posto della chiusura definitiva dello stabilimento. L’accordo ancora non è stato firmato e le sigle sindacali vogliono garanzie.

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«Le scriventi organizzazioni sindacali nazionali e territoriali esortano la Direzione di Electrolux a non delocalizzare e a non depauperare in alcun modo le attuali produzioni e attività dello stabilimento di Cerreto d’Esi, cosa che ostacolerebbe il coretto svolgimento di un negoziato e dunque la possibilità di raggiungimento di un accordo.- si legge nel documento – Ci risulta difatti, da quanto riferitoci dai lavoratori in assemblea, che sono tuttora in corso progetti imminenti tesi a spostare fasi di produzione determinanti in Polonia».

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L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha dato mandato alle Segreterie sindacali nazionali dei meltalmeccanici di proseguire la trattativa per trovare le condizioni per un possibile accordo che scongiuri la dismissione produttiva del sito di Cerreto. All’incontro con i lavoratori hanno infatti partecipato Gianluca Ficco,segretario nazionale Uil; Barbara Tibaldi segretaria nazionale Fiom e Massimiliano Nobis, segretario Fim Cisl nazionale. Il nuovo incontro al Mimit è convocato per il prossimo 29 ottobre.

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La lettera di diffida è stata firmata dai segretari nazionali di Fim, Fiome e Uilm e da quelli territoriali Mauro Masci (Fim-Cisl), Pierpaolo Pullini (Fiom Cigl) e Isabella Gentilucci (Uilm Uil). «Sarà indispensabile garantire produzioni e lavoro dentro qualsiasi tipo di accordo scaturisca dalla negoziazione. Ne deve essere consapevole Electrolux ed anche la politica, che indipendentemente dalle dichiarazioni, ancora non ha messo in campo nessuno degli strumenti, ordinari o straordinari, promessi, se non dichiarazioni generiche e senza contenuto sostanziale. Abbiamo inviato diffida formale all’azienda, e per conoscenza al ministero, di non procedere con azioni unilaterali. Qualsiasi operazione di svuotamento produttivo della fabbrica in questa fase, rischia di pregiudicare il proseguo della trattativa» sottolinea a nome dei coolleghi Pierpaolo Pullini della Segreteria Fiom di Ancona.

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