Operazione Potentia,
17 imputati dal Gup

INDAGINE DDA - Udienza fissata per il 19 novembre al tribunale di Ancona. L'inchiesta riguarda un presunto sodalizio per lo spaccio di droga

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arresti spaccio (3)

Militari in azione durante l’operazione Potentia

di Gianluca Ginella

Fissata l’udienza preliminare per i diciassette indagati dell’Operazione Potentia. L’inchiesta della Dda di Ancona presume l’esistenza di un sodalizio che aveva come focus lo spaccio di droga (hashish e cocaina) sulla costa maceratese. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 19 novembre davanti al Gup Carlo Cimini del tribunale di Ancona.

L’indagine era nata dal coraggio di una madre che aveva il figlio che, caduto nell’incubo del consumo di droga, continuava a chiederle soldi e aveva contratto un debito con gli spacciatori. Dalla sua denuncia sono partite le indagini dei carabinieri della Compagnia di Civitanova che si sono poi allargate sino ad individuare la presenza del presunto sodalizio che avrebbe avuto come focus lo spaccio di cocaina a Potenza Picena e Civitanova.

arresti spaccio (1)

Diciassette le persone indagate a vario titolo (145 i capi di imputazione), per nove di queste, ritenute parte dell’associazione criminale, a gennaio erano state eseguite misure cautelari e l’indagine era venuta a galla. Ai nove si aggiungono altri otto indagati con posizioni marginali (a tre di loro viene contestato il favoreggiamento personale, ad altri lo spaccio di droga).  

Secondo le indagini della Dda di Ancona, coordinate dai sostituti Enrico Barbieri e Valeria Cigliola, al vertice del sodalizio ci sarebbe Cataldo Cicciù, 41 anni, di Cariati, residente a Potenza Picena, ritenuto il capo che dettava le linee programmatiche dell’attività dell’associazione, decidendo le fonti di approvvigionamento delle partite di droga, condizioni economiche di acquisto, modalità di trasporto della sostanza.

Il fratello Domenico Cicciù, 36, di Cariati, residente a Potenza Picena, è ritenuto un organizzatore del sodalizio. Partecipi, per gli inquirenti, erano Pierluigi Tetta, 41enne nato a Foggia, che aveva compiti di cessioni al dettaglio della droga, Angelo Buffalo, 49enne, nato a Lucera, pure lui con compiti di cessione della droga al dettaglio, idem per Mario Zoila, 50, nato a Lucera e per Rromeo Bakalli 45, albanese.

Oltre a loro vengono ritenuti partecipi dell’associazione Cristina Montali, 51 anni (moglie di Cataldo Cicciù) che avrebbe operato da collettore degli introiti economici dell’organizzazione collocati in una cassa comune e avrebbe ricevuto dagli altri partecipi il denaro provento dell’attività di spaccio), Salvatore Vicino, 55, di Gravina di Puglia, e Massimiliano Isidori, 56, maceratese, avevano il ruolo di custodi.

Tutti questi nove indagati a gennaio erano stati sottoposti alla misura cautelare.

Gli altri indagati sono il 61enne Antonio Cicciù (che deve rispondere solo del favoreggiamento della latitanza di Salvatore Perricciolo, estraneo all’indagine), Ivano Silvestri, 39, nato a Lucera, residente a Recanati, Angelica Pomili, 46, nata a Civitanova, residente a Potenza Picena, Andrea Luigi Malorgio, 50, nato a Galatina, residente a Potenza Picena e Antonio Santo Pio Cicciù, nato a Ozieri, 30 anni, residente a Potenza Picena. A loro quattro vengono contestati episodi legati allo spaccio di droga.

Infine a Fabio Moretti, 46 anni, nato a Roma, residente a Potenza Picena, Fabio Pericolo, 30, nato a Lucera, residente a Loreto, Simone Ripari, 51, nato ad Ancona, residente a Potenza Picena, viene contestato il favoreggiamento personale. A loro tre vengono contestati episodi legati allo spaccio di droga. 

Ora gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o presentare memorie difensive.

Sono assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli, Massimiliano Cofanelli, Ivan Gori, Giancarlo Giulianelli, Emiliano Carnevali, Domenico Biasco, Simone Santoro, Renato Coltorti, Ferdinando Manzotti, Raffaele Meles, Caterina Ficiarà, Annarosa Belsanti, Francesca Risito.

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