Giorgio e Dina ai saluti dopo 58 anni:
la pasticceria Braghetti cambia gestione.
«Ora faremo i nonni a tempo pieno»
CAMERINO - Dal 1968 le loro creazioni hanno rappresentato il lato dolce del borgo, prima nel cuore del centro storico e poi, dopo il sisma del 2016, a Montagnano. Da ieri il passaggio di consegne a due giovani che ne hanno rilevato l'attività e cui per un po' di tempo continueranno a dare una mano: «Ogni storia ha il suo finale, e noi siamo felici che il nostro sia stato scritto insieme a voi»

Dina e Giorgio Braghetti
di Francesca Marsili
Dal 1968 Giorgio e Dina sono stati l’anima, il sorriso e le mani sapienti della pasticceria Braghetti. Per oltre mezzo secolo hanno accompagnato il risveglio di Camerino con il profumo dei cornetti appena sfornati, quando la città era ancora avvolta nel buio e dal laboratorio arrivava già l’odore di burro, vaniglia e crema calda. Dopo 58 anni hanno deciso di sfilarsi il grembiule, appendere la sac à poche al chiodo e passare il testimone a due giovani che da ieri guidano ufficialmente l’attività, nel segno della tradizione.
L’annuncio è arrivato nella tarda serata di ieri. «Abbiamo aspettato, ma è arrivato il momento: dopo più di 50 anni, si conclude questo pezzo di vita. Finalmente possiamo dedicarci alla nostra più grande passione: essere nonni a tempo pieno». In poche ore quelle righe sono diventate un grande abbraccio collettivo: centinaia di camerti hanno salutato due pilastri della vita cittadina.
Per decenni negozio e laboratorio sono stati in piazzale della Vittoria, a due passi dalla Rocca Borgesca. Lì la vetrina illuminata, con le sue file ordinate di bignè, crostate e pasticcini, era una tappa obbligata dello struscio in centro. Poi il terremoto del 2016 ha costretto la famiglia a lasciare quella sede, come accaduto a gran parte del cuore di Camerino. Giorgio, Dina e i loro collaboratori non si sono arresi e hanno riacceso i forni in via D’Accorso, in zona Montagnano. Anche negli anni più duri per la città, la pasticceria è rimasta il lato dolce di Camerino.

Lo staff della pasticceria durante la gestione di Giorgio e Dina
Nel loro saluto i titolari parlano di lavoro, sacrifici e passione, ma soprattutto di persone. «Generazioni di clienti sono entrate da quella porta, portando con sé sorrisi, ricordi, feste e momenti speciali che custodiremo sempre nel cuore», dicono. C’era chi ordinava la torta per il giorno più importante e chi entrava soltanto per un caffè e una pasta, una piccola coccola per addolcire la mattina. Giorgio e Dina non nascondono che il distacco pesa. «Lasciare non è semplice, soprattutto quando si lascia qualcosa che è stato parte della propria vita per così tanto tempo. Ma ogni storia ha il suo finale, e noi siamo felici che il nostro sia stato scritto insieme a voi». Sono parole serene, di chi sa di aver dato tutto. Il grazie va a chi, in tutti questi anni, ha scelto la pasticceria e le ha dato fiducia. Un pensiero speciale è rivolto al sindaco Roberto Lucarelli e all’amministrazione comunale, vicini alla famiglia anche in questo momento così significativo.
Il nome Braghetti è arrivato lontano anche grazie agli studenti dell’Università di Camerino. Tra un esame e un ritorno a casa, ripartivano con un vassoio incartato e legato col nastro sotto il braccio, da portare in famiglia. Così le specialità di Giorgio e Dina sono diventate, per generazioni di fuorisede, il sapore stesso degli anni universitari. Il legame con la città non si è mai fermato al bancone. Nel 2023 la pasticceria si è fatta carico della realizzazione della spada per la 42esima edizione della Corsa alla Spada e Palio: il premio più ambito della rievocazione, simbolo della cavalleria e dei capitani di ventura come i Da Varano, destinato al primo dei trenta atleti al traguardo. «Ringrazio Giorgio Braghetti e la sua famiglia per questo gesto bellissimo, fatto senza esitazioni e con il consueto entusiasmo che Giorgio mette in tutto quello che fa per Camerino», disse allora Donatella Pazzelli, presidente della Corsa alla Spada e Palio.
Per Giorgio e Dina si apre ora un capitolo nuovo. Dopo decenni di sveglie prima dell’alba, di impasti, lievitazioni e farina sulle mani, il tempo sarà tutto per i nipoti. In questa prima fase, Giorgio affiancherà i ragazzi che hanno rilevato l’attività. Camerino saluta così due maestri dell’arte dolciaria, con un grazie che arriva da tutta la città: per la dolcezza, per la fiducia e per aver reso, per quasi sessant’anni, questo angolo di Marche un posto un po’ più buono in cui vivere.