Sviene in barca e finisce in acqua:
salvato un velista civitanovese
«Altri 5 minuti e avrei mollato»

CIVITANOVA - Eroico salvataggio in mare. L'uomo era nudo e stremato a 600 metri dalla costa di fronte a Fontespina, è stato ripescato da una task force di soccorritori allertata dalla giovane istruttrice Flavia Pipponzi. «Abbiamo abbordato la barca ma non c’era nessuno, allora abbiamo cercato in mare e lo abbiamo scorto tra le onde»

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Il soccorso in mare
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La barca del 52enne andata alla deriva

di Laura Boccanera

Sviene mentre è al timone della barca, cade in acqua e rischia di affogare, ripescato dopo oltre mezz’ora dall’incidente, nudo e allo stremo delle forze. Ha rischiato di morire un velista 52enne di Civitanova che sabato mattina era uscito con la sua imbarcazione ed è finito in mare non riuscendo ad arrivare a riva. Una task force di soccorsi gli ha salvato la vita. «Altri 5 minuti e avrei mollato, non mi tenevo più a galla» ha raccontato ai soccorritori.

Una disavventura spaventosa per il civitanovese che non è un principiante, ma che è incappato in un malore o forse colpito dopo una manovra sbagliata che non gli ha dato una seconda chance. A salvarlo Flavia Pipponzi, appena 21 anni, istruttrice di vela e poi il soccorso congiunto di altre imbarcazioni in mare e dell’arrivo dal club Vela un marinaio e di un istruttore di vela, che nonostante il gesto eroico, chiedono di mantenere l’anonimato.

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Flavia Pipponzi

Attorno alle 11 di sabato scorso il 52enne era al largo tra Porto Potenza e Civitanova (Fontespina) quando ha perso i sensi: non è chiaro se colpito dal boma dopo una strambata (una manovra che consente il cambio di direzione e che provoca lo spostamento della vela e del boma) o a causa di un malore.

È finito in mare perdendo i sensi. Ritrovatosi al largo e avendo ripreso conoscenza ha provato a nuotare contro vento e con onde alte anche 60 centimetri e mare mosso, si è anche spogliato per evitare che il peso degli abiti lo portasse a fondo, ma la corrente era fortissima e quando è stato ripescato era stremato.

Se lui è finito in mare, l’imbarcazione, un 12 metri a vela, ha invece continuato la rotta col pilota automatico e la vela spiegata.

Ed è stato provvidenziale il passaggio del natante nel campo di regata della giovane Flavia Pipponzi, 21 anni di Civitanova che in quel momento si trovava in mare col gommone assieme ad alcuni allievi, di cui alcuni su due derive a vela 420. «Ho visto questa barca con il gennaker incaramellato sul fiocco di prua (la vela era attorcigliata, ndr) e mi è sembrato strano, al timone non c’era nessuno e subito ho pensato che il conducente potesse aver avuto un malore – racconta Pipponzi -. Era una situazione complessa perché non potevo seguire la barca e lasciare i minori che erano con me da soli, per cui gli siamo andati dietro e nel frattempo ho chiamato al club Vela e la Capitaneria dando l’allarme. La barca andava anche veloce per cui non era semplice stargli dietro. Abbiamo provato ad abbordarla arrivando da poppa, siamo arrivati alla foce del fiume Chienti, eravamo ormai a Porto Sant’Elpidio e ho fatto salire uno dei ragazzi che era sul gommone con me per verificare se il comandante fosse all’interno. Abbiamo urlato “C’è qualcuno, c’è qualcuno?” ma non avendo ricevuto risposta pensavamo al peggio. Una volta abbordata la barca invece ci siamo accorti che all’interno non c’era nessuno. Nel frattempo dietro a noi erano arrivate altre barche che come me avevano assistito alla scena e un uomo a bordo di un’altra imbarcazione è salito e ha bloccato la barca e poi riportato il natante in porto».

Nel frattempo marinaio e istruttore su un altro gommone si sono diretti verso nord seguendo la linea della scogliera e cercando di scorgerlo. Non era semplice perché il mare era grosso e l’onda alta anche 60 centimetri. Fortunatamente è stato visto a pelo dell’acqua fra i marosi e sono riusciti a raggiungere il 52enne che era cosciente seppur ormai sfinito e dolorante per alcune ferite riportate nella caduta. Si trovava a circa 600 metri dalla costa, aveva nuotato a lungo e poi allo stremo si stava lasciando andare. I soccorritori lo hanno tirato su di peso e gli hanno messo qualcosa addosso. Era infreddolito e senza più forze. Una volta arrivati al porto l’uomo è stato condotto all’ospedale di Civitanova per le cure necessarie.


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