Aggressione a Montacuto:
agente preso a pugni
ANCONA – Il detenuto ha colpito al volto il poliziotto della penitenziaria provocandogli una frattura all’arcata sopracciliare. Il vice segretario regionale dell’Uspp, Riccardo Casciato: «Non è più tollerabile lavorare in queste condizioni, con organici ridotti all’osso e senza tutele adeguate per garantire la sicurezza»
Un nuovo, grave episodio di violenza si è consumato ieri, intorno alle 19,30, nel carcere di Montacuto, ad Ancona, ai danni del personale della Polizia Penitenziaria.
Un agente in servizio è stato brutalmente aggredito da un detenuto italiano di 40 anni, di origine pugliese, che all’improvviso e senza alcun motivo gli ha sferrato un pugno al volto.
Lo rende noto il sindacato di polizia Penitenziaria Uspp. A seguito dell’aggressione, il poliziotto ha riportato un forte trauma facciale con un occhio nero e la frattura dell’arcata sopracciliare destra, per la quale si è reso necessario l’intervento del personale sanitario.
Il sindacato esprime la massima solidarietà al collega ferito, augurandogli una pronta guarigione, ma denuncia con fermezza una situazione che ha ormai superato ogni limite di sicurezza all’interno degli istituti di pena.
«La Polizia penitenziaria è diventata ormai carne da macello, lasciata e abbandonata a se stessa di fronte a una violenza quotidiana e ininterrotta», dice il vice segretario Regionale Riccardo Casciato. «Non è più tollerabile lavorare in queste condizioni, con organici ridotti all’osso e senza tutele adeguate per garantire la sicurezza di chi rappresenta lo Stato all’interno degli istituti».
Il sindacato rinnova con forza la richiesta alle istituzioni e al Ministero della Giustizia di interventi immediati, strutturali e severi per ripristinare l’ordine e la legalità negli istituti penitenziari, prima che si debba assistere a tragedie ancora più gravi.