Unimc a Glasgow:
c’è la conferenza europea
sull’internazionalizzazione
MACERATA - John McCourt unico rettore italiano presente alla 36esima Conferenza annuale della Eaie. «Le università devono costruire ponti»

Il rettore John McCourt insieme ai rappresentanti di Erua
L’Università di Macerata è a Glasgow per la 36esima Conferenza annuale della European association for international education (Eaie), uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Oltre settemila i partecipanti arrivati da tutto il mondo, con più di 240 sessioni dedicate a programmi europei, mobilità, partnership internazionali, innovazione didattica e politiche universitarie.
A rappresentare Unimc c’è il rettore John McCourt, presente con una doppia veste: quella di rettore dell’Ateneo maceratese e quella di presidente del Board of Rectors della European Reform University Alliance (Erua). McCourt è inoltre l’unico rettore di un’università italiana presente alla conferenza.
Con lui a Glasgow ci sono la prorettrice all’internazionalizzazione Emanuela Giacomini e Antonella Tiberi, responsabile dell’area internazionalizzazione. Una presenza che affianca alla rappresentanza istituzionale di Erua anche una serie di incontri bilaterali con università, reti e potenziali partner internazionali.

La prorettrice all’internazionalizzazione Emanuela Giacomini, il rettore John McCourt e la responsabile dell’area internazionalizzazione Antonella Tiberi
Tra gli appuntamenti, McCourt ha incontrato il console generale d’Italia per la Scozia, Luca Fratini, e ha partecipato all’Italian Reception organizzato da Uni-Italia e Indire, portando il saluto in qualità di membro del Consiglio di amministrazione di Uni-Italia in rappresentanza della Crui. L’incontro ha riunito rappresentanti di università e agenzie internazionali e numerosi atenei italiani.
«Essere presenti a Glasgow significa partecipare al luogo nel quale si sta discutendo il futuro internazionale dell’università – sottolinea McCourt –. In un mondo che sembra spesso orientarsi verso nuove chiusure e contrapposizioni, le università devono muoversi nella direzione opposta. La loro natura è transnazionale: devono costruire ponti verso nuove conoscenze, mantenere aperti gli spazi del dialogo e creare opportunità per studenti, ricercatori e territori».
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Il ritmo della rivoluzione”, un invito al mondo universitario a ripensare i modelli esistenti e rafforzare la collaborazione internazionale. Nel programma oltre 240 sessioni, con un confronto sui principali temi legati al futuro dell’istruzione superiore.
«L’internazionalizzazione non è un’attività accessoria, ma una responsabilità fondamentale dell’università contemporanea» aggiunge McCourt.
La presenza della delegazione maceratese consente così di unire la dimensione istituzionale e quella operativa, con l’obiettivo di trasformare gli incontri internazionali in nuove opportunità per studenti, ricercatori e per l’intera comunità accademica.
«La presenza congiunta del rettore, della prorettrice e dell’area internazionalizzazione – conclude McCourt – ci permette di tenere insieme la dimensione politica, quella accademica e quella operativa. Rappresentiamo Erua, ma nello stesso tempo presentiamo la specificità e le competenze di Unimc, costruendo rapporti che possano tradursi in opportunità concrete per tutta la nostra comunità universitaria».