«La demolizione della scuola Medi
obbligatoria per realizzare il nuovo plesso
altrimenti avremmo perso i fondi»

MACERATA - Gli assessori Andrea Marchiori e Lorella Benedetti spiegano l'operazione: «Non è stata una scelta discrezionale nostra, ma un requisito inderogabile del bando e del finanziamento ottenuto». La stoccata del titolare dei lavori pubblici a Michele Lattanzi (L'Altra Macerata) che chiedeva lo stop per riconvertire l'edificio in centro di aggregazione: «Questo non è solo populismo, ma incompetenza»

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«Sulla scuola Enrico Medi è necessario fare chiarezza, soprattutto nei confronti delle famiglie e della comunità del quartiere Vergini. La demolizione dell’edificio non è una scelta discrezionale dell’amministrazione comunale, ma un requisito previsto dal bando attraverso il quale il Comune ha ottenuto le risorse per realizzare la nuova scuola». Lo chiarisce l’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori, intervenendo sulla proposta di riconvertire l’attuale edificio della scuola Medi in uno spazio destinato ad attività culturali e sociali.

«Il Comune di Macerata si è aggiudicato il bando “Scuola Futura” – spiega Marchiori – che prevedeva la  demolizione e la ricostruzione di una scuola caratterizzata da un basso indice di vulnerabilità sismica e situata in un’area classificata a rischio. Il progetto nasce quindi con un obiettivo preciso: sostituire l’attuale edificio con una struttura nuova, sicura e adeguata alle esigenze della comunità scolastica. Abbiamo lavorato con il Ministero per ottenere una soluzione che consentisse di delocalizzare la nuova costruzione e, contemporaneamente, di mantenere la vecchia scuola fino a quando la nuova sede non fosse pronta. È stata una scelta importante per evitare disagi alle famiglie e garantire la continuità delle attività didattiche. Il target Pnrr relativo alla demolizione è fissato al 31 agosto 2026: rispettarlo non è quindi una scelta dell’amministrazione, ma un requisito inderogabile del bando e del finanziamento ottenuto».

Sul tema interviene anche l’assessore alla cultura e all’istruzione Lorella Benedetti. «Comprendiamo il valore affettivo e le suggestioni di chi propone il reimpiego di un edificio che ha rappresentato per anni un punto di riferimento per il quartiere ma il nostro compito come amministrazione è guardare alla sicurezza dei nostri ragazzi e al futuro della città con responsabilità ed efficacia – dice Benedetti – il finanziamento Pnrr ottenuto per la scuola Enrico Medi ha regole chiare e vincolanti ed è destinato alla sostituzione edilizia, con l’obiettivo di garantire agli studenti una struttura moderna, sicura dal punto di vista sismico ed ecologicamente all’avanguardia. Modificare radicalmente la destinazione dell’edificio o rinunciare alla demolizione significherebbe perdere irrimediabilmente i fondi europei, lasciando al quartiere un immobile fatiscente e strutturalmente debole, che dovrebbe essere mantenuto con risorse comunali limitate. La nostra scelta non è una mancanza di ascolto, ma un atto di responsabilità verso le famiglie, gli alunni e il personale scolastico del quartiere Vergini e dell’intera città. Abbiamo il dovere di utilizzare nel modo più efficace le risorse ottenute e di consegnare agli studenti una scuola adeguata alle esigenze del presente e del futuro».

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L’ingresso della scuola Medi

Marchiori ne ha anche per Michele Lattanzi, consigliere de L’Altra Macerata,  che auspicava di poter fermare in extremis la demolizione per cercare di recuperare l’edificio e destinarlo a un centro di aggregazione. «La sinistra – aggiunge l’assessore – che per 20 anni ha promesso alle famiglie la nuova scuola delle Vergini, oggi crea ad arte una polemica priva di fondamento. È desolante come possa essere strumentalizzata una notizia così bella per la città, per i bambini e i docenti, questo non è solo populismo, ma incompetenza. Lattanzi dovrebbe sapere che la demolizione è un target del bando Pnrr non una scelta derogabile».

Sul fronte della continuità didattica, le attività scolastiche seguiranno il normale calendario, ma saranno temporaneamente avviate alla sede centrale dell’Istituto comprensivo Fermi, così da consentire la formalizzazione delle certificazioni necessarie all’agibilità della nuova sede. Il trasferimento temporaneo è stato comunicato alle famiglie dalla dirigente scolastica Federica Lautizi, che ha spiegato come la soluzione sia stata individuata “dall’esigenza di garantire la piena funzionalità e un’adeguata organizzazione a tutela degli alunni e dei docenti per il prossimo anno scolastico. «Il calendario scolastico non subirà variazioni – si legge nella comunicazione della dirigente – le lezioni inizieranno regolarmente e la permanenza nella sede provvisoria sarà per un tempo limitato, strettamente necessario a completare gli ultimi interventi e tutti gli adempimenti di legge previsti. Anche questo passaggio dimostra come l’obiettivo dell’amministrazione sia quello di accompagnare la comunità scolastica durante una fase di transizione, riducendo al minimo i disagi. La priorità resta una: realizzare una scuola nuova, sicura, moderna e capace di rappresentare un investimento concreto sul futuro del quartiere Vergini e dell’intera città».

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