Sicurezza, Fratelli d’Italia passa alla fase due:
la mala movida arriva in Consiglio
CIVITANOVA - Dopo l’ultimatum al sindaco, i consiglieri di FdI protocollano una mozione con sei richieste: «Ora non ha più alibi, deve dire se intende attuarle, Ciarapica non può continuare a raccontare una città sicura se poi, davanti alle nostre proposte concrete, la risposta dell'amministrazione rimane sostanzialmente il rinvio»

Siria Carella, Roberto Tiberi e Paolo Nori del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia fase due. Dopo la conferenza stampa nella quale i meloniani di Civitanova hanno fatto una serie di richieste al sindaco sulla sicurezza, non essendo successo nulla in questa prima fase, FdI passa alla seconda: le richieste arrivano in consiglio comunale.

Pierpaolo Borroni
I consiglieri hanno protocollato una mozione con la quale si chiede al sindaco di passare dalle parole ai fatti: «Le nostre richieste sono ancora quasi totalmente inevase, Ciarapica non può continuare a raccontare una città sicura e poi non prenderle in considerazione» dicono dal gruppo consigliare Andrea Ruffini, Roberto Tiberi, Pierluigi Capozucca, Siria Carella e Paolo Nori. La mozione sulla mala movida arriva dunque in consiglio dopo che le richieste del partito a Ciarapica erano state oggetto di una conferenza stampa pubblica nella quale si dava un ultimatum a Ciarapica per realizzare le promesse fatte. Un atto quello di rendere pubblico un’inefficienza dell’amministrazione che ha aperto le porte alla crisi in maggioranza deflagrata con il consiglio comunale.

«Ringraziamo le forze dell’ordine per il lavoro svolto, ma il Comune deve fare la propria parte – dice il gruppo consiliare di Civitanova – Ciarapica non può continuare a rimandare. Non abbiamo intenzione di fare polemica con chi ogni giorno è in prima linea per garantire la sicurezza della nostra città, ma il problema è che non può essere sempre e soltanto lo Stato a dover intervenire e sul fronte delle politiche comunali di sicurezza, della prevenzione e del coordinamento, continuiamo a registrare un ritardo che non è più accettabile».

La mozione chiede al sindaco di attivarsi concretamente su 6 direttrici fondamentali: il rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle zone più critiche, l’istituzione di un osservatorio istituzionale sul disagio giovanile, la creazione di un tavolo permanente per la sicurezza urbana, protocolli di collaborazione tra Comune, forze dell’ordine, polizia locale, attività economiche e vigilanza privata per contrastare la “mala movida”, il potenziamento degli strumenti tecnologici di sicurezza e, infine, la ricerca di finanziamenti regionali, statali ed europei, videosorveglianza nei parchi.
«Queste non sono richieste campate in aria e non sono slogan da campagna elettorale – attacca il gruppo consiliare –. Sono proposte precise, realizzabili e soprattutto necessarie per una città delle dimensioni e dell’importanza di Civitanova. Il sindaco ha davanti a sé una mozione che mette nero su bianco ciò che dovrebbe già essere una priorità dell’amministrazione. La sicurezza non si governa con i comunicati stampa dopo le risse, né con gli annunci quando la situazione diventa politicamente imbarazzante. Si governa prima, attraverso prevenzione, coordinamento, presenza sul territorio e programmazione. Ed è esattamente ciò che chiediamo al sindaco. Ciarapica non può continuare a raccontare una città sicura se poi, davanti alle nostre proposte concrete, la risposta dell’amministrazione rimane sostanzialmente il rinvio. Se il sindaco ritiene che queste misure siano utili, le attui. Se ritiene che non servano, venga in Consiglio comunale e lo spieghi pubblicamente ai cittadini. Ora il sindaco non ha più alibi: in Consiglio comunale dovrà dire chiaramente se intende mettere in pratica queste proposte oppure continuare a rimandare».
Fdi boccia Ciarapica sulla sicurezza e lancia l’ultimatum: «Ora cambio di rotta» (Video)
…Sicurezza sicurezza,
primavera d’amarezza,
nella vita e incertezza,
il tuo urlo grida e va… m.g.
…sarà dura, molto dura, oramai… gv
Voi non avete più una alibi per tenere Civitanova ancora ostaggio di un’amministrazione inesistente e di un sindaco che non si sa a che partito appartiene.