«Controllo del vicinato,
perplessità non sul progetto
ma sul regolamento»
TOLENTINO - Fratelli d'Italia precisa la sua posizione dopo l'astensione in Consiglio che il sindaco Mauro Sclavi non aveva mancato di sottolineare: «Il testo non prevedeva requisiti chiari per ricoprire l’incarico, né la durata del mandato del coordinatore. Non siamo di certo contro questo strumento o contro la singola persona»

Il gruppo Fdi
«Non si votava la volontà o meno di attivare il Controllo del vicinato, ma il regolamento che avrebbe dovuto disciplinarne il funzionamento. E su un regolamento che riguarda un tema così sensibile servono chiarezza, precisione, garanzie e ruoli ben definiti». È la risposta dei quattro consiglieri di minoranza di Fdi alla maggioranza, che li aveva accusati di essersi astenuti dal voto sul controllo del vicinato nell’ultimo Consiglio comunale di Tolentino.
A loro volta, anche Silvia Luconi, Silvia Tatò, Monia Prioretti e Francesco Colosi, si stupiscono che la maggioranza «provi a trasformare un’astensione responsabile in una polemica politica, attribuendo a Fratelli d’Italia posizioni che non ha mai espresso». Per i quattro, il partito della Meloni «non è e non sarà mai contro la sicurezza dei cittadini, né contro il Controllo del vicinato – dicono in una nota – al contrario, proprio perché riteniamo questo tema serio e delicato, abbiamo scelto un atteggiamento prudente, responsabile e non ideologico. Astenersi su quel regolamento non significa bocciare la sicurezza, ma chiedere che un testo su un tema così importante sia scritto bene, sia completo e sia realmente applicabile».
Il gruppo evidenzia che in assise sono state segnalate diverse criticità, in particolare sulla figura del coordinatore generale. «Il testo non prevedeva requisiti chiari per ricoprire l’incarico, né la durata del mandato – aggiungono – Mancavano criteri puntuali per l’eventuale revoca e non era prevista alcuna procedura di garanzia o di ricorso». Inoltre, «il coordinatore generale avrebbe potuto avvalersi di personale esterno ai gruppi, senza che fosse chiarito se tali soggetti dovessero essere sottoposti agli stessi controlli e alle stesse regole previste per tutti gli altri componenti». Su questo punto ha convenuto anche il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Massi Gentiloni Silverj. I consiglieri sottolineano che le loro osservazioni «non riguardano in alcun modo la persona oggi individuata per questo ruolo, ma il regolamento e il modo in cui è stato costruito. Decidere come disciplinare ruoli, requisiti, garanzie e procedure è una responsabilità di chi governa e porta l’atto in Consiglio comunale».
Questo per i meloniani il punto politico: «Ancora una volta emerge l’inadeguatezza di questa maggioranza nel predisporre regolamenti completi, chiari e realmente applicabili. Su temi delicati come la sicurezza non ci si può permettere superficialità, né testi lacunosi, né passaggi lasciati all’interpretazione». Ad astenersi non sono stati soltanto i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia, ma complessivamente sette consiglieri comunali, tutta la minoranza. «La maggioranza si stupisce della nostra astensione – proseguono – noi ci stupiamo della leggerezza con cui viene portato in Consiglio un regolamento su un tema così sensibile, con vuoti e passaggi poco chiari. La sicurezza non si difende con la propaganda, ma con regole serie. La città non si amministra con slogan e forzature politiche, ma con atti chiari, responsabilità e rispetto dei cittadini».
Ok al controllo del vicinato, «stupisce l’astensione di Fratelli d’Italia»
Per la sicurezza lasciate fare a loro, ne rivendicano l’esclusiva a livello internazionale, almeno a chiacchiere. Ci mancherebbe che aderissero a un progetto altrui è che solo per questo motivo sarà sicuramente sbagliato.