“Art&Co.” abbassa la serranda:
«Venticinque anni non si dimenticano»
TOLENTINO - Chiude uno dei negozi più amati in città. La titolare, Monica Fammilume, presidente del Comitato commercio centro storico: «Un capitolo si chiude, ma i ricordi restano tutti. Sono felice di aver fatto questa scelta a cui pensavo da tempo. Ho avuto un’opportunità e non me la potevo far scappare»

Monica Fammilume
di Francesca Marsili
«Dopo 25 anni di moda, storie e sorrisi condivisi con voi, è arrivato il momento di salutarci. Un capitolo si chiude, ma i ricordi restano tutti». Così Monica Fammilume, titolare del negozio di abbigliamento e accessori Art&Co. di Tolentino, annuncia la chiusura della sua attività. Parole essenziali, come si addice a chi non ama il melodramma. Ma bastano a capire il peso di quella decisione: la scelta consapevole di chi sa riconoscere la fine di un ciclo e di qualcosa che stenta a rinascere, in una città con le ferite dal terremoto del 2016 ancora ben in vista.
Presidente del Comitato commercio centro storico, saluta la città che ha difeso con tenacia e la categoria che ha guidato attraverso periodi difficili, dalla pandemia al post-sisma del 2016 alle sfide del commercio contemporaneo: «Grazie per essere stati parte di questo viaggio». In quella veste ha combattuto battaglie, in primis nella fase di ricostruzione post terremoto. Ha preso la parola nelle assemblee scomode, ha firmato lettere, ha rivendicato i diritti e lottato in prima linea con i colleghi, cercando di dimostrare che il commercio di prossimità è l’ossigeno di una comunità. Nelle sue parole c’è la consapevolezza di chi ha dato tutto e ora guarda al futuro. «Questi 25 anni del mio negozio fanno parte di un capitolo della mia vita vissuti con molta determinazione e passione. Ora è chiuso – dice -. Nulla è per sempre e sinceramente sono felice di aver fatto questa scelta a cui pensavo da tempo. Ho avuto un’opportunità e a 55 anni non me la potevo far scappare. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti i miei colleghi». Cala così il silenzio in quella vetrina della centralissima via Pacifico Massi, là dove per un quarto di secolo ha brillato un’insegna, si sono consumate confidenze da camerino e si sono scelti abiti per i piccoli e grandi giorni della vita. E Tolentino perde qualcosa che non si trova nei bilanci. Fammilume ha aperto le porte di Art&Co. nel Duemila, quando il centro storico di Tolentino era ancora un cuore che batteva forte. Da allora, quel negozio di abbigliamento e accessori è diventato molto più di un punto vendita: uno spazio di relazione, un luogo dove la moda era pretesto per l’incontro, dove ogni cliente era persona, non scontrino.
Venticinque anni di moda, di vetrine illuminate, di storie incrociate sulla soglia e di sorrisi condivisi con l’intera comunità. Un quarto di secolo non è solo un traguardo commerciale, è un pezzo di vita di chi ci ha creduto e di storia cittadina. Per questo la notizia della chiusura di Arte&Co, nel cuore di Tolentino, lascia un velo di nostalgia che si sovrappone a quello di chi, prima di lei, ha deciso di abbassare per sempre la serranda. Il commercio di vicinato in Italia perde migliaia di insegne ogni anno. Le cifre le conosciamo, le commentiamo, le dimentichiamo in fretta. Ogni chiusura, però, è una storia che finisce, un presidio del territorio che sparisce, un’ulteriore crepa nel tessuto di quei centri storici che diciamo di voler salvare e che continuiamo – lentamente, inesorabilmente – a lasciare andare. La chiusura di Arte&Co non fa eccezione. Ma Monica Fammilume, con i suoi venticinque anni e le sue battaglie, merita almeno che se ne tenga memoria. La chiusura di un’attività storica, tuttavia, non può non aprire una riflessione profonda sul destino dei piccoli borghi e sulle abitudini di consumo contemporanee.
A dare voce a questo sentimento è la collega commerciante Jennifer Tiberi, che esprime piena solidarietà a Monica ma lancia anche un monito importante: «Noi cittadini dovremmo cambiare mentalità dice -. Stiamo prendendo abitudini insane: acquistiamo su internet o nelle grandi catene invece di dare valore a commercianti che ponderano ogni singola azienda e tessuto, scegliendolo con cura. Scegliendo il fast fashion e il web siamo noi stessi gli artefici di tutto ciò che accade nel nostro centro storico, e forse un po’ dovremmo sentirci tutti in colpa». Tanti i messaggi di dispiacere per la chiusura e di affetto alla tolentinate: «La tua gentilezza e simpatia resteranno per sempre in noi clienti» dice Vania Longhi. «Ho la casa piena degli accessori presi da te – aggiunge dispiaciuta Federica Reali – quante chiacchierate su ogni cosa».