Giulia Miconi
C’è un legame tra le piste d’atletica di Macerata ai grandi palcoscenici. L’ultima conferma arriva dal Brasile, dove la maceratese Giulia Miconi, 25 anni, ha onorato la maglia azzurra ai Campionati mondiali di marcia a squadre. Una trasferta lunga, faticosa, e che forse solo chi insegue un sogno fin da bambina può comprendere appieno.
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Dopo un pre-camp di adattamento a San Paolo iniziato la domenica di Pasqua, la delegazione azzurra di cui la maceratese faceva parte si è spostata a Brasilia per la competizione del 12 aprile. Giulia Miconi è scesa in strada per il debutto assoluto di una nuova distanza: la mezza maratona femminile (21,097 km). In un contesto climatico proibitivo, con un caldo torrido che ha messo a dura prova anche i veterani, l’atleta maceratese ha stretto i denti. «Ho gareggiato con un caldo terribile – racconta – su circa 100 partenti sono arrivata 45esima, terza tra le cinque italiane in gara. È stata la mia prima esperienza di questo livello: indossare la maglia dell’Italia è un’emozione immensa, ma anche una grande responsabilità. Gareggiavamo contro i più grandi del mondo e non volevo essere da meno rispetto alla squadra. Ho dato fondo a ogni singola energia per dare il mio contributo al gruppo».
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La spedizione azzurra ha parlato decisamente maceratese. Oltre a Miconi, erano presenti altri due nomi dell’atletica locale: Michele Antonelli (Aeronautica Militare) ed Elisa Marini (Cus Macerata). Il percorso di Giulia Miconi è l’emblema della costanza. «Tutto è iniziato in prima media con l’atletica leggera – racconta -, poi l’incontro con la marcia grazie a Paola Bettucci. Da lì, una crescita costante sotto la guida del suo attuale tecnico, Diego Cacchiarelli. Un viaggio sportivo partito dall’Avis Macerata, passato per il Cus Macerata e approdato oggi al prestito con il Cus Pro Patria Milano, città dove ho appena concluso la laurea magistrale in Scienze Motorie». Sì, perché il suo futuro Giulia Miconi lo immagina sportivo: «Il mio Piano A è l’atletica – confida -. Nonostante le difficoltà di uno sport di fatica che richiede dedizione assoluta, l’obiettivo principale resta quello di trasformare la passione in professione». Ma la maturità dell’atleta si vede anche nella capacità di guardare avanti: «Come seconda chance c’è l’insegnamento. Ho appena presentato domanda e ora aspetto la chiamata dalle scuole».
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Grande Giulia
Congratulazioni!!!
Complimenti Giulia
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