
Louis Lortie con la Form
di Marco Ribechi
Lortie sostituisce l’attesissimo Lonquich alla guida della Form ma il successo e l’entusiasmo del pubblico è comunque alle stelle.
Il fuori programma, nel mondo della grande musica, è spesso l’occasione per misurare la solidità di una stagione e la capacità di risposta del suo pubblico. Dopo la grande attesa per il ritorno di Alexander Lonquich sul palco del Lauro Rossi, osannato lo scorso anno dopo un concerto strepitoso (leggi l’articolo) l’improvviso infortunio del maestro ha imposto un cambio di rotta che ha portato a Macerata Louis Lortie, pianista franco-canadese di fama internazionale e solida caratura tecnica. Una splendida scoperta per il pubblico maceratese che ha potuto godere di una notte di musica di primissimo livello. Infatti non si è trattato di un semplice rimpiazzo, ma di una rilettura coerente e professionale che ha confermato l’alto livello della rassegna sinfonica 2026, trovando in Lortie un interprete capace di unire il rigore della direzione al virtuosismo solistico con una profonda carica emotiva.

Il Maestro nella doppia veste di direttore esecutore
Nella duplice veste di guida e protagonista alla testa dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, Lortie ha aperto la serata con il Concerto n. 20 in re minore K 466 di Mozart, composizione del 1785 che segna un punto di rottura verso la modernità. Il pianista si è distinto per un tocco di particolare limpidezza e precisione, restituendo l’atmosfera tesa e appassionata del genio salisburghese senza mai scivolare nell’enfasi eccessiva, ma mantenendo un controllo formale che ha reso la parte mozartiana il momento tecnicamente più convincente della serata. Il dialogo tra solista e orchestra è apparso equilibrato, evidenziando quelle sfumature espressive che già prefigurano l’inquietudine del Romanticismo.

La serata è proseguita con le architetture di Felix Mendelssohn-Bartholdy, a partire dall’Ouverture “La favola della bella Melusina”, dove la Form ha dato prova di buona coesione timbrica evocando con garbo il tema leggendario caro alla letteratura tedesca. In chiusura, il Concerto n. 1 in sol minore Op. 25 ha mostrato il lato più atletico e brillante di Lortie; il pianista ha gestito con naturalezza le difficoltà del virtuosismo strumentale, integrandosi perfettamente in quel dialogo intrecciato con la compagine orchestrale che Mendelssohn volle recuperare proprio in quest’opera scritta tra Roma e Monaco. Una prova di grande solidità che ha riscosso il pieno consenso del Lauro Rossi, confermando Lortie come un ospite che sicuramente ha lasciato il segno nel cuore degli appassionati maceratesi.
Il concerto è ora pronto a replicare nelle prossime tappe regionali: la produzione Mozart-Mendelssohn sarà infatti di scena questa sera a Tolentino e successivamente a Senigallia, dove la Filarmonica Marchigiana riceverà il prestigioso premio Tiberini d’Oro, prima dell’ultima esibizione al Teatro di Terni.
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