
Il fondatore di Orim Alfredo Mancini
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Orim si lancia nel futuro con l’avvio di uno sviluppo industriale che prevede importanti investimenti nello stabilimento di Macerata e l’inserimento di 37 nuove figure professionali nei prossimi mesi.

Orim è un’impresa riconosciuta a livello internazionale nel settore del recupero delle materie prime critiche (Crm) e si avvia a potenziare le proprie linee dedicate al recupero e riciclo di metalli preziosi e strategici tra cui vanadio, molibdeno, nickel, cobalto, rame e tungsteno materiali oggi essenziali per la transizione energetica, l’industria chimica e le tecnologie avanzate. Il nuovo piano occupazionale riguarda sia le aree tecniche (calcinazione, idrometallurgia, elettrolisi, fonderia, manutenzioni) sia le funzioni commerciali e amministrative. Particolare attenzione ai diplomati degli istituti tecnici e professionali del territorio, la cui formazione rappresenta un elemento strategico per affrontare le sfide tecnologiche dei nuovi impianti, oltre a specifici laureati tecnici. Il percorso di inserimento prevede formazione dedicata, affiancamento e la possibilità di operare su tecnologie avanzate come processi idrometallurgici, elettrolitici e attività di manutenzione specializzata.
Negli ultimi due anni Orim ha accelerato il proprio sviluppo grazie anche all’ingresso del fondo Xenon, che nel 2024 ha acquisito il 70% dell’azienda, consentendo la realizzazione di nuovi impianti per un investimento complessivo di circa 10,5 milioni. Il fatturato è passato da 24,8 milioni nel 2024 a 27,3 milioni nel 2025, con una previsione di crescita fino a 40 milioni nel 2026 e 50–60 milioni nel 2027. Orim è l’unico impianto in Italia capace di combinare processi termici e idrometallurgici per il recupero dei metalli considerati strategici, una rarità anche a livello europeo. L’azienda è l’unica in Italia capace di combinare processi termici e idrometallurgici per il recupero di metalli presenti nei rifiuti, trasformando scarti industriali in risorse fondamentali per batterie, mobilità elettrica, catalizzatori e tecnologie per l’efficienza energetica.

Alfredo Mancini
«Orim ha una sua unicità a livello nazionale ed è tra le poche aziende anche a livello europeo che ha questo target di lavoro di recupero di materiali critici che servono per tutte le attività innovative e per lo sviluppo dell’economia circolare – ha detto Alfredo Mancini, amministratore delegato Orim – cerchiamo ingegneri e chimici, poi ragazzi giovani, usciti dalle scuole tecniche tipo Ipsia o Montani che hanno voglia di fare e di costruirsi una carriera importante in Orim. Abbiamo bisogno di personale capace di utilizzare le attrezzature che abbiamo. Un conto è infatti mettere mano su un rifiuto altro è usare un impianto elettrico. I nuovi assunti avranno stipendi ben pagati nell’ambito del settore ambientale e la possibilità di crescere in azienda. Qui c’è la possibilità di inserire giovani locali e dar loro un’opportunità. L’ingresso del gruppo Xenon è un’occasione che abbiamo colto al volo. In questi ultimi anni non nascondo che ho incassato diverse “bastonate”: la prima nel terremoto del 2016 quando volevo realizzare un impianto a Muccia da 15 milioni di euro in accordo con Invitalia per sviluppare la Orim che è stato bloccato. Poi l’anno dopo muore mio figlio Andrea, che era amministratore delegato dell’azienda, in un momento in cui ero incerto su come andare avanti. A questo punto ecco che diverse società esterne si sono avvicinate a noi, in particolare dei fondi che però erano interessati esclusivamente alla parte economica. Con Xenon invece ci siamo intesi subito: la trattativa è durata otto mesi. Hanno tirato fuori 10 milioni subito per acquisire il 70% ed iniziare con altri 7 milioni di euro per fare l’investimento: anche io ho investito parte del ricavato della vendita delle quote in azienda per migliorarla. Se non ci fosse stato l’intervento di Xenon non so che fine avrebbe fatto la Orim. Così invece l’azienda non solo resta sul territorio ma si rilancia con questo piano di assunzioni».

Georg von Kriegsheim, direttore generale dell’azienda
Il recente potenziamento impiantistico, con tre nuovi forni rotativi con capacità fino a 1.450 kg/h e otto reattori da 8mila litri, e l’investimento complessivo da 10,5 milioni di euro sostenuto dal fondo Xenon, hanno trasformato lo stabilimento di Macerata in una vera miniera urbana ad alta tecnologia, dove attualmente lavorano 77 addetti. Orim è inoltre il primo impianto pilota europeo su scala industriale per il riciclo della grafite da scarti di produzione delle batterie al litio, grazie al progetto Life Graphirec. Un risultato che rafforza la sicurezza energetica europea, perché la grafite è una delle materie prime più critiche per la mobilità elettrica e per i sistemi di accumulo.
«L’idea è quella di investire in Orim ma anche di ampliare l’azienda tramite acquisizioni di altre imprese per creare un polo ancor più di eccellenza – ha sottolineato Georg von Kriegsheim, direttore generale dell’azienda – è stato facile scegliere di investire in Orim perché è un’impresa unica in Italia nella sua operatività e noi siamo un fondo che investe solo in Italia e che opera per la decarbonizzazione e l’economia circolare: sono tra i pochi al mondo a saper fare questo mestiere. In questo modo si recuperano materie critiche e oggi è fondamentale perché noi siamo dipendenti sia dalla Cina che dagli Stati Uniti e questo è un valore aggiunto per questa azienda. Le aziende che sono dentro questo nostro fondo hanno caratteristiche legate all’economia circolare, imprese solide con fatturati importanti, devono essere italiane e soprattutto in prospettiva siano vendibili perché la linea operativa del fondo è quella, dopo qualche anno, di vendere un asset ancora più rilevante di quello acquisito».
Alfredo Mancini ha concluso affermando come abbia «fondato Orim nel 1982 e da allora abbiamo sempre creduto che i rifiuti contenessero valore. Oggi, grazie ai nuovi impianti e alle competenze che stiamo formando, possiamo contribuire in modo concreto alla sicurezza delle materie prime strategiche per l’Europa».
Domani alle 11 alla galleria Antichi Forni ci sarà la premiazione dei vincitori della XXI edizione di ColorAmbiente, concorso artistico quest’anno a tema “L’ambiente e i cinque sensi” promosso dalla Orim con il Liceo Cantalamessa.
Congratulazioni all'ingegnere Alfredo Mancini per il prestigioso traguardo raggiunto. I risultati ottenuti evidenziano dedizione e professionalità. Un impegno costante che, nel corso degli anni, ha portato questa azienda nel classificarsi Leader a livello internazionale nel suo settore professionale. Complimenti!!!!
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