
Il sindaco uscente Sandro Parcaroli
di Luca Patrassi
Riunioni elettorali in serie in questi giorni per la messa in opera delle liste nel centrodestra. Diversi gli incontri nel weekend ed anche ad inizio di settimana. Domenica di passione per i centristi di Noi Moderati e Civici Marche che si incontreranno per la firma della accettazione di programmi e relative candidature. Tra i primi nomi in quota Noi Moderati ci sono Francesca Bonaduce, Guido Garufi, Luigi Carelli, Deborah Pantana. Mentre Civici Marche in città è guidata da Claudio Carbonari, consigliere comunale del Gruppo Misto.
Lunedì è in vista anche un direttivo della Lega: tra i salviniani è ancora notte fonda, ad iniziare dal commissario per le elezioni Renzo Marinelli che ieri non ha partecipato nemmeno a una riunione interpartitica con il sindaco Sandro Parcaroli, riunione convocata per definire alcuni aspetti organizzativi. Per ora tra i consiglieri uscenti leghisti sembra ci siano più no che disponibilità a un bis mentre Anna Menghi non ha ancora ufficializzato la sua decisione. Certa la candidatura dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori, mentre è in corso la composizione di una lista civica da parte di Giuseppe Romano, presidente dell’associazione commercianti del centro storico. Dunque in totale le liste della coalizione di centrodestra sarebbero sette considerando quella de “I Marchigiani” diventati “I Maceratesi” oltre ai partiti: Fdi, Forza Italia, Lega e Udc.
L’ex capogruppo regionale di Fdi Simone Livi ha annunciato che sarà della partita per le comunali. «Macerata ha bisogno di ascolto, competenza e capacità di visione – scrive – Intendo lavorare con serietà per dare voce alle esigenze reali del territorio e contribuire a costruire prospettive solide per il futuro».
Se i partiti sono alle prese con le liste, il candidato sindaco Sandro Parcaroli al momento non vuole esporsi, ha rifiutato eventuali confronti con altri candidati e rinviato interviste a Cronache a dopo Pasqua.
Intanto tiene banco la vicenda mattatoio con la società di gestione che ha annunciato per fine mese la sospensione dell’attività, stante il disavanzo di gestione. L’argomento è al centro di una nota inviata dall’ufficio stampa di Parcaroli. «Il tema mattatoio di Villa Potenza – si legge – è al centro dell’attività dell’amministrazione comunale che sta valutando la possibile acquisizione all’asta. Una scelta che prescinde dall’eventuale sospensione, già annunciata a breve termine, dell’attività di macellazione da parte dell’attuale società di gestione, circostanza sulla quale il Comune non ha margini di intervento. È in corso la definizione di un progetto di riqualificazione volto a rendere la struttura efficiente e sostenibile. Oggi, infatti, il mattatoio presenta un evidente sovradimensionamento rispetto agli obiettivi originari (doveva essere l’unico della provincia), con conseguenti costi di gestione elevati. Tra le priorità vi è l’efficientamento energetico, necessario a ottimizzare il rapporto tra consumi e prestazioni, ridurre sprechi e contenere i costi in bolletta, con benefici sia ambientali sia economici. Allo stesso tempo, sarà indispensabile intervenire sull’obsolescenza di macchinari e celle frigorifere. Una volta stimato l’investimento necessario a ripristinare la piena operatività dell’impianto, si procederà con la definizione del modello di gestione, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità finanziaria dell’intera operazione. In questo percorso, la redazione di un Pef (piano economico-finanziario) rappresenterà uno strumento essenziale per individuare un gestore attraverso una procedura a evidenza pubblica. Si tratta di un’azione complessa, che comporterà inevitabilmente una temporanea interruzione delle attività di macellazione. Proprio per questo, il Comune ha già avviato un tavolo di confronto con le amministrazioni interessate alla continuità del servizio e con le associazioni di categoria. L’obiettivo è sviluppare un progetto capace di garantire al mattatoio un futuro economicamente sostenibile e, al tempo stesso, offrire agli allevatori locali una risposta adeguata ai tempi. Non più, dunque, il ricorso a ingenti risorse pubbliche — come avvenuto fino a pochi anni fa ad opera di altre amministrazioni — per sostenere una struttura ormai fatiscente e strutturalmente in perdita».


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Certe persone escono dalla porta e cercano di rientrare dalla finestra, cambiano casacca a convenienza e alla fine male che vada diventano i franchi tiratori....pochi e buoni il popolo penso che voglia gente onesta e di qualità alla guida ...
La casa comunale deve avere le porte spalancate. Chi preferisce le stanze chiuse con i 'soliti noti' non sta amministrando, sta solo gestendo un circolo privato.
Ora va anche alle Olimpiadi a fare il salto con lasta! Che fenomeno!
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uhee bugiardone, sai dove devi mettertelo quel dito?
Per adesso non parla,,lo farà dopo Pasqua e dirà ” Non abbiate paura –perchè siete turbati “”” E ce lo domandi pure–???