
Guido Castelli, commissario per la ricostruzione
Per gli appartamenti Erap di via Pietro Nenni, lesionati dagli eventi sismici del 2016, in arrivo 2,7 milioni dall’Ufficio speciale della ricostruzione. La somma è stata concessa a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo, relativo all’intervento di riparazione e rafforzamento dell’edificio residenziale di edilizia pubblica.
Il fabbricato, che ospita 24 unità abitative distribuite in quattro corpi di fabbrica collegati da un nucleo centrale, presenta una struttura in cemento armato con tamponature in laterizio, coperture piane e altezze variabili fino a otto livelli. I danni prodotti dal sisma hanno generato un diffuso quadro fessurativo sulle pareti esterne e interne, con distacchi delle tamponature dalle strutture principali e vulnerabilità localizzate in diversi punti dell’edificio. Il progetto approvato prevede una serie di interventi di riparazione e rafforzamento locale mirati a ripristinare la piena agibilità dell’immobile e a migliorarne il comportamento sismico. Tra gli interventi più rilevanti figurano l’adeguamento delle tamponature con sistemi antiribaltamento, il confinamento di pilastri e nodi strutturali, il ripristino di calcestruzzi ammalorati e la sistemazione delle tramezzature interne. Le lavorazioni saranno accompagnate dal ripristino degli impianti e delle finiture e includeranno anche opere di efficientamento energetico, come la coibentazione dell’involucro e la sostituzione degli infissi.
«Con questo intervento, la ricostruzione pubblica compie un ulteriore avanzamento, restituendo un immobile strategico per l’offerta abitativa sociale e migliorando la sicurezza strutturale e la qualità dell’abitare – afferma il commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli – l’edilizia residenziale pubblica rappresenta un settore nodale del percorso di ripartenza dell’entroterra marchigiano colpito dal sisma». Dello stesso avviso il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi: «Fondamentale, perché riguarda le fasce più deboli della popolazione, quelle che hanno maggiore bisogno di risposte concrete».
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