«Via Roma chiusa, a Corneto
traffico quasi triplicato.
Ma la città sta collaborando»

MACERATA - Il punto del comandante della polizia locale Danilo Doria a due settimane dall'avvio del cantiere: «Il cuore della viabilità oggi è rappresentato dalla rotonda di via Mattei-via Cincinelli, dall'area del cimitero e dalla zona dell’ospedale. Solo in via Pancalducci tra le 7 e le 9 transitano circa 2.300 auto. Se riusciamo a guadagnare anche un solo secondo per ognuno, significa recuperare 24-25 minuti. Una signora ci ha portato due cioccolatini: la gente capisce il lavoro che stiamo facendo»

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La Polizia locale alla rotatoria di via Mattei-via Cincinelli

di Giulia Sancricca (foto Fabio Falcioni)

A due settimane dalla chiusura del passaggio a livello di via Roma, necessaria per consentire la conclusione dei lavori del nuovo sottopasso ferroviario, la viabilità di Macerata ha cambiato volto. Il traffico si è redistribuito su nuovi assi e la polizia locale è impegnata quotidianamente per gestire i flussi e ridurre i disagi.

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A fare il punto è il comandante Danilo Doria, che racconta i numeri, le criticità e anche qualche episodio che restituisce il lato umano del lavoro svolto dagli agenti. «Il cuore della viabilità oggi è rappresentato dalla rotonda di via Mattei-via Cincinelli, dall’area del cimitero e dalla zona dell’ospedale – spiega Doria – tutto il traffico che prima arrivava da Sforzacosta si concentra lì. Solo il 25% arriva da Pollenza, mentre la grande maggioranza proviene da Piediripa e da Corneto».

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Proprio da Corneto si registra l’aumento più evidente: «Abbiamo avuto un incremento esponenziale: il traffico è passato da circa 3.700 veicoli al giorno a 10-11mila, con picchi negli orari di punta». Le fasce più critiche restano infatti quelle del mattino e della sera.

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Danilo Doria, comandante della polizia locale di Macerata

«Gli orari di maggiore afflusso sono al mattino presto, dalle 12,30 alle 13,30 e poi dalle 17 alle 19,30, quando si concentrano sia le uscite che gli ingressi in città». Proseguendo con i numeri, sulla base dei transiti in entrata in città, elaborati con Targa System, il 16 febbraio, prima dell’inizio dei lavori con la conseguente chiusura del passaggio a livello di via Roma, i veicoli che arrivavano a Macerata dalla rotatoria di Piediripa erano 9.612; quelli da Sforzacosta in direzione Piediripa 1.158; quelli da Corneto 3.770 e da viale Indipendenza 3.932. Martedì 24 febbraio, terzo giorno interno di chiusura (che era scattata il sabato precedente), il flusso è aumentato del 15,07% alla rotonda di Piediripa (11.061 veicoli transitati); +14,68% per i veicoli da Sforzacosta in direzione Piediripa (1.328); +92,47% per Corneto (7.256) e +44,84% su viale Indipendenza (5.695).

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Il traffico in via Pancalducci

I rallentamenti, sottolinea il comandante, sono inevitabili. «L’aumento dei veicoli fa sì che si creino delle code, ma il piano predisposto dalla polizia locale è stato pensato proprio per mantenere il traffico il più possibile scorrevole. Il flusso è costante, ma la quantità di mezzi che arrivano porta inevitabilmente ad accodamenti progressivi». Per questo gli agenti presidiano gli incroci fin dalle prime ore del mattino. «Il segreto è iniziare presto – prosegue Doria -. Interveniamo sia sugli incroci principali che sulle vie secondarie. Nella zona del cimitero, ad esempio, i semafori sono a lampeggio e bisogna regolare l’arrivo dei mezzi da Vallebona e dall’arco delle Vergini, prestando particolare attenzione anche al passaggio degli autobus». Proprio il trasporto pubblico rappresenta uno dei nodi più delicati. «Dalle 7 alle 9, solo al cimitero, passano 28 autobus, di cui sei autosnodati. Sono mezzi molto capienti ma che occupano gran parte della carreggiata durante le manovre. Cerchiamo di agevolarne il passaggio, ma la velocità media del traffico resta quella».

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Il drone della Polizia locale

La gestione è diventata ancora più precisa grazie alla tecnologia: «Utilizziamo anche un drone che, manovrato da un collega, ci permette di osservare i flussi dall’alto e capire dove intervenire per calibrare meglio i tempi e ridurre le file».

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Un altro punto sensibile è l’area dell’ospedale: «Qui abbiamo registrato criticità soprattutto per chi deve accedere alla struttura. La presenza della sbarra ha creato problemi all’ingresso in via San Francesco, quindi abbiamo posizionato degli agenti per agevolare l’accesso. Ma ci siamo resi conto che ogni giorno è diverso dall’altro: università, visite mediche e attività degli studi professionali generano flussi variabili». Per questo l’organizzazione cambia continuamente. «Le postazioni e gli operatori sono sempre gli stessi, ma la gestione varia. A volte il traffico termina alle 8,20, altre alle 8,30. Ogni mattina facciamo aggiustamenti».

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I dati raccolti con le cosiddette spycam hanno portato anche a modifiche nella regolazione dei semafori. «Abbiamo visto che con i semafori a lampeggio la velocità media del traffico aumenta e i veicoli riescono a entrare negli incroci in tempi più rapidi. Solo al cimitero tra le 7 e le 9 transitano circa 2.300 auto. Se riusciamo a guadagnare anche un solo secondo per veicolo, significa recuperare 24-25 minuti complessivi nella gestione del flusso. Tempo che riusciamo a guadagnare anche con i volontari delle associazioni di viabilità: mettendo i semafori a lampeggio senza la richiesta per attraversare la strada – precisa Doria – ma con il volontario che ferma il traffico per i pedoni, si impiegano 10 secondi anziché 30 per ogni chiamata».

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Contrada Valteia, chiusa da pochi giorni per chi arriva da Corneto

Fondamentale è anche il coordinamento con le aziende di trasporto. «Il confronto è continuo. In base alle nostre indicazioni hanno adeguato alcune linee e gli eventuali ritardi, che in parte ci sono, rientrano comunque nei limiti di accettabilità per gli arrivi in centro, a piazza Pizzarello e agli istituti scolastici». Nonostante le difficoltà, Doria sottolinea la collaborazione dei cittadini: «Li ringrazio perché molti si sono adeguati: qualcuno anticipa la partenza di qualche minuto, altri scelgono percorsi diversi. Parliamo di cinque minuti che però fanno la differenza». E non manca qualche battuta. «Alcuni lavoratori della zona delle Vergini ci hanno detto scherzando: “Se continuate a stare sempre sugli incroci arriviamo al lavoro in anticipo”».

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L’impegno per la polizia locale è notevole: «Gli operatori stanno facendo doppi turni e straordinari, siamo stanchi ma stiamo lavorando per garantire il miglior servizio possibile – evidenzia il comandante. Ci aiutano anche le associazioni di viabilità». Un lavoro spesso poco visibile, ma che in questi giorni molti cittadini stanno riconoscendo: «A fronte di qualche critica, tanti automobilisti ci salutano e ci ringraziano. E questo fa piacere». Tra i ricordi più significativi di queste settimane c’è anche un piccolo gesto: «Il secondo giorno eravamo io e il vicecomandante a regolare un incrocio da ore. A un certo punto una signora si è avvicinata e ci ha portato due cioccolatini. Può sembrare una cosa da niente, ma è stato un gesto che ci ha colpito molto». La dimostrazione che dietro la divisa ci sono persone. «Siamo stanchi, è vero, ma quando qualcuno riconosce il lavoro che stiamo facendo, anche con un gesto semplice come quello, ti dà la forza per ricominciare la mattina dopo».

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