
Sotto il palmo della mano, il torace di un Golden retriever si alza e si abbassa con la regolarità ipnotica di un sonno profondo. Ma non c’è alcun guaito, né l’odore tipico di un cucciolo: è il respiro della tecnologia che si fa carezza. È solo uno dei tanti dispositivi del nuovo “Laboratorio del benessere” dell’Istituto Santo Stefano Kos di Porto Potenza, dove un cane di peluche iperrealistico diventa il ponte tra il silenzio di uno stato vegetativo e il mondo dei sensi.

Per un paziente in condizione di minima coscienza, sentire quel battito sotto le dita non è solo un esercizio sensoriale: è un richiamo alla vita, un modo per abbassare i livelli di cortisolo e stimolare una reazione ancestrale di conforto. Insieme a lui, in questo ecosistema di stimoli, si muovono una balena “intelligente” e un gatto sensibile alle carezze, pronti a trasformare la riabilitazione in un momento di pura connessione affettiva.

Alzando lo sguardo, il soffitto ospedaliero scompare, sostituito da un planetario laser che proietta l’intero sistema solare, trasformando la stanza in un viaggio spaziale che distende i nervi e libera la mente.

L’obiettivo di questa nuova stanza polisensoriale Snoezelen è chiaro: «Promuovere il benessere globale dei nostri pazienti e dei loro cari in una modalità innovativa – spiega Paolo Guidoni, direttore della struttura – offrendo un valore aggiunto ai percorsi di cura tradizionali, in un’ottica di umanizzazione che pone al centro la persona».

Il dottor Paolo Guidoni, direttore della struttura
Il percorso sensoriale prosegue con strumenti pensati per restituire ai pazienti la percezione del proprio sé. C’è la poltrona basculante, che oscilla emettendo vibrazioni armoniche a ritmo di musica per favorire il rilassamento, e la coperta ponderata, che con le sue perle di silicone avvolge il corpo in un abbraccio muto, capace di placare l’ansia senza produrre alcun rumore.

L’interazione diventa poi protagonista grazie ai tubi e ai tavoli a bolle: qui, il paziente non è solo spettatore. Attraverso controller con pulsanti extra-large, chi è in stato di minima coscienza può riappropriarsi di una piccola ma fondamentale forma di autonomia, scegliendo di cambiare il colore delle luci o la velocità delle bolle che danzano nell’acqua come onde in uno stagno. Per chi invece manifesta agitazione, un rullo vibrante interviene per restituire consapevolezza al corpo, riducendo lo stress da sovra-stimolazione.

Il governatore Francesco Acquaroli
«Questo progetto – aggiunge Laura Benedetto, direttrice generale dell’area riabilitazione e psichiatria del gruppo Kos – contribuisce a qualificare ulteriormente la nostra offerta, valorizzando l’integrazione tra competenze cliniche e attenzione alla dimensione relazionale». Un’eccellenza riconosciuta anche dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, presente all’apertura: «Il Santo Stefano è una realtà dalla storia lunghissima, con una professionalità degli operatori che è garanzia per le nostre comunità».

Laura Benedetto, direttrice generale dell’area riabilitazione e psichiatria
Ma la testimonianza più toccante è arrivata da chi quella stanza la vivrà ogni giorno. «L’Istituto ha coinvolto fin dall’inizio noi parenti per creare un servizio che potesse essere davvero a nostro supporto», ha spiegato Nicola, papà della paziente Giovanna. Gli ha fatto eco Francesca, figlia della signora Nicoletta, definendo lo spazio come qualcosa che va oltre la somma delle sue dotazioni: «Questa stanza non è solo un luogo di luci e suoni, ma uno spazio dove stimolare emozioni, accendere vecchi ricordi e, a volte, produrre il piccolo miracolo di una nuova reazione».
(Foto di Federico De Marco)

Presente anche l’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, a destra Noemi Tartabini (sindaca di Potenza Picena)








Anche un po' più di attenzione e umanità da parte di tutti gli umani
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