
Via Monfalcone, oggi, dal progetto verrebbero eliminati i parcheggi a sinistra
Nuova pista ciclabile in via Monfalcone, a Civitanova: il progetto taglia i parcheggi, insorgono i commercianti e i residenti. «Prima si creano i parcheggi alternativi, poi si tolgono quelli esistenti per far spazio alle bici». Inizia così la presa di posizione dell’associazione Viviamo Civitanova sul progetto della nuova pista ciclabile di raccordo che interessa via Monfalcone nella zona sud di Civitanova.
Il progetto infatti prevede l’eliminazione di alcuni posti auto per fare spazio ad una porzione di strada da dedicare al transito delle biciclette raccordando gli spazi ciclabili della città e fornendo un percorso verso il polo scolastico. Per l’associazione, il rischio è quello di rendere impossibile la quotidianità in centro, spingendo chi abita nei quartieri a trasferirsi altrove e lasciando il cuore della città in preda alla desertificazione sociale e commerciale.

Manola Gironacci
«Le piste ciclabili sono una cosa positiva e la mobilità sostenibile è importante – spiega Manola Gironacci di Viviamo Civitanova – ma c’è un principio di buon senso che non può essere ignorato: prima si creano i parcheggi alternativi per i residenti, poi, eventualmente, si tolgono quelli esistenti. Oggi a Civitanova sta accadendo il contrario. Assistiamo alla sottrazione progressiva di posti auto senza che venga prima pianificata una vera alternativa per chi vive in città. Chi abita nei quartieri deve poter tornare a casa la sera e trovare parcheggio; se vivere in centro diventa impossibile, i residenti se ne vanno e i centri urbani si desertificano, non solo commercialmente ma anche socialmente. Una città che diventa difficile da abitare rischia di perdere chi già ci vive. Chiediamo dunque di smettere di progettare ciclabili cancellando parcheggi già insufficienti. Bisogna fare le cose nell’ordine giusto: prima nuovi parcheggi per residenti, poi la riorganizzazione degli spazi e infine le piste ciclabili dove sono davvero sostenibili. La mobilità non può diventare insostenibile per chi vive la città ogni giorno».
(l. b.)
La domanda sorge spontanea: dato che negli ultimi 10 anni non è stato ancora realizzato un solo metro di nuova pista ciclabile, come viene fuori che labbandono del centro sarebbe colpa delle ciclabili? O forse è vero il contrario? Proprio perchè il centro è invivibile per le famiglie e soprattutto per i loro figli, diventato ormai un deposito di auto ferme, senza marciapiedi e ciclabili per poter circolare autonomamente, nenache per andare a scuola, che allora si preferisce uscire dal centro? Se si consentono in periferia giganteschi centri commerciali, si lascia il centro nel degrado e in balia delle bande notturne, e soprattutto per portare i figli a scuola o a fare sport comunque cè bisogno dellauto perchè altrimenti rischierebbero la vita senza marciapiedi e ciclabili, per quale motivo si dovrebbe rimanere a vivere in centro? Forse una riflessione più attenta porterebbe a conclusioni diverse, perchè i posti auto aumentano, le ciclabili no. Forse è il caso di iniziare a invertire la rotta e guardare come fanno tante altre città dItalia per ridare vita ai centri storici.
FIAB costa Macerata-Fermo concordo in toto complimenti, il centro muore xchè non è vivibile
Pensatene un'altra che è meglio....asfaltate queste strade che fanno pietà No la pista ciclabile in una strada stretta tra laltro ci sono le scuole e tra laltro al mattino alle 8 chiude per 20min per l'apertura della scuola e idem all'una per l'uscita dei scolare ma fatemi il piacere va' ...non siate ridicoli già avete tolto diversi parcheggi difronte al grosso parcheggio davanti le scuole e già li lascia parlere...ora anche la strada ...ma dormite alla notte invece di fare questi sogni orrendi la città servono i parcheggi per il mare
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