Chiede di usare il bagno, poi costringe un uomo a compiere atti sessuali, sotto accusa un 36enne che vive a Porto Recanati, oggi l’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. I fatti contestati risalgono al 25 luglio del 2024. Quel giorno, secondo l’accusa, un 36enne si trovava in una palazzina di Porto Recanati per fare delle pulizie.
L’uomo mentre si trovava nel condominio avrebbe chiesto ad un residente di poter usare il bagno. Questo, che in quel momento si trovava nudo in casa, gli aveva detto che lo poteva usare e il 36enne era entrato.

L’avvocato Maurizio Ballarini
Dopo essere stato alla toilette era uscito e sarebbe stato in questo frangente che, dice l’accusa, sostenuta dal pm Alessandra Alloggio, sarebbe avvenuto la presunta violenza sessuale. Il 36enne avrebbe fatto un riferimento sessuale poi avrebbe costretto l’altro uomo a compiere un atto sessuale. Sin qui le accuse che il trentaseienne, sposato e con figli, contesta in toto.
Il legale dell’imputato, Maurizio Ballarini, sostiene che il suo assistito era sì entrato nella casa dell’altro, che in quel momento si trovava nudo dentro casa, e aveva chiesto di usare il bagno, «poi è uscito e si è limitato a ringraziare, non c’è stata nessuna violenza sessuale» dice il legale. Il gup ha rinviato a giudizio l’imputato e il processo, per far luce su quanto accaduto quel giorno di luglio di due anni fa, si aprirà il 27 aprile.
(Gian. Gin.)
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