
Il terminal di Macerata (foto d’archivio)
di Alessandro Luzi
«E’ salito sull’autobus in stato confusionale. Sono sceso per chiamare i carabinieri. Lui mi ha seguito e mi ha dato un pugno dietro la testa». Così l’autista aggredito ieri da al terminal di Macerata da un 50enne di Loro Piceno, arrestato dai carabinieri. Alfredo Carfagna, 55 anni, è da 26 anni un autista Sasp e oggi era al tribunale di Macerata per la direttissima del 48enne finito in manette.
Ieri la sua corsa doveva partire alle 11. «Circa dieci minuti prima sull’autobus erano salite due donne ed il 48enne. A un certo punto si è avvicinato dicendomi che doveva scendere per fare pipì e si è messo a cercare in tasca 10 centesimi per andare in bagno. Io gli ho detto che i soldi potevo darglieli io. Poi è sceso ed è rientrato nell’autobus con i pantaloni un po’ abbassati. Quando l’ho invitato a tirarseli su, lui ha tirato giù tutto e poi è andato a prendere posto in autobus».

L’avvocato Narciso Ricotta
A quel punto l’autista è sceso dal mezzo «per chiamare i carabinieri senza farmi sentire. Lui mi ha seguito e mi ha colpito con un pugno dietro alla testa. Mi ha fatto male. Poi sono tornato in autobus e mi sono chiuso dentro per non farlo entrare ed ho aspettato i carabinieri. Dentro c’erano ancora le due donne impaurite per quello che stava accadendo. Un uomo che era salito invece è andato via. Intanto il 48enne mi ha urlato contro di tutto. Ha minacciato me e la mia famiglia».
Una volta arrivati i carabinieri al terminal, insieme agli operatori del 118, Carfagna è stato portato al pronto soccorso di Macerata e lì «ho ricevuto 7 giorni di prognosi. E’ la prima volta che mi accade una cosa simile».
Intanto il 48enne era stato accompagnato dai carabinieri alla fermata in via Cincinelli. Nei pressi di via Bizzarri l’uomo ha dato ancora in escandescenze ed è stato arrestato e messo ai domiciliari con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento per aver infranto il vetro dell’auto di servizio dei carabinieri.
Oggi il 48enne è stato portato dai militari in tribunale per la direttissima. Il giudice Andrea Belli ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora a Loro Piceno, dove l’uomo risiede. Il 48enne è tornato libero. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. La direttissima è stata rinviata al 14 aprile.
A difenderlo l’avvocato Narciso Ricotta: «Il mio assistito è una persona fragile. Porterò in aula la documentazione per dimostrare la sua patologia e valuterò dei riti alternativi. Ieri era venuto a Macerata in autobus per comprare dei farmaci che servivano a un familiare».
Colpisce l’autista del bus poi fa resistenza ai carabinieri: in manette un 50enne
È il mondo al contrario, il generale ha ragione
Le persone fragili vengono aiutate non lasciate sole per troppo tempo qui si aspetta sempre a gesti estremi prima di aiutare qualcuno
Tutti i violenti vengono definiti fragili, non sarà un po' strano?
Marco Moretti da ricotta....UN nome ,Una garanzia!
Ottimo!!!!
Almeno non è stato assolto per tenuità del fatto come qualcuno altro
Avvocato puo anche essere fragile ma non giustifichiamo sempre tutto comunque va seguito... curato speriamo che non faccia piu nulla ci credo poco
Fragile o no....và seguito..aiutato... tenuto sotto la lente...e se un giorno gli gira male??
Adamo Bartomucci figlio mio è l'avvocato che lo dice. Il giudice gli ha dato gli obblighi di dimora
Marta Piccioni esattamente, verissimo
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Marco Moretti, no non tutti i violenti sono definiti fragili, il poliziotto di Rogoredo non lo ha definito fragile nessuno.
Ma che fragile!! Un violento e basta!! Non diciamo le solite stupidaggini!!
Basta con stà roba!!
Sempre peggio.
L’uomo dal pugno fragile.
I can’t go on… ma guarda che roba!
Ascolta qua: “Non ce la faccio più”, dice la voce,
il sistema è esausto, entropia al massimo,
il corpo è un mucchio di atomi che si lamentano,
la mente un casino di probabilità che collassano male.
Non c’è energia sinistra per spingere avanti,
zero vettore netto, solo attrito col nulla,
il silenzio sarebbe la soluzione termodinamica perfetta,
ma – ehi! – il flusso non si ferma, continua a scorrere!
È come un elettrone in un atomo instabile:
dovrebbe decadere, puff!, sparire nel vuoto quantistico,
eppure orbita, orbita, orbita lo stesso, per dispetto alla legge! Devo andare? Non posso andare? Boh, chi se ne frega!
Continuo perché… beh, perché l’universo è fatto così:
non chiede permesso, non dà motivi, semplicemente va.