
Rocco Pennacchio, vescovo di Fermo, con i missionari civitanovesi Sirio Cingolani e Martina Luchi impegnati in Etiopia
Sono 980 gli studenti della scuola cattolica nel cuore di un territorio a maggioranza musulmana: è qui, tra le aule e i progetti educativi della missione di Robe, che l’arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio, ha vissuto in questi giorni per una visita pastorale in Etiopia.
Pennachio ha visitato la prefettura di Robe, accompagnato da don Mauro Antolini, parroco di Servigliano. La realtà missionaria è guidata da padre Angelo Antolini, frate cappuccino originario dell’Arcidiocesi fermana, e vede impegnata da alcuni anni anche una giovane coppia di Civitanova, Sirio Cingolani e Martina Luchi che anni fa hanno scelto di abbandonare una vita di agi “vista mare” con un lavoro stabile per farsi testimoni di missione. Erano partiti alla volta della Bolivia nel 2023, ma da diverso tempo si sono stabiliti in Etiopia
Il vescovo ha preso visione delle attività che li vedono coinvolti soprattutto nell’ambito educativo: un doposcuola pomeridiano aperto ogni giorno ai bambini, iniziative di promozione sociale come progetti di sviluppo agricolo e supporto tecnico alla manutenzione dell’ospedale locale. Martina, che anche in Italia era docente di lingue, oggi insegna nella scuola cattolica della missione.
Un servizio svolto in un contesto povero e periferico rispetto alla capitale, ma ricco di potenzialità. «La visita che ho vissuto – ha dichiarato l’arcivescovo Rocco Pennacchio – mi ha permesso di vedere molte ricchezze: tante potenzialità umane, capacità di relazioni, valori familiari. Sono venuto a contatto con una nazione molto giovane, con un’età media di 18 anni. Inoltre sono contento di vedere la bellezza dei progetti concretizzati attraverso il sostegno dei fedeli dell’Arcidiocesi di Fermo con le Quaresime di Carità proposte dalla Caritas Diocesana».
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