Dall’accusa di tradimento
alla scarcerazione: nuovi documenti
riaprono il “caso Cecchetti”

CIVITANOVA - Giovedì alle 17,30 alla biblioteca comunale il teatro d’indagine degli “Amici di Adriano” porta in scena carte inedite dell’Archivio di Stato di Macerata e della Questura sull'arresto dell'imprenditore civitanovese. Il pubblico sarà la giuria, il verdetto affidato al sindaco Fabrizio Ciarapica

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ex cecchetti

L’ex fabbrica Cecchetti a Civitanova

Ottantatré anni dopo nuovi documenti portano in scena una storia inedita: l’arresto e la scarcerazione di Adriano Cecchetti. Giovedì alle 17,30 alla biblioteca comunale di Civitanova l’associazione Amici di Adriano presenta una lettura scenica di nuovi documenti presenti nell’Archivio di Stato di Macerata e di proprietà della Questura. 

L’iniziativa è un “teatro d’indagine” che vuole mostrare una storia ancora poco conosciuta attraverso un percorso di memoria e ricostruzione storica. L’evento si articolerà in tre momenti: il racconto, l’accusa e il processo. A dare voce alla ricostruzione saranno Emilia Bacaro, Francesco Egidi e Amedeo Regini. Gli autori dell’inchiesta presenteranno le prove dell’accusa, mentre la giuria sarà composta dal pubblico presente in sala. Il verdetto finale sarà emesso dal sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che interverrà nel corso dell’incontro.

L’iniziativa nasce da una ricerca storica di Amedeo Regini e Piero Sparapani, con sceneggiatura dello stesso Sparapani. La storia riavvolge il nastro al 1943 quando durante i bombardamenti Adriano Cecchetti decise di chiudere la fabbrica che nel frattempo era stata militarizzata e produceva per lo Stato armamentario bellico. L’imprenditore civitanovese volle però mettere al sicuro alcune apparecchiature e meccaniche della fabbrica, le nascose e occultò per evitare che i bombardamenti e la guerra privassero l’azienda di attrezzature fondamentali. Per questo venne accusato di tradimento. Ma quando da Macerata chiesero le prove, i fascisti civitanovesi non seppero dare dimostrazione della accuse. Da qui la scarcerazione dopo un consulto da parte dei fascisti maceratesi con il Duce in persona.

L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata all’indirizzo amicidiadrianocecchetti@gmail.com.

(l. b.)



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